Bastardi di confine

BorderBastardBorder Bastard – XVII (Kornalcielo, 2014)

Sono triestini i Border Bastard e sono altri alfieri dello speedrock-turborock, quello che tanti anni fa chiamavamo metal-punk, definizione desueta e che mai ha attecchito troppo, ma che ha sempre il suo perché.
A parte questo, inizio a pensare che in nordest dello stivale, per qualche motivo particolare, sia terra fertile per questo tipo di band… (altro…)

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Papi morti, mastini e roghenròl

mastino splitKing Mastino / The Dead Popes – split 7″ (Sailors Overdrive/Fat Orange Cat, 2013)

Due band, quattro pezzi, un 7″ in vinile striato. Bei presupposti e risultato niente male.

Gli spezzini King Mastino includono nel loro lato un primo brano dalle buone dinamiche – “Ain’t Nothing To Fade Tonight” – in stile Turbonegro/Murder City Devils: rock, punk, hard testosteronico da marinai punk (altro…)

Uccelli d’Italia

killer penisKiller Penis – King Of Slaps (Revenge Events/Are Pirata, 2014)

Arrivano da Montecatini Terme, ma sognano Oslo, i Killer Penis. E lo dichiarano nella loro bio, quando spiegano che si sono formati nel 2011 con un intento preciso, ossia “creare una band in perfetto stile Turbojugend”. Ebbene, l’obiettivo è stato centrato, e questo loro secondo album ne è la prova (altro…)

Teppa da porto

king mastino refuseKing Mastino – We Refuse To Sink (White Zoo/Sailors Overdrive, 2014)

E con il vento in poppa, i cannoni carichi e gli arpioni pronti all’arrembaggio, arrivano ancora una volta i King Mastino, con un cd intero di punk-hard-metal-rock’n’roll.

Parafrasando un evergreen delle filastrocche per bambini, per descrivere questi 11 pezzi (12 sul vinile) basterebbe la locuzione: “E’ arrivato un bastimento carico di turborock”. Ma a ben pensarci, ci trovo un gusto leggermente diverso da quello taurino, testosteronico delle band più o meno ispirate ai Turbonegro e allo speed-rock nordeuropeo (altro…)

Storie di onesti trogloditi

sniperdogsSniperdogs – Wank Tales! (Sailors Overdrive, 2014)

Un’altra uscita che porta il marchio Sailors Overdrive – la label associata ai King Mastino, per intenderci. E, visto che la mela non cade mai troppo lontano dall’albero, gli Sniperdogs non fanno certo pop punk o hardcore old school… insomma, siamo di fronte a un cd di punk-rock’n’roll-hard piuttosto in sintonia con il feeling della label e del gruppo madre da cui è nata (altro…)

Metti il turbo che la pasta si fredda…

brokendollsBrokendolls – Wolves Among Sheep (Tornado Ride/Attitude/Kornalcielo/Sailors Overdrive/Rancore, 2014)

Credo siano veneti, questi rocker. La loro fede la mostrano subito, già all’impatto visivo: e infatti, appena vedi la loro foto, capisci cosa suonano. Hard punk/turborock nordeuropeo – per intenderci: quello che nella seconda metà dei Novanta ebbe un (meritato) momento di gloria e che tra i suoi paladini conta nomi come Hellacopters, Turbonegro e Gluecifer. Che non inventavano nulla (altro…)

Bulli, pupe e marinai

King Mastino – Hold Fast (Area Pirata, 2011)

Dopo il bel 7″ split con i Dead Swamp, tornano i King Mastino con un album intero sotto l’egida dei marchi Area Pirata (nella versione cd) e White Zoo (per l’edizione su vinile).

E’ il loro secondo album – io, purtroppo, il primo me lo sono perso e manco sapevo che fosse uscito: mea culpa – e suona cazzuto, fresco, sanguigno e potente. Senza tregua.
Undici pezzi di hard/punk/rock’n’roll marinaro, duro come una tempesta nell’oceano, scuro come il miglior rum invecchiato e divertente come una rissa alla Bud Spencer in un bar. In una parola sola, turborock di quello coi controcoglioni che unisce il piglio dei maestri originatori Turbonegro, alla potenza livida dei Murder City Devils (senza organo), con un tocco di Hellacopters e Glucifer del periodo d’oro.

Invenzioni? Zero. E chi ne ha bisogno… questa è la musica dei rocker duri e puri, quelli che se ne fottono delle pose e delle mode, e preferiscono parlare con un assolo lancinante piuttosto che farfugliare cazzate. In tanti provano a farla, ma a riuscirci sono una percentuale irrisoria. E, ovviamente, i King Mastino sono tra i pochi che ce la fanno, risultando convincenti, minacciosi e genuini. Zero cazzate: solo culi spaccati, tatuaggi, riffoni senza pietà, ceffi da marinaio e alcool come se piovesse.

Rock the fuck on, sailors…

Turbojugend d’assalto

Homebreakers – Heroes of Tearvalley (autoprodotto, 2011)

Se vi dico Turborock, teoricamente dovreste capire dove si sta andando a parare (e, per te che hai l’aria un po’ smarrita… no, non è il turbo che pensi tu, del motore della tua macchina da tamarro, ma quello che fa rima con “Ass” e “Cobra”).

Ci siamo capiti, dunque… questi Homebreakers da Montecatini si rifanno senza se e senza ma alla bastardissima progenie del punk hardrockizzato; quella che nella seconda metà dei Novanta ha imperversato, per poi scemare e sparire per consunzione. Turbonegro, Gluecifer, un po’ di primi Hellacopters – giusto per citare i nomi veramente più scontati, ma non stiamo a fare troppo i gourmet.
Questo è rock’n’roll scuro, veloce, punk, hard e metallizzato: un bel mistone di Stooges, MC5, Kiss, Motorhead, Black Flag (il quarto brano è molto Black Flag nel riff), Ramones, AC/DC, Circle Jerks, Dictators e magari un po’ di Dwarves. Roba per palati robusti e stomaci allagati di birra, ma soprattutto per orecchie che non si scandalizzano di fronte a un improvviso assolo molto hard rock o a una frazione mutuata dalla tradizione più classica del metal.
E quindi? E quindi non fraintendiamoci: questa è roba da maneggiare con cura, ben fatta e con le contropalle. Gli Homebreakers convincono già al secondo brano, vanno dritti al cuore del problema e lo risolvono a calci nelle palle, sgomitando come assatanati per guadagnare la loro nicchia in un panorama di band affini che – mediamente – menano duro e non vanno proprio per il sottile.

E’ ora di rispolverare il giubbotto di jeans smanicato con la toppa della Turbojugend, gente. Con questo cd ci va a meraviglia. E dovreste provare anche voi l’ebbrezza…

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