The Wild Brunch #35

boschWild Brunch numero 35, già. Non c’è molto da dire. L’estate è andata, il resto arriva. E chissà. Qui siamo sempre in bilico tra vita, non vita e cazzi assassini. E voi? Idem, immagino.

Detto ciò, il consueto pateracchio: come dovreste ormai sapere, questa è la rubrica in cui si parla cumulativamente del materiale che arriva a Black Milk, riservando le recensioni singole a casi particolari (ovviamente a insindacabile giudizio del Comitato Centrale). Il criterio è l’aderenza al taglio principale della webzine e la rilevanza dei dischi (altro…)

Motor City is burning

mc5picAltro riciclaggio di articolone che scrissi per un nota o quasi testata italica, che non è mai stato pubblicato, né pagato ovviamente. Dopo un paio d’anni mi sento di poterne fare uso a discrezione, non esistendo vincoli di sorta.

Questa è l’ennesima vicenda di perdenti del rock. Gente che ha influenzato generazioni a venire, ha segnato l’immaginario popolare e il corso della storia, ma in pratica non ne ha tratto alcun beneficio, a parte un tardivo riconoscimento. Stiamo parlando dei Motor City 5, alias MC5, forse la più devastante formazione di rock’n’roll, hard rock, proto-metal e proto-punk mai partorita dalle viscere metalliche del Michigan. Tre dischi epocali tra il 1969 e il 1971, poi un vortice di droga, arresti, progetti che naufragano e decessi, fino a scomparire in una coltre d’anonimato, diradatasi solo con la tardiva reunion del 2004… signori e signore, ecco la storia di Wayne Kramer, Dennis Thompson, Fred “Sonic” Smith, Rob Tyner e Michael Davis (altro…)

Tutti in Campo

campo-logySteve & The Jerks + Anteenagers M.C. – CAMPO-LOGY (Fish+Lips Records)

La Francia è da sempre un luogo in cui il rock’n’roll è seguito, coccolato, adorato (chiedete a gente come Johnny Thunders, ad esempio, se avete occasione di fare una sedutina spiritica). Non ha sfornato moltissime band che hanno avuto rilevanza internazionale, ma lì la scena è comunque vivissima. Basta pensare che dalla Francia è arrivata gente come Real Kool Killers, Parabellum, Cherokees, Métal Urbain, Les Thugs, Noir Desir…

Questo cd antologico distribuito Area Pirata e licenziato da Fish+Lips raccoglie, dunque, i lavori di un eroe made in France: l’esimio Fred Campo (altro…)

Cogs(e) dell’altro mondo

cogsThe Cogs – “Don’t Kiss Me Now”/”Hey Honey”  7″ (Spectre, 2013)

Continua la tradizione delle grandi garage band dell’area del Valdarno. Sarà qualcosa nell’acqua o magari nel vino. Chi lo sa. Ad ogni modo i The Cogs esistono da sei anni e sono arrivati alcuni mesi fa alla pubblicazione di questo 7″ con due soli brani, come usava 40 anni e passa fa.

Da loro potete aspettarvi una sola cosa, e vi garantisco che la fanno bene: garage punk – o punk garage, forse, a essere pignoli (altro…)

Street walking cheetahs under the Duomo

nerodoggsNero And The Doggs – Death Blues (White Zoo/VoloLibero/Rocket Man, 2013)

Da qualche anno a questa parte l’appuntamento con un nuovo album dei Doggs è immancabile e preciso. Ne sfornano regolarmente, costanti, testardi, bastardi e imperterriti – nonostante le classiche difficoltà che tutti conosciamo.

Questo nuovo Death Blues segna anche un cambiamento della ragione sociale della premiata ditta Doggs, che diventano Nero And The Doggs – impossibile non cogliere il parallelismo con la metamorfosi Stooges/Iggy And The Stooges avvenuta tra Fun House e Raw Power (altro…)

Chiamalo caprone, se vuoi…

tonicocaproneTonylamuerte Onemanband – Il tonico caprone (Autoproduzione, 2013)

[di Denis Prinzio]

Fa tutto da solo Tony. Però non lo direste. Lo sbarramento di fuoco prodotto dalla sua Dobro e dalla grancassa pestata come se non ci fosse un domani è talmente potente che pare di stare ascoltando la Blues Explosion al completo.
Il ritorno di questo esplosivo “one man band” si chiama Tonico Caprone, e mai titolo poteva essere più esplicativo rispetto agli intenti del musicista vicentino: musica del diavolo sparata a palla, urlata e massacrata, in nome di un punk blues/psychobilly che suona verace e carico di passione (altro…)

Fiat Luz

cover LA LUZLa Luz – It’s Alive (Hardly Art, 2013)

[di Manuel Graziani]

Partirei dal dato di fatto che queste quattro fanciulle non sono delle bellezze, ma neanche dei cessi. Diciamo che sono carine, va’, come è “carina” la loro musica. In uno slancio da finocchietto gaudente, tenderei ad etichettarla “optical surf” (altro…)

Non respirare, non serve

buioingolaBuioingola – “Dopo l’apnea” (Autoproduzione – 2013)

[di Mario Selaschetti]

Benvenuti nell’epoca dell’ipercapitalismo globalizzato dove nei supermercati la differenziazione dei prodotti che finiscono sugli scaffali è portata all’estremo per inseguire una domanda sempre più annoiata e in continua ricerca di nuove sensazioni. E così, tra un’acqua che ti aiuta a far pipì e uno Yogurt che ti fa evacuare, anche nel mondo musicale fioriscono migliaia di generi musicali differenti. Un po’ perché siamo tutti contaminati da questo Zeitgeist commerciale un po’ perché la mente umana non dorme mai e continua a mescolare e mescolare i propri stimoli, senza fine (altro…)

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