MC5 – a true testimonial (film, Future Now, 2002)

Ok. E’ da tempo che lo aspettavo e finalmente ci ho messo le manacce unte sopra. Sapete, a volte il rock ti fotte. Ti fotte per bene e non ti fa nemmeno godere. Semplicemente ti frega e ti lascia lì con le mutande strappate e il culetto dolorante. E’ un attimo, a volte. Altre è questione di mesi. Ma il risultato è che ogni volta ti viene voglia di mandarlo a quel paese, di bruciare i dischi e le chitarre.

Poi arrivano epifanie come questa. E di solito arrivano, provvidenziali, puntuali. Non mancano mai di salvarti dall’errore. Anzi, l’ERRORE. Quello di voltare le spalle al rock.
Acari e acare, epifania numero 50 o giù di lì, per il sottoscritto: film documentario sugli MC5.
Capite? Capite o no?
Bene.
Questa è roba che brucia dentro e fuori. Che ti fa venie voglia di mettere il giubbotto di pelle e scriverci sulla schiena, a caratteri cubitali argentati, “kick out the jams” e poi andare a prendere a schiaffi la fighetteria dell’elite rockettara, a partire dai nuovi paladini del roghenroll indie, finendo con gli snobboni della genia Blow Up et similia.
Mica cazzi: qui non si pettinano bambole. Qui si fanno permanenti ai peli del culo. E se non vi viene il magone vedendo questo film, non valete poi molto. Lasciate che ve lo dica.

Fatto.

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