Il martello dell’inferno

Tom Gabriel Fischer & Martin Eric Ain – Only Death is Real: an Illustrated History of Hellhammer and Early Celtic Frost 1981–1985 (Bazillion Points, 2010, 288 pag.)

Ci ho impiegato qualche mese a prendere il coraggio a quattro mani e investire una trentina d’euro abbondanti (posta inclusa) per questo gigantesco tomo in formato coffeetable. A onor del vero lo bramavo segretamente già dai primi giorni del gennaio scorso – quando il boss della Bazillion Points, durante un’intervista per il mio libretto su Kill ‘Em All, me ne aveva parlato – ma il prezzo aveva sempre un po’ agito da deterrente. Del resto sono di retaggio contadino e ogni tanto le paranoie da risparmiatore compulsivo hanno il sopravvento: metti che arrivi la carestia…

Ebbene, si fotta la carestia, perché è stato un buon acquisto: un oggetto prima di tutto ben realizzato, maestoso già solo a vedersi… ma anche un ottimo libro, con un apparato fotografico pazzesco e ottimi testi che oscillano continuamente tra l’amarcord e la pura storiografia del rock.
Creto, per apprezzare Only Death is Real forse è meglio se avete un retaggio di adolescenza vissuta nei primi anni Ottanta, possibilmente flirtando con le sonorità ai confini del nascente metal estremo: questo perché nelle pagine scritte da Fischer e Ain si parla dei precursori di un genere, ovvero la mortifera cellula svizzera che originò prima gli odiatissimi Hellhammer e poi i seminali Celtic Frost.

Questo librone è l’ideale prequel del bellissimo (e tragicamente irreperibile o venduto a prezzi esagerati) Are You Morbid?, ucito nel 2000, che parlava della carriera dei Celtic Frost dalla nascita al primo scioglimento.  Only Death is Real copre, invece, tutta la parte di storia oscura e meno nota, dal 1981 al 1985 – ovvero dai primi passi nel metal di Tom Warrior e compari, le prime prove con gli Hellhammer, i demo e infine la nascita dei Celtic Frost (punto in cui la narrazione si tronca).

La prosa di Fischer e Ain è semplice – e fidatevi: anche se masticate poco l’inglese, potrete leggere con poche difficoltà – ma le schegge di vita vissuta che raccontano sono vive e pulsanti. Storie di adolescenti folli per l’heavy metal confinati in un paesino sperduto della Svizzera, agli albori degli anni Ottanta: altro che disagio giovanile… roba da lasciarci le penne. Oppure sopravvivere e diventare – per forza – leggende.
Le fotografie, poi, sono il pezzo veramente forte di tutta l’operazione: decine e decine di scatti inediti, a partire dalla prima session fotografica degli Hellhammer (1 gennaio 1983), fino alle prime immagini dei nascenti Celtic Frost. E poi ancora i progetti grafici delle copertine, le prove per i logo, le recensioni nella stampa specializzata e le newsletter della band…

Un grande libro (in tutti i sensi); e per esaltare l’esperienza di lettura è consigliato l’ascolto di Demon Entrails, il doppio cd che raccoglie i tre demo tape degli Hellhammer.

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Ho qualcosa nel Duodenum

Duodenum – Demo (Bubca, 2010)

Prendete la poetica blues-punk delle band Goner. Dopo un weekend di bunga bunga con Fede, Papi Berlu e tutta l’allegra compagnia del Viagra, buttatela a calci nel culo – e ancora con le mutande in mano – in una discarica abusiva della ‘ndrangheta (altro…)

The Di Maggio experience

The Di Maggio Connection – The Route of Time (Musical Brain, 2010)

Un attimo di silenzio, per favore. Perché qui siamo di fronte a un vero rock’n’roller con palle e attitudine, oltre che con il diavolo a manovrargli le dita. Già, perché The Di Maggio Connection è la creatura di Marco Di Maggio – chitarrista extraordinaire (altro…)

Happy Counterpunch to you

Counterpunch – Heroes & Ghosts (No Reason Records, 2010)

Quattro ragazzoni di Chicago, ben piantati e con la tipica faccia da americano simpatico, non potevano che suonare hardcore melodico. Scusate lo stereotipo da coda al supermercato, ma in questo caso mi è stato servito su un piatto d’argento (altro…)

Genova spara, Gorizia risponde

Dogzilla/Spacciatori di musica stupefacente – split 7″ (4 Dogs Records, 2010)

Era da tanto tempo che dovevo accarezzare morbosamente un vinile, l’occasione giusta si presenta  con questo 7” split (uscito per la 4 Dogs Records), disco concettualmente e sonicamente orientato verso il political hardcore, condiviso tra la band genovese Dogzilla e quella goriziana degli Spacciatori di musica stupefacente.

Il terzetto friulano – che occupa il lato A del vinile – ha imparato bene la lezione dell’hardcore school che dal Piemonte arriva fino a Los Angeles, stabilendo un ideale punto di unione tra Negazione e Black Flag, nel senso che nonostante riff e suoni da rullo compressore spesso si intravede una linea melodica che rimanda in maniera più netta a una forma canzone  (laddove gli amici liguri, sul lato B, sembrano in costante punto di esplosione o implosione). A sprazzi emerge qualche venatura di hardcore evoluto – o post hardcore che si voglia – a movimentare e rendere ancora più stuzzicante la raffica di schiaffoni che il lato degli SDMS offre.

L’iconografia della copertina e la nevrosi dei brani dei Dogzilla evocano ambientazioni da squat e panorami post atomici; il vinile emana acri odori di benzina dentro bottigliette incendiarie e visioni di cani randagi che marciano fieri sulle macerie delll’umanità. A enfatizzare questo lirismo malato, c’è un cantato esasperato, su basi ruvidissime hardcore crust. Già, perché il sound dei dogzilla è molto British – non nel senso di “compassato”, ma di vicinanza a quanto i padri della scena hardcore/crust/protogrind albionici hanno offerto in passato. Nel loro cocktail troviamo i Discharge, un pizzico di Crass, qualcosa dei primi gruppi Peaceville (mi sovvengono gli Electro Hippies, chissà perché), un pochino di Broken Bones e – perché no – l’ombra dei Doom del mitico Police Bastard.

Un gran bel dischetto, dunque, per chi ha ancora nel cuore la golden age dell’hardcore. E non dimentichiamo che i proventi di questo 7″ andranno ad aiutare Bora-Bora, una simpaticissima e sfortunata cagnona ospite del canile Girasole.

Abracadabra, cosa ti estraggo dal cilindro?

Abracadabra Zine n.0, ottobre 2010

Otto facciate (copertina compresa) fotocopiate in edizione limitata a 66 esemplari, con impaginazione veramente trucida: per ottenere il fronte/retro sono stati incollati assieme i fogli e non stampati su entrambi i lati… (altro…)

Antillectual academy of melodic hardcore

Antillectual – Start From Scratch! (No Reason Records, 2010)

Olandesi, con una decina d’anni alle spalle passati in furgone, sui palchi e in studio, e un’ingombrante fama da “miglior punk rock band europea”. Hanno girato i proverbiali quattro angoli della Terra suonando anche con gente tipo Propagandhi, Gaslight Anthem e Hot Water Music (altro…)

Their Giöbia Majesties Request

Hard Stories è sicuramente uno dei dischi italiani più interessanti di questo 2010, un viaggio psichedelico di tutto rispetto organizzato dai Giöbia (altro…)

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