Una bara fluttuante è per sempre

cover The Oh SeesThe Oh Sees – Floating Coffin (Castle Face, 2013)

[di Manuel Graziani]

Se volete una recensione vera e propria del nuovo album degli Oh Sees cambiate webzine: su Ondarock, ad esempio, ce n’è una così lunga ché mi sono fermato al decimo rigo del primo dei cinque capoversi.

Be’, una cosa è certa. Non ci si annoia mai con gli Oh Sees, e non si avrebbe neanche il tempo di farlo vista la loro cazzo di prolificità. Il nuovo capitolo pubblicato dall’etichetta personale di John Dwyer potremmo definirlo psych-dark-noise, come ammette lo stesso John: “È piuttosto buio e molto più heavy rispetto agli altri album”. Una cosa diversa, insomma, seppur sempre riconoscibile e col bollino blu della band di Frisco (altro…)

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House of hits

Counter+IntuitsCounter Intuits – Sheets of Hits (Pyramid Scheme, 2013)

[di Damiano Mazzalupi]

Ron House è conosciuto (neanche tanto in realtà) soprattutto per essere stato il cantante dei Thomas Jefferson Slave Apartments, il suo gruppo punk-noise esistito per tutti gli anni ’90, autori fra l’altro di uno dei pezzi più pregiati di quel decennio, il loro primo lp Bait and Switch. Ma in realtà nei dieci anni (abbondanti) precedenti ed anche in quelli successivi non è mai stato con le mani in mano (altro…)

Veleno per voi

veleno copiaIl Veleno Del Popolo! – Il Primo (Edwood, 2013)

[Franco “Lys” Dimauro]

Il veleno c’ è tutto. Quello degli anni Ottanta, dei Novanta e degli anni Zero.
Quello che ci è covato dentro mentre ascoltavamo gli Hüsker Dü, i Replacements, i Black Flag, i Nirvana, gli Scratch Acid, i Fugazi, gli Shellac e che pure credevamo di poter domare. Perché alla fine c’era mamma di là a prepararci le frittelle e gli arancini di riso e carne tritata. E potevamo rubare le Nazionali a papà mentre guardava Maradona, Falcao o Platini saltare sul prato verde come gli eroi del Subbuteo (altro…)

The PeΔrls Δre here

peralsThe PeΔrls – s/t (Rijapov, 2013)

Io negli anni Novanta, quando leggevo NME e iniziavo a vedere il termine “shoegaze”, mica avevo capito cosa cacchio fosse. E avevo la sensazione che fosse roba che non mi piaceva. Poi in realtà, ad esempio, i My Bloody Valentine li ascoltavo anche (rigorosamente sempre quando ero in botta pesante da trip o altra robetta spianante) e mi gustavano. Però, a oggi, ancora non mi è chiarissimo il concetto di shoegaze.

Le The PeΔrls si definiscono così, appunto, ma devo dire che oltre alle ovvie influenze prischedeliche/psicotrope, ci trovo molto più garage rock che altro, nel loro sound (altro…)

Adam Green live @ Carroponte

adam greenAdam Green + Hot Gossip, 30 maggio 2013 @ Carroponte (Sesto S. Giovanni, Milano)

[di Antonia Lanari]

Succede raramente a Milano (mica siamo a Londra), ma succede: stessa sera live mainstream contro indie (old style), centro contro periferia spinta, gratis contro a pagamento. Le domande non mi si pongono nemmeno per un nanosecondo, da quando, tempo fa, lessi del concerto di Adam Green a Carroponte. E non mi sono nemmeno posta il dubbio se nella stessa sera ci fosse qualcosa di diverso. Per forza, il giovedì sera c’è Grey’s Anatomy… poi, diciamocelo, in quarant’anni di concerti (sì, embé?) non mi era mai capitato di uscire di casa e di andare al concerto a piedi in dieci minuti (altro…)

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