Un intrigante equilibrio precario

the-full-trebleThe Full Treble – Play The Funk (Moquette, 2012)

Arrivano dall’area milanese i The Full Treble, un trio che si definisce – almeno nel profilo Facebook ufficiale – rock. In effetti c’è molto rock nei loro pezzi, di quello sanguigno e muscolare, ma anche tanto punk rock’n’roll e una buona dose di punk melodico.

Il risultato è più che discreto, nonostante gli ingredienti siano di quelli facili a portare al disastro. L’equilibrio è deliziosamente precario, ma a parte un po’ di pesantezza dovuta alla durata (11 brani li ho trovati un po’ lunghi francamente), questa specie di cocktail tra seventies rock, New Bomb Turks, alternative rock anni Novanta, Lookout sound e – perché no – un po’ di Bad Religion regge (altro…)

Bluesgirl and garage girls: operazione vinile

Elli-De-Mon-Leave-this-TownInnanzitutto le scuse dovute e umilissime: ho questi due singoli da diverse settimane, ma una serie di eventi e banali situazioni mi hanno impedito di ascoltarli – l’accesso al mio stereo non è sempre facile, ultimamente (grazie vita, grazie di tutto). Per cui, spero che Elli de Mon e Thee Bomb’o’Nyrics mi vorranno perdonare (altro…)

Los Angeles dreaming

cover BleachedBleached – Ride Your Heart (Dead Oceans, 2013)

[di Manuel Graziani]

Evidentemente è vero che col tempo ci si ammorbidisce. Per averne conferma citofonare a Jennifer e Jessica Clavin che dal punk riottoso delle Mika Miko hanno fatto un triplo salto mortale e sono atterrate sul morbido materasso del power-pop. Saranno i Ray-Ban, quelle pose da ragazze stonate e la psichedelia Sixties sottopelle (“Dreaming Without You”) fatto sta che le sorelle losangeline più che alla coppia di fatto di un tempo Peter Case- Paul Collins mi fanno pensare alla coppia di fatti William e Jim Reid (altro…)

Record Store Day galore

splitRecord Store Day, 20 aprile 2013. L’affare si ingrossa, per citare la battuta di qualche film – credo – che non ricordo.

Quest’anno sono giunti in redazione due dischi concepiti proprio per la ricorrenza, quindi nati, registrati e stampati per celebrare il RSD: si tratta del 7″ dei The Dancers (che già fecero un cd-ep lo scorso anno nella medesima occasione) e dello split 7″ Amelie Tritesse/Tre Tigri Contro (altro…)

Rocking Trieste

kornalcieloPer un banale disguido (tipo: materiale spedito a un vecchio indirizzo di posta, una casa dove ormai non abito più) i due cd della Kornalcielo di questa recensione mi sono arrivati con un po’ di ritardo. Amen. L’importante è che ci siamo.

In mano, dunque, mi trovo un paio di dischi made in Trieste (King Bravado e Black Mamba Rockexplosion) – a testimonianza di una scena tutt’altro che dormiente. Anzi: il nord-est da un po’ si dimostra bello guizzante come non lo si ricordava da tempo (altro…)

Don’t panic

triobananaTrio Banana – Arthur Dent ep (Bubca, 2013)

Abbiamo lasciato il Trio Banana (Tab_Ularasa, Mr Wolfman e Doctor Dead) lo scorso novembre con un omonimo album di “sublime rumore psichedelico, diy punk lisergico, proto-hardcore intriso di lsd e codeina” (cito dalla recensione che feci allora.

Bene, questo ep di tre brani – che è tematicamente intriso di ispirazioni del maestro Douglas Adams – porta ancora più all’estremo quel discorso sonoro avvicinandosi sempre più alla psichedelia iperdrogata e acida (altro…)

Falso d’autore

owenOwen Temple Quartet – Rot In The Sun (Casbah Records, 2013)

Quando le influenze ci sono, sono talmente palesi da essere smaccate, ma sono trattate con anima e venerazione, spesso escono fuori lavori come questo album dei francesi Owen Temple Quartet: gioielli di rara bellezza lavorati con maestria, anche se somiglianti in tutto e per tutto a opere dei guru del genere.

E cosa si fa? Si butta tutto? (altro…)

The Wild Brunch #32

plyamobilArrieccoci, persistenti e puntuali come i pidocchi alle elementari, con un nuovo Wild Brunch – numero 32, per servirvi. Come dovreste ormai sapere, questa è la rubrica in cui si parla cumulativamente del materiale che arriva a Black Milk, riservando le recensioni singole a casi particolari (ovviamente a insindacabile giudizio del Comitato Centrale). Ovviamente il criterio è l’aderenza al taglio principale della webzine e la rilevanza dei dischi.

C’è un sistema di valutazione, per cui si va da 0 (che significa: “bravi, ma basta, chi ve l’ha fatto fare”) a 3 (ossia “bel disco, bel gruppo, in bocca al lupo”).
Non dimenticate di leggere con un po’ di attenzione la sezione INVIO MATERIALE E CONTATTI, prima di mandare qualcosa; e se non si parla benissimo del vostro disco, sappiate che fa parte del gioco.

In questa puntatona, varietà come se non ci fosse un domani: Mothers of Mud, Polar For The Masses, Gerson, Collettivo 01, Maleducazione Alcolica (altro…)

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