Intervista a Chris D.

flesh.jpgHo trovato l’indirizzo e.mail di Chris D., il cantante dei Flesh Eaters, in uno scarno sito a loro dedicato. Ho provato a scrivergli e, incredibilmente, mi ha risposto (forse credendo che io fossi una donna, come fanno di solito gli stranieri leggendo il nome Andrea). Per chi non lo sapesse i Flesh Eaters sono stati sicuramente uno dei gruppi fondamentali del punk statunitense dei tardi anni ’70 e, con varie vicissitudini, hanno resistito fino ai giorni nostri. Blues punk, hardcore rock visionario… boh? E’ abbastanza duro definire il genere che suonano, ma è innegabile che abbiano una personalità unica e un suono immediatamente distinguibile. Quella che segue è una chiacchierata telematica con Chris. Buona lettura.

1) Il vostro ultimo disco “Ashes of time” mi è piaciuto moltissimo, anche se mi ci sono voluti un paio di giorni di ascolto per entrare nella giusta lunghezza d’onda e capirne la grandezza; come lo descriveresti? Sembra un parto travagliato, a giudicare dalla selezione dei brani…
Un parto travagliato… è una definizione molto buona per “Ashes of time”. E’ il primo disco che ho fatto dal 1995 a oggi. Ho smesso di bere e prendere droghe nel 1996, quindi è anche il primo che faccio da quando sono pulito… e penso sia uno dei miei migliori lavori. Ero pieno di demoni da esorcizzare e credo di averlo fatto. Ho letto molta letteratura francese del secolo diciannovesimo come Baudelaire, Huysmans, Lautreamont, Mirbau e ho visto numerosi film di genere gotico e giallo italiano, Yakuza giapponese e samurai: tutto questo ha influenzato l’immaginario che popola il disco.

2) Avete iniziato a esibirvi nuovamente dal vivo… quale è la formazione attuale del gruppo?
Abbiamo suonato parecchio nel 1998 e 1999. Nel 2000 ci siamo esibiti solo tre o quattro volte. Comunque attualmente non c’è una formazione fissa. Dovrei iniziare a radunare i musicisti per provare dieci nuove canzoni e, eventualmente, registrare un nuovo album. Sono tutte persone nuove, eccetto il bassista Robyn

3) Allora possiamo sperare in un nuovo disco in breve tempo…
Non sono sicuro di quando uscirà. Spero nell’estate, ma non so ancora nulla di preciso…

4) E cosa mi puoi dire a riguardo delle ristampe del vecchio materiale?
Mi piacerebbe che venisse ripubblicato. Insieme a Byron Coley posseggo una quota dei diritti del primo LP “No questions asked”, del quarto “Hard road to follow”, del primo dei Divine Horsemen “Time stands still” e abbiamo parlato di provare a farli uscire nuovamente… ma non sappiamo bene come. Non ho il tempo e il denaro per fare da solo una cosa simile. Tutti gli altri dischi, comunque, sono disponibili nel catalogo SST, mentre la Rhino ha di recente ripubblicato “Forever came today” su CD.

5) Hai scritto un libro interamente dedicato ai gangster movie giapponesi… ci puoi dire qualcosa in proposito?
Il libro è intitolato “Yakuza eiga: an encyclopedia of japanese gangster films 1956-1980” ed è praticamente terminato. Comprende un elenco dettagliato di un migliaio di film e molte fotografie. Non è ancora sicuro chi lo pubblicherà, ma la compagnia di Quentin Tarantino, Rolling Thunder, ha dimostrato interesse.

divine.jpg6) Hai altri progetti letterari all’attivo?
Nel 1989 è uscito un libretto di poesie e testi di canzoni intitolato “Double snake bourbon”, pubblicato da una piccola casa editrice indipendente. Ne furono stampati solo 1000 esemplari ed è fuori catalogo da molto tempo. Avrei intenzione di ristamparlo integrandolo con tutti i testi che ho scritto negli anni ’90, ma devo trovare una casa editrice disposta a pubblicarlo.

7) Hai mai pensato di scrivere un romanzo?
Ne ho scritti ben 3… “Sacred world” (una storia decadente, erotica, psichedelica e apocalittica che parla di due innamorati in un epoca futura) nel 1976, “Prisoner of the baxacs” (fantascienza psichedelica) sempre nel 1976 e infine “Shallow water” (un western sudista con atmosfere gotiche, ambientato in Georgia, Louisiana e Texas nel periodo appena seguente la guerra civile) nel 1986. Nessuno però è stato ancora pubblicato, finora, e sono sempre alla ricerca di qualcuno disposto a farlo.
Nel 1989 ho iniziato a lavorare a un altro romanzo intitolato “Mother’s worry” (un trashnoir ambientato negli stati del sud, influenzato da scrittori come Jim Thompson, David Goodis e Harry Crews), ma non l’ho ancora terminato. Ho però cominciato a lavorarci con più continuità e spero di finirlo entro l’anno.
Ho, poi, delle tracce per tre nuovi romanzi o film. Ho anche appena finito di riscrivere uno dei miei film: “I got a right” (che parla di due sorelle che cadono in una spirale di violenza causata dai loro amanti) e spero di girarlo presto, se io e il mio amico produttore Shep (che suona nei Pigmy Love Circus) riusciremo a ottenere dei fondi per farlo.

8 ) Non nascondo che sei uno dei pochi personaggi che ho sempre ammirato e cercato di seguire nell’arco della loro carriera musicale; ma, come il clichè del fan medio vuole, mi domando com’è Chris D. nella vita di tutti i giorni… insomma: ti va di raccontarci qualcosa di te, della tua vita… ad esempio, lavori? Quali sono i tuoi interessi?
Sì… lavoro all’American Cinematheque, a Los Angeles. Mi occupo delle spedizioni dei film e un po’ di organizzazione del palinsesto per quanto riguarda la programmazione dei film di genere (in particolare noir, fantasyhorror, giapponesi…).
I miei interessi… vedi sopra: film. E, poi, sto ancora cercando la compagna perfetta… in altre parole una bella donna che sia sulla mia stessa lunghezza d’onda.

9) Flesheaters e Gun Club, per me, sono le due band più rappresentative di un certo filone musicale con radici profonde che vanno a pescare nella cultura americana, nel blues, nel punk e nel “lato oscuro”… tu che similitudini vedi nei due gruppi?
Jeffrey e io siamo stati influenzati dalla stessa musica, anche se, per quanto mi concerne, credo di essere influenzato anche da altre cose, come la psichedelia anni ’60 e l’hard rock degli anni ’70.

10) Dato che siamo in argomento, ci puoi raccontare qualcosa di Jeffrey? Qualche aneddoto o altro che lo riguardi…
Ogni giorno mi rammarico del fatto che Jeffrey non sia riuscito ad allontanarsi dal precipizio prima di cascare nell’abisso… è solo che non era in grado di farlo. Purtroppo non ci siamo frequentati molto negli ultimi anni della sua vita, anche se era tornato a Los Angeles. Mi manca molto.

11) E’ piuttosto raro vedere articoli o interviste che parlino di te e dei tuoi gruppi… sembra che le riviste e le fanzine siano piuttosto restie a occuparsi di te. E’ una tua specifica scelta, quella di rimanere un po’ nell’ombra, o ci sono altre spiegazioni a questo fatto?
No, non è una mia scelta. Mi dispiace molto che accada questo e vorrei avere più esposizione e più fans… allo stato attuale delle cose, infatti, è impossibile per me campare con la mia musica, come non lo è stato in passato. A questo aggiungi che odio la maggior parte della musica contemporanea e credo che sia molto peggio ora che negli anni ’80.

12) Hai qualche commento finale da aggiungere… qualcosa che vorresti dire ai tuoi fan italiani?
I miei due Paesi preferiti sono l’Italia e il Giappone. Amo il cinema italiano, specialmente i film di genere degli anni ’50, ’60 e ’70. Mi piacciono molto anche le donne italiane: alcune delle mie attrici preferite sono italiane… Anna Magnani, Sophia Loren, Rosalba Neri, Monica Vitti, Silvana Mangano, Asia Argento, Claudia Cardinale, Stefania Sandrelli… la lista è troppo lunga! Grazie per il supporto!

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