LA LUNA È MORTA. W LA LUNA MORTA

Una chiacchierata in zona Cesarini con Fred e Toody, la coppia inossidabile dei Dead Moon (e Pierced Arrows)

di Andrea Valentini – pubblicato su “Sottoterra” qualche anno fa… R.I.P. Andrew Loomis & Fred Cole.

Da diversi anni avevo in mente di intervistare i Dead Moon, ma per qualche motivo non riuscivo mai a decidermi e a contattarli. Probabilmente era il timore reverenziale, oppure la netta sensazione che nella loro purezza e totale estraneità alle dinamiche delle varie scene, circoli e circoletti punk, mode e tendenze probabilmente non avrebbero avuto alcuna voglia di immischiarsi in cose simili. E la certezza di ciò mi arrivava dal fatto che raramente si leggeva di loro. Insomma, nonostante la curiosità, l’idea di andarli a disturbare mi metteva a disagio.
Quando mi sono finalmente deciso, ho scritto a ogni indirizzo collegato alla band, ricevendo il vuoto siderale in risposta. Ma è entrato in gioco il provvidenziale Lorenzo Belli che, andando a vederli dal vivo lo scorso anno, è riuscito a strappare un indirizzo email buono per contattarli.
Incredibile, ma vero, Toody mi ha risposto subito, mettendo in chiaro che l’intervista avrebbe dovuto essere corta e che lei e Fred avevano bisogno di molto tempo (“give us plenty of time to answer”, mi ha scritto). In realtà ci sono volute solo un po’ di settimane e il risultato è questo: un’intervista fatta, se vogliamo, appena in tempo, proprio negli ultimi giorni dei Dead Moon e pochissimo prima che il povero Andrew Loomis morisse.
Ora i Dead Moon sono ufficialmente un capitolo chiuso: da tempo Fred aveva difficoltà a reggere i concerti lunghi e impegnativi che la band imponeva, ma la scomparsa di Andrew (che era malato di cancro da tempo, ma sembrava sulla strada della piena guarigione – e, infatti, incredibilmente, non è morto per il tumore che aveva invece debellato grazie alle cure) è stata il colpo finale.
Stessa sorte tocca ai Pierced Arrows, che da uno status di stand-by passano ufficialmente a quello di band non più in attività. Insomma, due brutti colpi per il rock’n’roll. L’unica consolazione è che Fred e Toody continueranno come duo acustico, finché saranno in grado di reggere (non dimentichiamo che sono due quasi settantenni)… è dura ammetterlo, ma – come recita uno dei loro pezzi più iconici – we’re running out of time.

Come definireste lo status ufficiale dei Dead Moon? So che avete suonato a Portland all’inizio di gennaio, ma da mesi circolano voci di uno stop imminente…
In effetti abbiamo suonato il due gennaio del 2016 come Dead Moon, ma con il batterista dei Pierced Arrows – Kelly Halliburton. Molto probabilmente è stato l’ultimo concerto di sempre dei Dead Moon. Ormai è diventato troppo faticoso per Fred stare in piedi a suonare e ad agitarsi, con un chitarrone pesante a tracolla, per quasi due ore alla volta.

Avete in mente qualche uscita nel futuro prossimo, targata Dead Moon? Inediti, rarità, magari una semplice raccolta…?
No, direi che non abbiamo nessun piano in questo senso. Non c’è nessuna uscita dei Dead Moon in programma, almeno per il momento. Lo scorso anno sono, però, stati pubblicati un album live (Live At Satyricon) e il 7” Black September/ Fire In The Western World” su Voodoo Doughnut Recordings. È anche arrivata da poco una ristampa, su Permanent Records, dell LP degli Zipper uscito nel 1974.

Come sta Fred, dopo l’operazione dell’estate 2015? Visto che suonate ancora, direi che se la sta cavando bene… cosa ci dici?
Fred sta benone e si è rimesso senza problemi dall’operazione a cuore aperto di un paio di anni fa; ed è andato tutto bene anche nell’intervento con cui gli hanno piazzato un pacemaker, a settembre del 2015. Certo, ora si stanca più facilmente (del resto abbiamo entrambi 67 anni!), ma ormai prendiamo la vita così come arriva e ce la godiamo al meglio, ogni giorno, senza stress.

Già che siamo in argomento: come se la passa Andrew Loomis [il batterista dei Dead Moon a cui è stato diagnosticato un cancro – ndr]? Avete qualche aggiornamento su di lui?
Andrew sta ancora combattendo per guarire, rimettersi e tornare in salute, ma è attivo e lo si vede ancora in giro con gli amici, qui a Portland. Noi non lo incontriamo di persona da un po’, ma lo sentiamo spesso al telefono. [Purtroppo, letteralmente una settimana dopo questa intervista, Andrew Loomis è morto – nda].

Ricordo di avere letto che avete un terzo album dei Pierced Arrows in cantiere e che avevate intenzione di terminarlo per poi pubblicarlo – si spera. È ancora in piedi la faccenda? Credete che potrebbe accadere in tempi più o meno brevi?
Non siamo per nulla certi del fatto che il terzo album dei Pierced Arrows sarà mai portato a termine e quindi pubblicato. Anzi, è piuttosto improbabile che accada. Kelly vorrebbe davvero farlo, ci tiene tantissimo… ma Fred, invece, desidera incidere un po’ di materiale nuovo, che suoniamo e che stiamo scrivendo con il nostro duo Fred & Toody.

Quindi il duo va avanti: che tipo di scaletta proponete? Una selezione di cover di Dead Moon e  Pierced Arrows? Altro? Avete dei pezzi vostri?
Il duo Fred & Toody va alla grandissima. E infatti stiamo per partire – domattina – per un tour che dura un mese, passando per il Texas, la California, Las Vegas e altre località. Di solito scegliamo una combinazione di brani dei Dead Moon, Pierced Arrows e Rats, ma ci infiliamo anche qualcosa di nuovo per rendere il mix più intrigante. Comunque tutti i pezzi sono di Fred, per cui, non si tratta propriamente di cover!

Anni fa comprai tramite il vostro mailorder il DVD Unknown Passage. Credo sia un grande documentario, peraltro su una storia davvero speciale, pazzesca… la vostra. Voi siete soddisfatti di come è venuto? Cambiereste qualcosa del film?
Ci piace da impazzire il documentario sui Dead Moon!!! Jason Summers e Kate Fix hanno fatto un lavoro fantastico e preciso. E grazie a Dio abbiamo una testimonianza come quella, a ricordare una delle parti più memorabili della nostra vita.

Avete mai pensato di scrivere un libro autobiografico per raccontare la vostra storia? Sono certo che la proposta vi sarà già stata fatta da qualche editore… cosa ne pensate?
No, in realtà non abbiamo mai accarezzato questa idea di un libro sulle nostre vite, ma in effetti ce lo hanno chiesto moltissime volte. Il fatto è che siamo due persone davvero molto riservate e il documentario, in pratica, racconta già tutto ciò che desideriamo che si sappia – e che vogliamo condividere con gli altri. Va benissimo così.

Come vi ponete nei confronti della scena punk attuale di Portland? Siete ancora addentro? Avete contatti?
In verità non siamo molto ben inseriti nel giro della scena underground di Portland di adesso. Ci capita di vedere suonare o di ascoltare alcune nuove band, di solito quando dividiamo il palco in occasione di un concerto… ma quando non siamo on the road ci piace rimanere tranquilli a casa, quindi non andiamo in città molto spesso – dove ci sono i concerti e i locali.

Parlando di Portland… oltre ai mitici Wipers, c’è un’altra band che ho amato molto, di quella zona: i Napalm Beach – con cui, peraltro, avete fatto uno split 10” anni fa. Siete in contato con loro? Sapete cosa stanno combinando, se sono ancora attivi in qualche maniera?
Hai tirato fuori due bei nomi, coi Wipers e i Napalm Beach: sono due grandissime band di Portland. Sono anche nostri ottimi amici e ci siamo sempre divertiti a vederli suonare. I Wipers non esistono più da tanto tempo e Greg Sage ha fatto qualche incisione sporadica da quando si sono sciolti. Noi vediamo spessissimo il batterista originale dei Wipers – che è stato poi anche nei Napalm Beach – Sam Henry; lui ora suona nei Don’t e nei The Spurs. Ci capita piuttosto di frequente di dividere il palco con loro. L’ultima volta che abbiamo visto live i Napalm Beach è stata in occasione di una reunion estemporanea che hanno fatto per il cinquantesimo compleanno di Andrew Loomis, qualche anno fa: erano ancora stupefacenti. Chris Newman suona ancora in giro, qui in città, ma non siamo sicuri di come si chiami il suo nuovo progetto musicale.

Questa è, quindi, la situazione. Chi è riuscito a vedere i Dead Moon e/o i Pierced Arrows ha avuto una grande fortuna… per tutti gli altri non resta che sperare in un passaggio italiano o europeo del duo Toody/Cole, che comunque in Italia non passano da tempo e battono, nel caso, rotte più vicine alla Spagna e al centro/nord dell’Europa.
Restano i loro dischi, oltre a quell’immenso documentario che è Unknown Passage, che nonostante la tragica assenza di sottotitoli (neppure in inglese) è quasi una tappa formativa obbligatoria per ogni vero fan del rock’n’roll più sotterraneo e fieramente loser.
Grazie Fred, grazie Toody, grazie Andrew. La luna morta è per sempre.

James Williamson e Deniz Tek: intervista doppia

Il 18 settembre esce, per Cleopatra Records, un disco che vede nuovamente insieme James Williamson e Deniz Tek, rispettivamente chitarrista di Stooges (era Raw Power) e Radio Birdman (ma anche New Race). L’album è intitolato Two To One e ha un bel feeling – manco a dirlo – con tocchi di entrambe le band: una bella raccolta di pezzi che ondeggiano fra il protopunk, l’hard rock e il rock, senza fronzoli e diretti al punto.

Ho avuto modo di intervistarli entrambi e questo è ciò che hanno da raccontare a proposito del loro nuovo lavoro, il cui ascolto è decisamente consigliato a tutti i fan, senza troppe distinzioni.

Non è la prima volta che voi due lavorate insieme. Come si è materializzato questo nuovo progetto?
JW: Nel 2011 gli Stooges ancora viventi suonarono un concerto tributo a Ron Asheton. Deniz era stato molto amico di Ron, per cui fu invitato a suonare in un paio di pezzi: ci siamo incontrati così, anche se entrambi da giovani avevamo bazzicato per molto tempo Ann Arbor e Detroit. Eppure i nostri cammini non si erano mai incontrati prima. Dopo questo primo incontro siamo restati in contatto. Poi ho saputo che Deniz passava molto tempo alle Hawaii, cosa che anche io ero solito fare… e così siamo arrivati a fare insieme il primo EP, Acoustic K.O. Io ho partecipato a diversi progetti per la Cleopatra Records e un giorno Matt Green (responsabile delle acquisizioni) ha suggerito l’idea che noi due avremmo potuto fare un disco intero, elettrico, di pezzi inediti. Ci abbiamo pensato un po’ e alla fine l’abbiamo fatto: il “sì” definitivo l’abbiamo dato la scorsa estate, più o meno in questo periodo.
DT: La Cleopatra Records ci ha chiesto se ci andava di unire le forze per un album intero di materiale originale. Noi eravamo già in contatto stretto, visto che siamo vicini di casa e ci capita di trovarci e passare del tempo insieme. Ci è parsa un’idea interessante e poi io, personalmente, non riesco mai a dire di no a una sfida!

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La spada nella doccia: parla tab_ularasa

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[intervista originariamente pubblicata su Mimetics Fanzine]

Quando è perché nasce il tuo progetto?
In realtà già dai tempi in cui vivevo a Siena e suonavo negli Ultra Twist e nei Dements avevo delle canzoncine e filastrocche deliranti in italiano…si parla tipo del 2009. La prima fu “il Tromba ti Tromba” registrata dai Lurches, credo veramente il peggior gruppo della storia.
Poi man mano con gli anni, dopo che mi sono trasferito a Roma, ne sono venute a galla altre come “AEIOU” e “Basta Pasta” registrate nella notte dell’ultimo dell’anno del 2010 con il duo “the Last Day of the Year Before the End(altro…)

Parola di Bob: intervista a La Cantina del Rock

[01cantinadi Tab_Ularasa]

Quando è nata e da quanto trasmette La Cantina del Rock? Raccontaci un pò la sua storia…
La Cantina del rock è nata un pomeriggio di tanti anni fa. Era il mese di ottobre 2006. Io, Bob, studiavo a Siena e partecipavo attivamente a Radio Facoltà di Frequenza, la prima radio universitaria italiana. Con Tab, mio fedele compagno di scorribande musicali, volevamo fare una fanzine. E invece mettemmo su un format radiofonico che somigliava una fanzine. Tab si occupava dell’apparato grafico: manifesti, flyer, disegni, fotomontaggi. Io dell’andare in onda (altro…)

Beccati questo: intervista al Trio Banana

trio banana ffstudio[Originarimente concepita per la fanzine Bassifondi, ma mai pubblicata]

Trio Banana siete i Velvet Underground di Borgata Boredom?
Il Trio Banana non era su quella compilation, è nato appena poco dopo il suo parto e diffusione. Io (Tab_Ularasa) sono la dentro con i Duodenum e Trans Upper Egypt. Ma comunque siamo di lì… della “borgata” anche se nessuno di noi tre è originario di Roma; siamo due toscani e un pugliese amici da prima di trasferirci nella capitale e ci siamo ritrovati in quella zona di Roma nel 2010/11 per varie casualità non poi così tanto casuali (altro…)

Welcome in The Shit Records: intervista al Dr Zitoxil

wints01[di Tab_Ularasa]

Ciao Dr Zitoxil, raccontaci un po’ di te ?
Non amo parlare molto di me, posso solo dirvi che nel lontano 1976, mio padre e mia madre decisero sotto l’influenza di droghe e del Punk Inglese di creare un piccolo mostro. Il risultato fu che il 20 febbraio del 77 nella notte di carnevale  feci la mia comparsa in questo fottuto pianeta!!! (altro…)

Intervista a Radio Kebab!

radiokebab[di Tab_Ularasa]

Quando è nata Radio Kebab? Raccontaci un pò la sua storia.
Ciao Luca, ciao Black Milk! RK è nata verso la fine del 2001, all’inizio eravamo in tre io, mr.pepper, mark penetrilli, si mandava  punk rock e si sparavano cazzate a nastro,il tutto era molto demenziale poi piano piano siamo rimasti in due per un po’ di anni e infine negli ultimi sei/sette anni solo io. In questi anni essendo da solo alla conduzione la trasmissione si è improntata maggiormente sul lato musicale, ultime novità, vecchie glorie che fanno buon brodo e special vari… anche se a sparare minchiate è difficile rinunciare, non posso farci niente! (altro…)

Dictators NYC: parola di “Handsome Dick” Manitoba

logo dictatorsI Dictators NYC (che sono l’ultima incarnazione dei mitici Dictators), sono in Italia per quattro live fra la fine di luglio e i primissimi giorni di agosto. Mi si è presentata la ghiotta occasione di scambiare due parole con “Hansdome Dick” Manitoba via email e non potevo esimermi… del resto il loro Bloodbrothers è uno dei miei dischi del cuore (ok, ok ,ok… lo so che a tutti piacciono i primi due, ma io devo sempre fare quello che non ci ha capito un cazzo, dunque lasciamo perdere e basta) (altro…)

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