Treno per il camposanto

raymenThe Raymen – Death’s Black Train (Hound Gawd!, 2013)

[di Franco “Lys” Dimauro]

Il suono è criptico e bastardo, come sempre. Da trenta anni, una sicurezza. Una delle poche che ci sono rimaste.
Death’s Black Train anticipa di qualche mese quello che sarà il dodicesimo album della più crampsiana delle band berlinesi, presentandone due estratti e aggiungendo tre brani altrimenti inediti.

Rockabilly dall’oltretomba. Hank Ray è il medium capace di attivare il transfert che ci permette di ascoltare la voce di Elvis. Direttamente dall’Inferno.
Tex Napalm, T-Base e Tommy Favorite ne amplificano la forza espressiva alitando su questa miscela malvagia di swamp-blues e rockabilly.

Un treno che corre lungo i binari che conducono fino al girone di Jeffrey Lee Pierce, Rowland S. Howard e Lux Interior (a cui è dedicata la conclusiva, lentissima, spettrale “Long Tall Shadow With Fire Eyes” che vede il cameo inudibile di Mr. Rudi Protrudi).

Un guaito necrofilo che striscia tra le mura di casa, come fosse l’ ultimo alito di Johnny Cash.

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