Solar Ipse (dixit)

Solar Ipse n.4 (131 pag., A5)

Solar Ipse è tornata. E ora sono tutti cazzi miei, visto che il problema è recensirla senza ripetere sempre le medesime cose. Già, perché – chiariamolo dal principio – la qualità è sempre altissima e, anzi, con il passaggio alla stampa tipografica è ancora aumentata.

Quindi? Quindi, cari i miei naviganti, siamo ormai di fronte a un vero magazine ed è ora di accantonare il termine – suggestivo e old school, ma ormai restrittivo – fanzine. Un magazine che si occupa di musica estrema, imbastardita, di frontiera. E lo fa con una competenza maniacale, oltre che una dedizione ai confini con il misticismo.

Certo, a qualcuno sembrerà incredibilmente snob, nell’era del web 2.0, di Facebook, di MySpace e dei feed l’idea di un magazine cartaceo. Ma la risposta, che come un bello scappellotto metterà a tacere i bastian contrario, risiede tutta in due frasi che si trovano proprio in questo numero. E ve le cito, così, a bruciapelo, affinché capiate:

“[…] una pubblicazione cartacea è un prodotto finito qui ed ora che vive di dettagli (grafica, grammatura della carta, leggibilità).” (Loris Zecchin, editoriale)
“[…] la carta stampata può giocarsi le carte dell’autorevolezza e del ritardo. Che ti rende ponderato e, se riesci, narrativo” (Maurizio Blatto, intervista, pag. 15)

Se questi concetti vi dicono qualcosa allora ce la potete fare tranquillamente a entrare nel mondo di Solar Ipse – che di dettagli curati, di autorevolezza, ponderatezza e arte narrante vive. Al solito, la maggior parte dei contenuti sono oscuri o quasi, quindi preparatevi a un viaggio che vi guiderà verso parecchie scoperte. Ma non mancano neppure i pezzi da novanta, ovvero gli articoli e le interviste dedicati ad artisti (e non) decisamente  più noti (solo per citarne qualcuno: Maurizio Blatto, Matteo Guarnaccia, Starfuckers, Avant! Records, Boring Machines, Deadpeach…).

Non c’è altro da dire, se non che occorre solo che voi la ordiniate e la leggiate, magari centellinandola – e male non fa, visto che il prossimo numero non sarà certo fuori domani o la prossima settimana…

Fatela vostra per la misera somma di 5 euro comprese le spese postali  (per maggiori info: loriszecchin@gmail.com).

Xerox Militia… cioé no… Solar Ipse

Solar Ipse n. 3 (aka Xerox Militia, 60 pag. A4)

Solar Ipse altro non è che l’alias di una nostra vecchia e cara conoscenza, ovvero la fanzine Xerox Militia, di Loris Zecchin.
Per il numero tre, infatti, mutano la ragione sociale e il formato (altro…)

Xerox Militia!: fanzine heroes never die

04042009001.jpgXerox Militia! n.2/primavera 2009 (76 pagine, fotocopiata, A5)

A distanza di quasi un anno dal numero uno, ecco la seconda uscita di Xerox Militia, una delle ultime pubblicazioni autoprodotte old school – ovvero cartacee – in circolazione.

Per i dettagli principali e un excursus sul numero 1 (procuratevelo!) vi rimando alla recensione già pubblicata qui su Black Milk. Veniamo invece direttamente al sodo per quanto concerne questo numero targato primavera 2009. Il primo rilievo è che – in perfetto stile fanzine – le tempistiche sono piuttosto dilatate, quindi non dovete aspettarvi una lettura che vi sommerga di news e aggiornamenti freschi. Piuttosto da Xerox Militia! dovete pretendere – e vi assicuro che non sarete delusi – analisi, commento, riflessioni e interviste.

Aumentano le pagine, la qualità resta invariata: sempre elevata, per un lavoro ineccepibile già graficamente e formalmente.
Il menù, poi, è  variegato e stavolta comprende soprattutto interviste: Soglia del dolore, The Fanatic Pillows, Serpentcult, Sea Dweller, Port of Souls, Gnaw Their Tongues, Viaje a 800, Electric 69, Crucial Blast records, The Snake Cult, Black Rainbows, Putiferio, The Sick Rose, Valerio Mattioli, El Thule. Poi le consuete recensioni, una retrospettiva e qualche altra chicca seminata.

Si parla davvero di tutto, senza confini di genere. Dal Sixties al dreampop, passando per sonorità più brutali. E’ disorientante a tratti, soprattutto se – come me – conoscete meno della metà delle band di cui si parla (e qui ho faticato un po’, a essere onesto).
Non aspettatevi, comunque, di avere vita facile anche se avete una vasta e onnivora cultura musicale: Loris scrive tanto e con passione; e soprattutto in un italiano più che forbito, quindi scordatevi le costruzioni da seconda elementare che trovate spesso in giro (Web docet, visti gli scempi che si incontrano).

Supportate. Subito.

Per averne una copia scrivete a: loriszecchin@gmail.com

Xerox Militia! numero 1

xeroxmilcover.jpgXerox Militia! n.1 (47 pagine, fotocopiata, A5)

Sono un po’ d’anni che manco dall’universo delle fanzine. Una sorta di crisi di rigetto, forse, dato che durante tutto l’arco dei Novanta fare fanzine è stata una delle cose (insieme al suonare e al gestire un’etichetta e mailorder) che più mi piaceva e a cui più mi dedicavo nel tempo libero. Ricordo annate auree in cui sembrava nascere una ‘zine nuova a ogni battito di ciglia e non c’era giorno in cui non ne trovavo almeno una nella cassetta delle lettere. Poi tutto – con Internet a fare la parte del leone – si è afflosciato e anche io, come tanti altri, mi sono dedicato alla rete, che trovavo più veloce, comoda, nuova e curiosa.

Ora, a circa 10 anni di distanza, mi accorgo che è rimasto qualche eroe della fotocopia; prima incappando nella più situazionista e meno music oriented Deadskyline (che oltre al formato pdf scaricabile esiste in versione cartacea gratuita), poi in questa più old school e tradizionale Xerox Militia!, direttamente dalle lande triestine

In queste 47 pagine formato A5 (il caro vecchio foglio A4 piegato a metà), spillate e fotocopiate, c’è il classico profumo di fanza – anche se il layout è molto pulito e innegabilmente computerizzato: ma non ci si lamenta certo per questo… anzi!
Loris, la mente dietro all’operazione, parla della musica che più lo colpisce e lo fa con cognizione di causa, passione e varietà: non aspettatevi una fanzine monogenere, infatti, perché in Xerox Militia! si parla di garage revival italiano, di stoner, di indie, di lo-fi anni Novanta, di garage punk… e poi ci sono un paio d’interviste a personaggini del calibro di Federico Ferrari (storica penna di Rockerilla e membro dei garagers nostrani Ugly Things, tra le tante cose) e Chris D. (Flesh Eaters, Divine Horsemen, Stone by Stone).

Insomma, nostalgici delle fanze, ma anche giovani virgulti abituati a Myspace e alla rete, dovreste farvi un favore e procurarvi Xerox Militia! per (ri)assaggiare un piatto dal sapore ormai poco consueto: la carta stampata do it yourself. Certo, non ci sono i link cliccabili sulle pagine fotocopiate, ma il gusto di piazzarvi sul divano, magari con un disco sul piatto dello stereo (evitiamo gli mp3 su Winamp: rovinerebbero l’atmosfera, per dio!), è impagabile.

Per averne una copia scrivete a: loriszecchin@gmail.com
xeroxmilindex.jpg

[Le foto sono di Ginevra]

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