Treno per il camposanto

raymenThe Raymen – Death’s Black Train (Hound Gawd!, 2013)

[di Franco “Lys” Dimauro]

Il suono è criptico e bastardo, come sempre. Da trenta anni, una sicurezza. Una delle poche che ci sono rimaste.
Death’s Black Train anticipa di qualche mese quello che sarà il dodicesimo album della più crampsiana delle band berlinesi, presentandone due estratti e aggiungendo tre brani altrimenti inediti (altro…)

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Riviera bloody Riviera

hajiHaji – Giant (autoprodotto, 2013)

Chi non muore si rivede, si diceva – un po’ cafonescamente. Beh, gli Haji per fortuna godono di buona salute ed è un piacere ospitarli nuovamente qui.

I tre di Ventimiglia, alla faccia del Festival appena chiuso e svoltosi a pochi chilometri da loro, infatti hanno sfornato un nuovo cd-ep autoprodotto con quattro brani che – se vogliamo – rappresentano un po’ l’antitesi estrema del festivàl della canzone itagggliana con Toto Cutugno, Fabio Fazio, la Littizzetto e la sfilata di bolliti anziani e meno anziani (sotto i 60 anni sono tutti giovani o esordienti lì, si sa) (altro…)

Gradisce una pioggia dorata?

golden showerGolden Shower – The Strange Case of Alaskan Dragon Breath (Area Pirata, 2013)

Terzo album per i toscanacci Golden Shower. E io confesso che è il primo per me, nel senso che non avevo mai avuto l’occasione di ascoltarli. Peccato davvero, perché se il livello era lo stesso di questo cd pubblicato da Area Pirata (a proposito: non credo di essere ancora riuscito a parlare male di una loro uscita in tanti anni… sì, mi fanno un bel bonifico semestrale, avete capito), mi son perso davvero qualcosa di notevole (altro…)

Submerged again

morlocksThe Morlocks – Submerged Alive (Area Pirata, 2013)

E’ la solita frase del cazzo, poi si passa per quelli che se la tirano e che fanno gli snob, ma… davvero, se dite di amare un certo tipo di musica e non conoscete questo disco, qualche problema (grosso) c’è.
Non so, è un po’ l’equivalente di un metallaro che non ha mai avuto – nemmeno su cassetta o mp3 scaricati a cazzo – una copia di The Number Of The Beast; oppure uno che dice “Minchia troppo fighi gli Stones” e non ha Let It Bleed o Exile on Main Street. Quindi niente, se lo conoscete è giusto così, se non lo conoscete fatevi delle domande serie o provvedete di corsa (altro…)

Fuzz your soul

boogie spidersThe Boogie Spiders – Fuzz Your Soul! (Atelier Sonique, 2012)

[di Denis Prinzio]

Boogie indiavolato, rock’n’roll, voglia di feste – feste, non party – selvagge. Polluzioni notturne sognando Poison Ivy, gigantografie nella sala prove di Reverend Horton Heat e Meteors. Immaginiamo così il mondo dei Boogie Spiders, terzetto di Milano neanche troppo di primo pelo, con precedenti esperienze con quei pazzerrelloni dei R.U.N.I.

Fuzz Your Soul è lo-fi garage punk ubriacato di selvatico psychobilly, ben suonato e con diverse ed interessanti variazioni sul tema (altro…)

FanPazuzuZine

pazuzuPazuzu (numero unico, fanzine + cd)

Pazuzu: Demone alato, temuto e venerato dal popolo dell’antica Mesopotamia, raffigurato con testa tozza e deforme, occhi sporgenti, quattro ali, il corpo al tempo stesso umano e rettiloide ricoperto di piume e di scaglie, artigli taglienti alle mani e ai piedi, coda di scorpione in grado d’inoculare il tifo e pene che sembra la testa di un serpente sovrastante testicoli decomposti. Esso personifica il vento di sudovest, porta la tempesta, la febbre, il freddo e le malattie [Charles Fossey, assiriologo] (altro…)

Attack of the killer 7″: Barsexuals, Pat.Pend. & Wasted Pido

barsexualsThe Barsexuals – s/t (autoprodotto, 2012)

Un trio maleducatissimo chitarra/voce/batteria; una registrazione che definire lo-fi è un complimento, visto che questa delizia di singoletto fa sembrare gente come Cramps, Morlock e Gravedigger V il corrispettivo garage/psychobilly/r’n’r dei Queen; copertina fotocopiata e centrini scritti a pennarello… avete capito che aria tira?
Esatto: aria di genio e demenza. Questa è roba che tanti schiferanno, ma che è la quintessenza del fare esattamente il cazzo che si vuole, alle proprie condizioni e senza guardare in faccia a nessuno (altro…)

Into the Nineties

cover Purling HissPurling Hiss – Water On Mars (Drag City, 2013)

[di Manuel Graziani]

Mettere su Water On Mars dei Purling Hiss e sprofondare negli anni ’90 è un tutt’uno.
Il primo pezzo, “Lolita”, è un assalto grunge sabbatthiano che sfiora il plagio dei Nirvana epoca Bleach. Poi tocca all’ariosa deflagrazione alt-rock “Mercury Retrograde”, secondo mezzo plagio ma dei Lemonheads targati ‘92/’93, quando il signor Evan Dando faceva bagnare le mutandine di vecchie e bambine. E non c’è due senza tre ché in “Rat Race” sembra di sentire d’emblée i migliori Smashing Pumpkins (detto da uno che non ha mai sopportato troppo Billy Corgan) e subito dopo la chitarra di J Mascis che sostiene imperiosa l’obliqua melodia dei Pavement (altro…)

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