Graffitari soporiferi

sparypaintSpray Paint – Rodeo Song (S.S. Records, 2013)

[di Tab_Ularasa]

Eccoci con un altro disco della S.S. Records uscito da pochi mesi. Si tratta degli Spray Paint, trio post/punk di Austin.
Tanti blog in Rete parlano in modo molto positivo del gruppo in questione e allora mi sono fatto intortare bene bene e ho comprato il disco.
Nella plastichina del vinile c’è attaccato l’adesivo con sopra scritto “High energy odd punk with roots in Wire, Urinals, A Frames” (altro…)

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Masters of STD

youth of sifilideYouth Of Sifilide – Spruzzi di odio e morte (Bimbo Aborto Records, 2013)

Benvenuti in quella zona bizzarra, pericolosa e inafferrabile in cui metal estremo, hardcore, punk, demenzialità e follia si incontrano. Per intenderci, se vi trovate a vostro agio con il linguaggio parlato da gente come primissimi DRI, SOD, Stupids ed Electro Hippies di sicuro non faticherete a entrare nel mood dei meneghini Youth Of Sifilide (altro…)

Sempre gli ultimi a sapere…

last to knows divideThe Last To Knows – Divide (Mind Pollution Records, 2013)

Sono una vecchia conoscenza i senesi Last To Knows. E non mancano mai di stupirmi ogni volta: il che non è decisamente una cosa comune. Con questo cd (full length, si diceva una volta per fare i fighi) esplorano sempre più a fondo la loro anima country/roots rock made in USA (altro…)

Bocconcini di merda per buongustai

bos-frontBits Of Shit – Cut Sleeves (Casbah Records/Dangerhouse Skylab, 2013)

Australiani. E come biglietto da visita è già piuttosto interessante. Se poi aggiungiamo che hanno partecipato alla Gonerfest del 2012, le antenne iniziano a drizzarsi (e non solo quelle, incidentalmente).

E una volta drizzate restano ben alte, queste antenne. Il motivo è semplice: questa band è notevolissima, nel suo essere perdente, sotterranea e cafona. Immaginate una pub band di Melbourne che ha deciso – chissà quanto consciamente – di frullare alla cazzo di cane (cit. René Ferretti) e con violenza decerebrata la tradizione del punk e dell’hard australiano (dai Rose Tattoo agli X) con le sgroppate furiose dei primi Black Flag e compagnia californiana. E buttiamoci pure un po’ di Angry Samoans, toh (altro…)

Un grappino al plutonio

plutonium-babyPlutonium Baby – Welcome To The Weird World (Vida Loca, 2013)

Se siete romani o, comunque, attenti a quello che succede in Italì (a parte la gang-bang Berlusconi, Grillo e Letta), questo cd targato Vida Loca è recensibile con una semplice ed esaustiva equazione: [(Motorama + Cactus) x (synthpunk + garage)] x wave = Plutonium Baby.

Non avete capito un cazzo? Ok, legittimo (altro…)

Paese che vai, Bubca che trovi!

piresianPiresian Beach/JC Satan – 7″ (RNR666, 2013)

Innanzitutto devo scusarmi umilmente con Pali della RNR666 Records per il ritardo immondo. Credo di avere questo 7″ da quasi due mesi. Ma ovviamente quando la merda ci mette lo zampino ti trovi a non potere ascoltare un disco manco a piangere in cinese – specialmente se poi per sentirlo devi fare i salti mortali con orari, rumore, babysitteraggio, lavoro fetido e casini vari. Morale: scusa. E ancora scusa (altro…)

Una bara fluttuante è per sempre

cover The Oh SeesThe Oh Sees – Floating Coffin (Castle Face, 2013)

[di Manuel Graziani]

Se volete una recensione vera e propria del nuovo album degli Oh Sees cambiate webzine: su Ondarock, ad esempio, ce n’è una così lunga ché mi sono fermato al decimo rigo del primo dei cinque capoversi.

Be’, una cosa è certa. Non ci si annoia mai con gli Oh Sees, e non si avrebbe neanche il tempo di farlo vista la loro cazzo di prolificità. Il nuovo capitolo pubblicato dall’etichetta personale di John Dwyer potremmo definirlo psych-dark-noise, come ammette lo stesso John: “È piuttosto buio e molto più heavy rispetto agli altri album”. Una cosa diversa, insomma, seppur sempre riconoscibile e col bollino blu della band di Frisco (altro…)

House of hits

Counter+IntuitsCounter Intuits – Sheets of Hits (Pyramid Scheme, 2013)

[di Damiano Mazzalupi]

Ron House è conosciuto (neanche tanto in realtà) soprattutto per essere stato il cantante dei Thomas Jefferson Slave Apartments, il suo gruppo punk-noise esistito per tutti gli anni ’90, autori fra l’altro di uno dei pezzi più pregiati di quel decennio, il loro primo lp Bait and Switch. Ma in realtà nei dieci anni (abbondanti) precedenti ed anche in quelli successivi non è mai stato con le mani in mano (altro…)

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