Cow-punk e cow-boys under the cupolone

drifting minesDrifting Mines – Comeback (autoproduzione, 2013)

Ecco i capitolini Drifting Mines, capitanati dal malefico Adalberto Hell Rey, che ritornano con un cd autoprodotto zeppo del loro punkabilly, roots, garage.

E’ una band, questa, che non inventa nulla, ma conosce alla perfezione gli stilemi di un genere (vi nominerò qualche gruppo a caso, giusto per i meno versati nella materia: Blood On The Saddle, Gun Club, Knitters, X, Flesh Eaters…) che negli anni Ottanta fu la next big thing qualche ora, per poi scomparire nei meandri dei magazzini riservati alle cose per pochi nostalgici (altro…)

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Rama dama fa fa fa

actionmen-ramadamaActionmen – Ramadama (Autunno Dischi/Inconsapevole Records, 2013)

Ho una certa età, per non dire che sono vecchio e perdo i pezzi. Quindi spessissimo mi capita di non ricordare band con cui ho magari avuto a che fare qualche anno fa… nel caso degli Actionmen la mia memoria mi restituisce un clamoroso vuoto, sebbene loro siano in giro – lo apprendo dalla bio online – da un pezzo (il primo album è di sei anni fa). Amen, problema mio.

Detto questo, sono il mio spaesamento aumenta ancora di più, quando mi rendo conto che – per quanto mi facciano vomitare e li aborra – i Queen in qualche modo sembrano essere l’influenza che nei 22 (è un doppio album, baby!) brani di Ramadama riesco a riconoscere con più sicurezza (altro…)

Un bicchiere coi Derelitti

derelittiI Derelitti – Come se non ci fosse un domani (autoproduzione, 2013)

Torino Motor City, anno 2013. Quattro avanzi di pub marcio entrano in studio e incidono questo album (che esce in edizione ultralimitata, in vinile colorato, per dire) ispirandosi alle loro passioni più proibite: il rock’n’roll fetido, il protopunk più ignorante e buzzurro, il glam rock più puzzolente, l’hard rock più svergognato… risultato? Un cd divertentissimo davvero, di hard’n’roll punkizzato in italiano, sguaiato, terrone (perdonatemi il termine, ma credo ci siamo capiti), semplice ed esplosivo (altro…)

Bocconcini di merda per buongustai

bos-frontBits Of Shit – Cut Sleeves (Casbah Records/Dangerhouse Skylab, 2013)

Australiani. E come biglietto da visita è già piuttosto interessante. Se poi aggiungiamo che hanno partecipato alla Gonerfest del 2012, le antenne iniziano a drizzarsi (e non solo quelle, incidentalmente).

E una volta drizzate restano ben alte, queste antenne. Il motivo è semplice: questa band è notevolissima, nel suo essere perdente, sotterranea e cafona. Immaginate una pub band di Melbourne che ha deciso – chissà quanto consciamente – di frullare alla cazzo di cane (cit. René Ferretti) e con violenza decerebrata la tradizione del punk e dell’hard australiano (dai Rose Tattoo agli X) con le sgroppate furiose dei primi Black Flag e compagnia californiana. E buttiamoci pure un po’ di Angry Samoans, toh (altro…)

Un grappino al plutonio

plutonium-babyPlutonium Baby – Welcome To The Weird World (Vida Loca, 2013)

Se siete romani o, comunque, attenti a quello che succede in Italì (a parte la gang-bang Berlusconi, Grillo e Letta), questo cd targato Vida Loca è recensibile con una semplice ed esaustiva equazione: [(Motorama + Cactus) x (synthpunk + garage)] x wave = Plutonium Baby.

Non avete capito un cazzo? Ok, legittimo (altro…)

Ciao, Dementi…

dements drunkThee Dements – I’m Drunk (Bubca, 2013)

Questo cd-r limitato a 30 (TRENTA) copie è il capitolo finale dell’avventura Thee Dements. Che si congedano fedeli al proprio stile, con un set di sei brani registrati qualche tempo fa nella campagna senese (tra il 2010 e il 2011, dicono le note di copertina), all’insegna del lo-fi più ciucco e squinternato che ci sia. Un po’ come se i primi Replacements facessero cover degli Knitters scambiandosi gli strumenti e giocando a chi viene ricoverato per primo per coma etilico (altro…)

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