Lucifer rising

luciferiI Luciferi – V (autoprodotto, 2012)

…è che proprio mi sento un po’ perduto nell’ascoltare un cd-ep come quello de I Luciferi. Avevo la tentazione di relegare la recensione nella solita rubricona cumulativa del Wild Brunch, ma poi ho detto: “Toh, mi faccio lo scherzone e provo a parlarne, invece, in maniera più approfondita”. Tipo esperimento di autocoscienza.

Noise rock/post rock strumentale è il nome del loro gioco. E già qui ho un piccolo cedimento.
Notoriamente io impalerei i Sonic Youth – o meglio: la loro incarnazione degli ultimi 15-20 anni, ma più di tutto la progenie di emuli rumorosi, inconcludenti, pretenziosi e inutili – per cui col noise ho un rapportino proprio di cordialità al vetriolo.
Per fortuna devo dire che I Luciferi hanno ben poco degli emuli ai quattro formaggi della Gioventù Sonica, ed è un bel punto a loro favore. Certo, la scelta dello strumentale senza cantato mi fiacca parecchio l’umore, ma suvvia… mi piacevano i Blind Idiot God, posso anche ascoltare loro!
Col post rock, invece, va peggio: nel senso che l’ho sempre vissuto come roba per pseudointelletuali di condominio e studenti fuori sede che vogliono scopare le matricole facendosi credere molto fichi e intelligenti.

Sono una persona gretta, lo so.

Detto questo mare di cazzi miei (saltateli pure – certo avrei dovuto scriverlo prima), questo cd-ep non è malvagio, nel senso che si fa ascoltare e incuriosisce, anche se qua e là la banalità mette fuori la testina: a volte in forma di riffata rock (il quinto e ultimo brano ha una parte centrale su cui il Blasco Rossi canterebbe l’ennesimo inno generazionale da sessantenne che fa il ventenne), altre di fraseggio noise da manualino per apprendisti, altre ancora evocando atmosfere da Blow Up 1999 – quando per leggere un articolo dovevi avere una laurea in postocreziolomotrogiomanzia oppure avere l’abilità di far finta di capire e annuire con cenni convinti a ogni “post rock” e “math rock” scritto in pagina.

Se posso dare un consiglio a questa band – che ovviamente è liberissima di usarlo per pulire il culo al cane – ho l’impressione che tutto sarebbe più valido, convincente e memorabile se aumentasse il quoziente di ignoranza e violenza. Meno post rock fighetto e più schiaffoni in stile SST (avete presente quei dischi deliranti dei progetti paralleli di Ginn e roba simile? Ecco…) o Amphetamine Reptile.

Bravi, ma ancora fuori fuoco. Abbiate il coraggio di spaccare un po’ di orecchie, cazzo!

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