Lucifer rising

luciferiI Luciferi – V (autoprodotto, 2012)

…è che proprio mi sento un po’ perduto nell’ascoltare un cd-ep come quello de I Luciferi. Avevo la tentazione di relegare la recensione nella solita rubricona cumulativa del Wild Brunch, ma poi ho detto: “Toh, mi faccio lo scherzone e provo a parlarne, invece, in maniera più approfondita”. Tipo esperimento di autocoscienza.

Noise rock/post rock strumentale è il nome del loro gioco. E già qui ho un piccolo cedimento (altro…)

The sound of Formia

Blood 77 copertinaBlood ’77 – Homeless (Lamette/Aldateodorani Catrecords/Strenght Truh Oi/Skins Rules/Pull The Trigger/Crucified Never Dies/Deny Everything, 2012)

[di Denis Prinzio]

Per fortuna che esistono ancora gruppi come i Blood ’77: gente che suona la propria musica con l’intento ben preciso di diffondere il verbo del rock’n’roll più genuino e bastardo. Purtroppo il loro compito è reso arduo dalla cecità della stampa specializzata e da quella, ancora più miope, dei webmagazine: provate a farvi un giro su Google e vedrete quante recensioni vi appariranno (altro…)

Bow to Wow

wowWow – s/t (Bubca, 2012)

Una nuovissima uscita Bubca per i Wow, che già abbiamo incontrato nello split tape con i Bobsleigh Baby su Myownprivaterecords. Il territorio è lievemente spiazzante per chi è abituato a pensare alle cose della Bubca come un violento calderone di lo-fi/punk/garage bellicoso e gentile come una randellata sulla nuca. Già, perché questi Wow sono molto, molto, molto pop e bubblegum, con sonorità psichedeliche e shoegaze marcatissime, basate su melodie ariose e drogate.

Immaginate la sensazione di una sbronza campestre avvolgente e rassicurante in una mattina di primavera insieme ai migliori amici, che però potrebbe finire in una situazione da splatter movie di serie H (altro…)

La ballata del corpo sciolto

sonounamerdaVV.AA. – Sono una merda compilation (Drug City Records, 2012)

Un ottimo distillato di merda, liquoroso e aromatico, per chiudere un 2012 che la merda l’ha adottata come bandiera e vessillo. Questa compilation è licenziata da Drug City, una costola – o label parallela – dell’onniscente e sempiterna Bubca, quindi drizzate le orecchie.

Il concept è semplice: scovare la merda, darle visibilità e santificarla – nel nome dello scatarramento intransigente su tutto ciò che è mercato, scena, trend, moda e altre cagate simili.
Nella rosa dei magnifici 30 non si entrava se non si produceva merda sonica – laddove il concetto di merda è articolato e sfuggente, se non lo possedete in maniera innata (altro…)

Diamonds in the wild

i-see-you-by-my-side-pip-carter-lighter-makerPip Carter Lighter Maker – I See You By My Side (autoproduzione, 2012)

Un nuovo lavoro della nostra vecchia conoscenza Pip Carter Lighter Maker, che zitti zitti se ne escono con un altro cd-r autoprodotto veramente notevole. La loro anima è sempre più colorata di Sixties pop e psichedelia, con tinte garagistiche (mai troppo violente): il songwriting è da paura, così come l’approccio fedele a sonorità e stilemi d’epoca. (altro…)

C’est Bon

cover Useless EatersUseless Eaters – C’est Bon (Southpaw, 2012)

[di Manuel Graziani]

Seth Sutton è un tipo di Memphis con la faccia da ragazzino: immaginate un Michael Jackson che se la dà a gambe dai Jackson 5 perché fulminato dal punk. Un tipo che ama rotolarsi nella merda r’n’r e, come due suoi indimenticati concittadini passati a miglior vita di nome Elvis e Jay, lo fa con una tale classe da apparire già un mezzo classico. Peraltro era molto amico di Jay Reatard, al punto di condividere con lui l’ultimo tour europeo del 2009 prima che Jay stirasse nel divano di casa la notte del 13 gennaio 2010 (altro…)

E tanti saluti allo zio Lou…

Subsonics – In The Black Spot (Slovenly, 2012)

Mi preoccupo un po’ anche se faccio finta di niente. Perché mi rendo conto che l’età avanza e non fa sconti a nessuno, men che meno a me. Ad esempio il fatto che io abbia impiegato circa tre brani a capire che i Subsonics sono praticamente i Velvet Underground degli anni Dieci (si dirà degli anni dieci? Credo di sì, ma che cazzo, era tutto più facile nel secolo scorso, insomma…) è indicativo del mio declino.
All’inizio ho pensato: “Mah… che roba fanno questi? Un po’ troppo allegrotta”. Poi sono passato al “Beh, però son bravi dai” (altro…)

The days of wine and roses

VV.AA – Welcome Back To The Eighties Colours (Psych-Out, 2012)

Da un pool di personaggini come Roberto Calabrò, Lodovico Ellena e Cosimo Pecere si è materializzata un’idea che in qualche modo è la logica prosecuzione di un discorso iniziato negli anni Ottanta, quando la Electric Eye pubblicò i due volumi della compilation Eighties Colours, e proseguito poi con l’omonimo librone enciclopedico di Calabrò del 2010.
Ma prima di pensare “oh cacchio, ancora una compilation di pezzi ripescati dai vecchi dischi” fermate un secondo il motore e ascoltate, perché in realtà la faccenda è gustosa (altro…)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: