Scaldami la micia

WarmersThe Pussywarmers & Réka – I Saw Them Leaving (Wild Honey, 2014)

Arriviamo un po’ lunghi – nel senso di in ritardo, visto che l’uscita risale agli ultimi giorni di febbraio – su questo terzo album dei Pussywarmers, che per l’occasione fanno comunella con l’amica ungherese Réka (altro…)

Tunas-mania!

The Tunas – s/t (Wild Honey, 2012)

Ultimamente è imbarazzante rileggere gli articoli di Black Milk, perché parlo bene di quasi tutti i dischi, manco fossimo su un numero di HM del 1987; eppure non è che io sia di bocca così buona, come qualcuno potrebbe testimoniare. Evidentemente le etichette e le band hanno iniziato a comprendere l’aria che tira e il gusto che c’è da queste parti: e, per la madonna, mandano roba davvero ottima.

Come questo disco omonimo dei Tunas, il loro terzo LP, che è roba sopraffina… per usare una locuzione che potrebbe sfoderare il droghiere ottantenne di quartiere (ammesso che ne esistano ancora).
Questo è garage rock puro, energico, raffinato e coinvolgente: attenzione ho detto garage rock volutamente… perché il concetto è che non dovete aspettarvi un inferno di Farfisa e riffoni – che so – alla Cynics o rabbia catarrosa alla Morlocks. Assolutamente no. Qui si veleggia in acque più vicine ai Love, per intenderci, senza esagerare nell’orchestrazione e rileggendo quel sound folk/rock/psych/Sixties attraverso la lente del paisley underground e – perché no – del rock indipendente anni Ottanta, Replacements e Husker Du compresi (vedi l’opener del lato b, che trasuda Husker Du e fa godere dal primo all’ultimo secondo). E su tutto, un tocco di velocità supplementare aggiunta.

Dai, cazzo, lo dico: questo album, insieme a Movie Star Junkies e Doggs, è nella rosa dei migliori del 2012 al momento. E sono convinto che ci resterà fino al 31 dicembre e senza troppi problemi.

Un grande disco. Grazie Tunas e grazie Wild Honey (che cura i dettagli seriamente, includendo anche un codice per il download degli mp3 in ogni album).

Mucho Mojo(matics)

The Mojomatics – You Are The Reason For My Troubles (Outside Inside / Wild Honey, 2012)

[di Denis Prinzio]

Considerati da certa parte del pubblico – a naso quella più indie fighetta e snob – come un gruppo che suona musica tremendamente “retrò”, senza alcuna spinta e tendenza all’innovazione, i Mojomatics proseguono imperterriti nel loro approccio filologico alla materia rock’n’roll di matrice americana. Il duo veneto licenzia questo  You Are The Reason For My Troubles – la causa dei loro guai dovrebbe essere il gentil sesso – sotto l’egida della loro etichetta (già studio di registrazione), la neonata  Outside Inside Records, in collaborazione con la Wild Honey.

I Mojos non nascondono le loro influenze – e perché mai dovrebbero farlo? Quando suoni garage rock dai forti accenti folk e blues, con più di una incursione nei territori country, è normale che i tuoi numi tutelari sia gente del calibro di Rolling Stones, Byrds, Neil Young e persino Bob Dylan.
In questa nuova fatica si avverte anche una marcata influenza powerpop, sin dall’opener – e apice del disco – “Behind The Trees”, numero zuccherosamente irresistibile che sta a metà del guado tra Kinks e Big Star. I nostri sparano le migliori cartucce tutte all’inizio: la title track è una country song vitale e saltellante che ricorda vagamente l’approccio country garage degli Indian Wars; la successiva “In The Meanwhile” è ancora efficacemente pop nell’animo, sfoderando un refrain vincente che ha il merito di piantarsi piacevolmente in testa.
Il resto del lavoro si mantiene su buoni livelli, anche se l’eccellenza dei primi tre brani non viene più ripetuta; e comunque tutto un florilegio di slide, harmonica, batteria saltellante, rock’n’roll, bluegrass, stomp blues, chitarre folksy, fumo e whiskey. Insomma, tutta roba che ci piace: anche se ci piacerebbe un pochino di piacioneria in meno e un po’ di lordura in più. Magari la prossima volta.

Murder ballads made a man out of me

Movie Star Junkies – Son Of The Dust (Wild Honey/Outside Inside, 2012)

[di Denis Prinzio]

Se si volessero utilizzare le facili armi della retorica per descrivere brevemente il terzo album dei torinesi Movie Star Junkies, basterebbe la definizione “album della maturità”. Dato che spesso la retorica è abusata, ma in alcuni casi rimane strumento utile a circoscrivere un pensiero comune, affidiamoci a essa e diciamolo pure: Son Of The Dust è il disco della maturità.

Abbandonate le clave e i bastoni del garage punk, i nostri imbracciano il fioretto del blues, delle murder ballad, del crooner sciamanico che, robustamente brillo, ti racconta vecchie storie di pazzia e redenzione.
Nello specifico, il lavoro è una specie di concept incentrato sulle figure di un prete, uno straniero e un contadino, ispirato da tematiche ed ambientazioni faulkneriane, dove il prete viene infine sacrificato (verrà buttato in un pozzo legato alla statua del santo) per tentare di combattere la siccità che affligge un paesino. Richiami a leggende oscure, superstizioni e credenze popolari, l’avvicendarsi di dialoghi e narrazione pura permette ai MSJ di tessere dieci trame sonore imbevute di blues, crepuscolari e malaticce ballate, umori profondamente western e polverosi, ma anche di rock’n’roll purissimo e dai toni melodici semplicemente perfetti (“These Woods Have Ears”, che ha il merito di aprire alla grande l’album).

I riferimenti si possono trovare tanto nel Nick Cave della maturità (appunto) quanto nei chiaroscuri dei Black Heart Procession, ma non si renderebbe giustizia a un suono che si fa enorme, proprio in virtù della sua capacità nel maneggiare la classicità senza ridurla a mero esercizio di stile. Così si passa senza soluzione di continuità dalla ballad intensa e drammatica della title track ai numeri più vivaci di “There’s A Storm”, alle storture caracollanti e per questo intrise di pura malinconia di “This Love Apart”, pezzo da scorticarsi le mani per gli applausi.

Sia chiaro, i Movie Star Junkies restano cinque gattacci randagi e in calore che miagolano arrapati alla porta della vostra gattina: hanno messo gli abiti buoni, ma il marciume spunta sempre dal colletto della camicia.

Per quanto ci riguarda, una delle uscite chiave dell’anno di grazia 2012.

Folk punk d.o.c.

Langhorne Slim & The War Eagles – Cinderella/So Glad That I’m Coming Home (Wild Honey, 2009)

C’è chi lo chiama anti-folk, chi alt country, chi folk punk e chi semplicemente folk – a me piace molto folk punk, ma alla fine della giornata concordo con la definizione più tradizionale (altro…)

Neil Holmes, Sherlock Young

holmesHolmes – We’re Getting Older/Born (Wild Honey, 2009)

Altro bel colpo (uscito a onor del vero la scorsa estate) di Wild Honey… un singoletto a 45 giri con due brani (come quelli tradizionali, di una volta) per gli svedesi Holmes (altro…)

Chi l’avrebbe detto che un arcobaleno…

goodnightGoodnight Loving – Arcobaleno (Wild Honey, 2010)

Le cose fatte come dio comanda. I dischi in vinile. La musica con le palle. La cura per i dettagli, ma anche per la sostanza. Queste le caratteristiche dominanti del dischetto dei Goodnight Loving appena sfornato da Wild Honey (altro…)

Le calde notti di BAM!

posterbam-copy.jpgLo staff di BAM! (il magazine, come ben saprete) ci comunica il programma dei prossimi concerti organizzati per questa primavera 2008. Ce ne sarà per tutti i gusti:

– 30/03 Carbonas + Miss Chain & the Broken Heels + Donald Thompson @ Devil’s Den (via Patrioti 8/bis), Salsomaggiore Terme (PR). Ingresso libero, inizio alle ore 18:00

– 12/04 Peawees + Kickedouts @ Taun, Fidenza (PR)

– 19/04 Statues + Dirty Tactics @ csa Pacì Paciana, Bergamo

– 24/04 Mark & the Spies + Miss Chain & the Broken Heels @ Barrè, Cesena

– 25/04 Mark & the Spies + Miss Chain & the Broken Heels @ Jack the Ripper, Roncà (VR)

– 26/04 Mark & the Spies + Miss Chain & the Broken Heels @ Amigdala, Trezzo sull’Adda (MI)

– 27/04 Mark & the Spies + Miss Chain & the Broken Heels @ Velvet, Torino

– 14/05 The Cute Lepers + Snazzy Boys @ Taun, Fidenza (PR)

– 17/05 Hex Dispensers + Mojomatics @ Taun, Fidenza (PR)

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