Bocconcini di merda per buongustai

bos-frontBits Of Shit – Cut Sleeves (Casbah Records/Dangerhouse Skylab, 2013)

Australiani. E come biglietto da visita è già piuttosto interessante. Se poi aggiungiamo che hanno partecipato alla Gonerfest del 2012, le antenne iniziano a drizzarsi (e non solo quelle, incidentalmente).

E una volta drizzate restano ben alte, queste antenne. Il motivo è semplice: questa band è notevolissima, nel suo essere perdente, sotterranea e cafona. Immaginate una pub band di Melbourne che ha deciso – chissà quanto consciamente – di frullare alla cazzo di cane (cit. René Ferretti) e con violenza decerebrata la tradizione del punk e dell’hard australiano (dai Rose Tattoo agli X) con le sgroppate furiose dei primi Black Flag e compagnia californiana. E buttiamoci pure un po’ di Angry Samoans, toh (altro…)

Spaghetti (western) all you can eat

Drifting MinesDrifting Mines – s/t (autoprodotto, 2012)

Country, garage, rock’n’roll, rockabilly, punk: i signori sono serviti. E il menù è all you can eat, grazie ai romani Drifting Mines, che arrivano da una decina d’anni di oscurità più o meno totale, fatta di gavetta e demo, giungendo al traguardo del primo cd autoprodotto (ma distribuito da Area Pirata).

In questi 10 brani (compresa una cover di “Chicken Walk” di Hasil Adkins) le influenze sono palesi e cristalline, ma da leccarsi i baffi: Cramps, Johnny Cash, Knitters, X nei loro momenti più country punk, Gun Club, Blasters, Bo Diddley, Elvis (altro…)

Sul ponte sventola bandiera nera: intervista a Keith Morris

[di Angelo Mora]

Per Keith Morris il punk rock è il presente, prima ancora che il passato. Sarebbe facile vivere di rendita sulle gesta di Black Flag e Circle Jerks, ma il rastaman californiano ha preferito rimettersi in discussione con gli Off!: il risultato finale è semplicemente incendiario.

La paternità del punk rock viene attribuita a diversi genitori, da una parte e dall’altra dell’Oceano Atlantico: dai The Kingsmen ai The Who, dai The Kinks agli MC5, dai The Sonics agli Small Faces fino ad arrivare ai New York Dolls e ai Ramones. In Italia se la attribuisce da solo Enrico Ruggeri, bontà sua (altro…)

Black Randy was a fucking dandy

BlackRandyAngeljLa Dangerhouse Records, di L.A., aveva sostanzialmente una direzione a tre teste. E che teste. David Brown, Pat “Rand” Garrette e, infine,  mister John “Jackie” Morris alias Black Randy.
Non andremo a parlare, però, della discografia Dangerhouse – etichetta che merita senza dubbio una trattazione a parte, per averci regalato una raffica di perle grezze di puro e incontaminato California punk (altro…)

La X (forse) brilla ancora

xene.jpgJohn Doe, storico bassista/cantante degli X, in una lunga e interessante intervista rilasciata a Citypaper, ha fatto intendere che il gruppo – ancora attivo sul fronte live – sta lavorando a nuovo materiale. Si tratterebbe dei primi brani nuovi degli X dal 1993, anno di uscita di Hey Zeus.

Certo, gli anni sono passati (che fine ha fatto la sexy punk girl Exene di cui tutti eravamo innamorati?) e un altro Los Angeles o Under a Big Black Sun non ce lo sforneranno più… ma diciamo che lo sforzo è apprezzabilissimo, sperando che il tutto non finisca per suonare come una parodia involontaria. Doe, dal canto suo, si dimostra molto cosciente di questo rischio e si pone la domanda: “Sarò in grado di scrivere ancora per gli X senza sembrare uno che tenta di somigliare a quando era giovane?”. Noi attendiamo…

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