La spada nella doccia: parla tab_ularasa

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[intervista originariamente pubblicata su Mimetics Fanzine]

Quando è perché nasce il tuo progetto?
In realtà già dai tempi in cui vivevo a Siena e suonavo negli Ultra Twist e nei Dements avevo delle canzoncine e filastrocche deliranti in italiano…si parla tipo del 2009. La prima fu “il Tromba ti Tromba” registrata dai Lurches, credo veramente il peggior gruppo della storia.
Poi man mano con gli anni, dopo che mi sono trasferito a Roma, ne sono venute a galla altre come “AEIOU” e “Basta Pasta” registrate nella notte dell’ultimo dell’anno del 2010 con il duo “the Last Day of the Year Before the End(altro…)

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Beccati questo: intervista al Trio Banana

trio banana ffstudio[Originarimente concepita per la fanzine Bassifondi, ma mai pubblicata]

Trio Banana siete i Velvet Underground di Borgata Boredom?
Il Trio Banana non era su quella compilation, è nato appena poco dopo il suo parto e diffusione. Io (Tab_Ularasa) sono la dentro con i Duodenum e Trans Upper Egypt. Ma comunque siamo di lì… della “borgata” anche se nessuno di noi tre è originario di Roma; siamo due toscani e un pugliese amici da prima di trasferirci nella capitale e ci siamo ritrovati in quella zona di Roma nel 2010/11 per varie casualità non poi così tanto casuali (altro…)

I will work… for food

for foodFor Food – Don’t Believe In Time (Fooltribe, 2014)

[di Tab_Ularasa]

I For Food hanno semplicemente fatto, a oggi, il miglior disco italiano del 2014.

Il disco si chiama Don’t Believe In Time. Loro sono di Ferrara… no Roma o Milano. Non sono un gruppo nuovo, nato dal nulla, ma hanno tutti alle spalle esperienze musicali sotterranee di valore assoluto – ma sconosciute ai più (altro…)

Bacherozzi e confusione

Tbugzhe Bugz – Confusion (autoproduzione, 2014)

Nuovo titolo distribuito da Area Pirata e autoprodotto, per i pisani The Bugz – definiti nel comunicato allegato al cd come “storica e più longeva band pisana” (in effetti pare siano in giro da quasi 20 anni, essendo nati nel 1995).

Questo è il loro terzo lavoro sulla lunga distanza e a quanto intuisco – non conosco i precedenti dischi – la band ha avuto un processo evolutivo piuttosto variegato (altro…)

Provincia mon amour

provincialsThe Provincials – Provolone Records (Disco Futurissimo, 2013)

Capita – e nemmeno troppo raramente – che arrivino dischi senza alcuna informazione a corredo. Semplicemente una busta (spesso senza nemmeno il mittente scritto sopra in maniera comprensibile) con dentro un cd, vinile o cassetta. Più o meno è accaduto anche per questo cd dei The Provincials, arrivato in un paccone cumulativo con altro materiale. Non avevo la minima idea di chi fossero, però già dai primi brani è stato chiaro che questa band ha il tipico “qualcosa” (altro…)

Una bara fluttuante è per sempre

cover The Oh SeesThe Oh Sees – Floating Coffin (Castle Face, 2013)

[di Manuel Graziani]

Se volete una recensione vera e propria del nuovo album degli Oh Sees cambiate webzine: su Ondarock, ad esempio, ce n’è una così lunga ché mi sono fermato al decimo rigo del primo dei cinque capoversi.

Be’, una cosa è certa. Non ci si annoia mai con gli Oh Sees, e non si avrebbe neanche il tempo di farlo vista la loro cazzo di prolificità. Il nuovo capitolo pubblicato dall’etichetta personale di John Dwyer potremmo definirlo psych-dark-noise, come ammette lo stesso John: “È piuttosto buio e molto più heavy rispetto agli altri album”. Una cosa diversa, insomma, seppur sempre riconoscibile e col bollino blu della band di Frisco (altro…)

Lucifer rising

luciferiI Luciferi – V (autoprodotto, 2012)

…è che proprio mi sento un po’ perduto nell’ascoltare un cd-ep come quello de I Luciferi. Avevo la tentazione di relegare la recensione nella solita rubricona cumulativa del Wild Brunch, ma poi ho detto: “Toh, mi faccio lo scherzone e provo a parlarne, invece, in maniera più approfondita”. Tipo esperimento di autocoscienza.

Noise rock/post rock strumentale è il nome del loro gioco. E già qui ho un piccolo cedimento (altro…)

Into the Nineties

cover Purling HissPurling Hiss – Water On Mars (Drag City, 2013)

[di Manuel Graziani]

Mettere su Water On Mars dei Purling Hiss e sprofondare negli anni ’90 è un tutt’uno.
Il primo pezzo, “Lolita”, è un assalto grunge sabbatthiano che sfiora il plagio dei Nirvana epoca Bleach. Poi tocca all’ariosa deflagrazione alt-rock “Mercury Retrograde”, secondo mezzo plagio ma dei Lemonheads targati ‘92/’93, quando il signor Evan Dando faceva bagnare le mutandine di vecchie e bambine. E non c’è due senza tre ché in “Rat Race” sembra di sentire d’emblée i migliori Smashing Pumpkins (detto da uno che non ha mai sopportato troppo Billy Corgan) e subito dopo la chitarra di J Mascis che sostiene imperiosa l’obliqua melodia dei Pavement (altro…)

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