Banane & formiche

trio-trentaformicheTrio Banana – Live 30 formiche Opening Party (Bubca, 2014)

Ancora Trio Banana, ma live. Non che i loro dischi siano, di norma, megaproduzioni di studio a 64 piste, ma in questo caso siamo di fronte a una rozzissima, verace, lorda e sporchissima incisione dal vivo che – ovviamente – accentua idiosincrasie, aporie, dissonanze, genialità e demenze di questa formazione così peculiare (altro…)

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Frappe, grattachecche e roghenrò sotto ar cuppolone

beatsmeBeats Me – Get Da Fee (Mind Pollution/Swamp)

Tornano i romani Beats Me, con un cd dal titolo gheddafiano – e, suppongo, anche dal concept, visti i singoli brani (peccato non ci siano i testi nel booklet). Come già nel precedente Out Of The Box le coordinate sono piuttosto evidenti: punk pop con alcune sgroppate neogaragistiche (bella, a questo proposito “The Man With The Golden Gun”). Qui ci sono i Ramones e i loro epigoni più smaliziati, gli Hard Ons, il punk rock scanzonato, un po’ di Makers e Hives, un goccio di – brrrrrr – Beach Boys e un paio di intuizioni più hard punk (altro…)

To Be(at) or not to Be(at)

Mitomani BeatI Mitomani Beat – Fuori dal tempo (Area Pirata/Green Cookie, 2014)

[di Manuel Graziani]

Non mi sono mai piaciute le uniformi. Preferisco il cut-up sottoculturale del primo, ingenuo punk. Sui suoni, poi, non ne parliamo. Sono nato con fIREHOSE, Dinosaur Jr e quella roba lì, che uno non sapeva bene che musica fosse perché trattavasi di mischione bastardo (ed estremamente originale) di più generi per così dire “afferenti al rock alternativo”, e pure guardandoli in foto non capivi un emerito cazzo. Ti spiazzavano su tutta la linea, insomma (altro…)

C’è figa a Nashville?

nashville p roma 2Nashville Pussy – live @ Traffic, Roma, 24/02/2014

[di Narconimpho Cat – foto di Andrea Curzi]

Faccio il mio debutto su Black Milk in grande stile, ovvero con il live report del concerto dei Nashville Pussy al Traffic di Roma.
L’ingresso della band sul palco avviene sulle epiche note del tema di Space Odissey in chiave funk a opera della Doctor Exx Band: le due MILF, la fulva chitarrista Ruyter con la bassista bruna, precedono di pochissimo mr Blaine, bello e gonfio come un figurante di Hazard cacciato dal set per ubriachezza molesta, e senza convenevoli attaccano subito con “Keep on Fucking” (altro…)

Cow-punk e cow-boys under the cupolone

drifting minesDrifting Mines – Comeback (autoproduzione, 2013)

Ecco i capitolini Drifting Mines, capitanati dal malefico Adalberto Hell Rey, che ritornano con un cd autoprodotto zeppo del loro punkabilly, roots, garage.

E’ una band, questa, che non inventa nulla, ma conosce alla perfezione gli stilemi di un genere (vi nominerò qualche gruppo a caso, giusto per i meno versati nella materia: Blood On The Saddle, Gun Club, Knitters, X, Flesh Eaters…) che negli anni Ottanta fu la next big thing qualche ora, per poi scomparire nei meandri dei magazzini riservati alle cose per pochi nostalgici (altro…)

Un grappino al plutonio

plutonium-babyPlutonium Baby – Welcome To The Weird World (Vida Loca, 2013)

Se siete romani o, comunque, attenti a quello che succede in Italì (a parte la gang-bang Berlusconi, Grillo e Letta), questo cd targato Vida Loca è recensibile con una semplice ed esaustiva equazione: [(Motorama + Cactus) x (synthpunk + garage)] x wave = Plutonium Baby.

Non avete capito un cazzo? Ok, legittimo (altro…)

Tutti i lunedì sono neri…

blackmondaysBlackmondays – s/t (White Zoo Records, 2013)

[di Denis Prinzio]

A Sergio Chiari, boss della White Zoo Records, bisognerebbe fare un monumento. Non è facile nel nostro Paese portare avanti una piccola etichetta che produce buona e fiera punk rock music, e le realtà che lo fanno con cognizione di causa si contano veramente sulle dita di una mano. Ragion per cui il complimento ci sta tutto.

Dopo aver fatto uscire i vari Giuda, Transex, Silver Coks e Steaknives (ed altri che sicuramente ora dimentico) la nuova produzione della label salentina è un 7” (4 pezzi, gira a 33 rpm) dei romani Blackmondays (altro…)

Spaghetti (western) all you can eat

Drifting MinesDrifting Mines – s/t (autoprodotto, 2012)

Country, garage, rock’n’roll, rockabilly, punk: i signori sono serviti. E il menù è all you can eat, grazie ai romani Drifting Mines, che arrivano da una decina d’anni di oscurità più o meno totale, fatta di gavetta e demo, giungendo al traguardo del primo cd autoprodotto (ma distribuito da Area Pirata).

In questi 10 brani (compresa una cover di “Chicken Walk” di Hasil Adkins) le influenze sono palesi e cristalline, ma da leccarsi i baffi: Cramps, Johnny Cash, Knitters, X nei loro momenti più country punk, Gun Club, Blasters, Bo Diddley, Elvis (altro…)

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