Buon fuzz a tutti

Fuzz_LiveInSanFranciscoFuzz – Live in San Francisco (Castle Face, 2013)

[di Manuel Graziani]

Altrove ho scritto che il 2012 è stato l’anno di Ty Segall. Qui sopra vi dico che l’anno appena concluso non è stato da meno. Per esempio il nostro biondino californiano ci ha mostrato che coi Fuzz fa sul serio e che non si tratta solo di una valvola di sfogo. Dopo l’omonimo album e due 7” su In The Red, è uscito in zona Cesarini questo EP live disponibile in cd digipack e in vinile 12”, anche nella versione bianco trasparente che farà bagnare più di un collezionista (altro…)

Alla corte di Ty

MCIIMikal Cronin – MCII (Merge Records, 2013)

[di Magda Cane]

Con il suo secondo full lenght, nonché album d’esordio su Merge, il compositore e polistrumentista Mikal Cronin, conosciuto anche per le sue collaborazioni con Ty Segall, preferisce prendere le distanze dal new garage e ci propone un disco rock-pop.

MCII contiene 10 canzoni ben arrangiate, dal suono solido e dalle vocalità pop ma accattivanti (altro…)

C’est Bon

cover Useless EatersUseless Eaters – C’est Bon (Southpaw, 2012)

[di Manuel Graziani]

Seth Sutton è un tipo di Memphis con la faccia da ragazzino: immaginate un Michael Jackson che se la dà a gambe dai Jackson 5 perché fulminato dal punk. Un tipo che ama rotolarsi nella merda r’n’r e, come due suoi indimenticati concittadini passati a miglior vita di nome Elvis e Jay, lo fa con una tale classe da apparire già un mezzo classico. Peraltro era molto amico di Jay Reatard, al punto di condividere con lui l’ultimo tour europeo del 2009 prima che Jay stirasse nel divano di casa la notte del 13 gennaio 2010 (altro…)

Solo limoni per Ty Segall

cover-ty-segall.jpgTy Segall – Lemons (Goner, 2009)

Mi pare già di sentirlo il coro degli stronzetti: “un altro album lo-fi… ma dai!”. Ma qua – amici miei – non c’è alta, media o bassa fedeltà che tenga. Il secondo full length del folletto di San Francisco Ty Segall, che ha pazziato con le migliori nuove band della Bay Area (Traditional Fools, Party Fowl, Epsilons, ecc.), è una bomba. Una micidiale botta sui reni i cui effetti si fanno sentire piano piano, lasciando postumi devastanti.

Il malsano boogie “In Your Car” e ai disperati fantasmi punk che collassano gaudenti sulle note marce di “Johnny” sono tutto un programma. Un miracoloso antidoto per sbollire la frustrazione prima di andarsene in ferie.

Sentite poi cosa riesce a combinare il biondino con sola chitarra e voce in “Rusted Dust”: sembra di essere di fronte a Kurt Cobain bello in carne stretto da una improponibile camicia hawaiana su un isola sperduta dove si è ricostruito un’identità.

Detto per inciso, chi ama Black Lips e Jay Reatard è il caso si fiondi su questo disco dove il nostro, solo come un cane, nuota a grandi bracciate nella fanghiglia melmosa del garage-punk e della psichedelia acida dei ’60 uscendone bello come il sole. Persino sorridente, con in bocca un limone giallissimo e due grandi occhi da cerbiatto ferito che paiono fulminarti all’istante.

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