Beccati questo: intervista al Trio Banana

trio banana ffstudio[Originarimente concepita per la fanzine Bassifondi, ma mai pubblicata]

Trio Banana siete i Velvet Underground di Borgata Boredom?
Il Trio Banana non era su quella compilation, è nato appena poco dopo il suo parto e diffusione. Io (Tab_Ularasa) sono la dentro con i Duodenum e Trans Upper Egypt. Ma comunque siamo di lì… della “borgata” anche se nessuno di noi tre è originario di Roma; siamo due toscani e un pugliese amici da prima di trasferirci nella capitale e ci siamo ritrovati in quella zona di Roma nel 2010/11 per varie casualità non poi così tanto casuali (altro…)

Mamma dormo fuori e torno demente

Thee Dements – @Mamma dormo fuori (Bubca, 2012)

Forse, insieme ai Gun Club, i Thee Dements sono la band con più articoli dedicati su Black Milk. Ohibò, direte voi… e fate bene.
Certo, non sono la stessa cosa, in primis perché i Thee Dements non li potete comprare su Amazon o da Fnac, ma solo da quegli scappati da casa della Bubca; in secondo luogo perché l’anarchia sonica e la totale infedeltà sonora (il concetto di lo-fi come bassa fedeltà è riduttivo… qui siamo al tradimento e all’adulterio… possiamo coniare l’ad-fi?) che questi personaggi riescono a generare è ben oltre ciò che la band di Pierce ha mai saputo imbastire, nonostante la sublimità del suo punk-blues.

Comunque il punk-blues è senza dubbio una chiave di lettura utile di fronte all’entità Thee Dements: ce n’è molto, frullato con il punk rock più sguaiato e gracchiante, ma anche con intuizioni più vicine al rock tradizionale (continuo a sentire una citazione dei Cheap Trick in un brano di cui mi sfugge il titolo… chissà quanto è volontaria o casuale?).

In questa veste live e senza freni (non che nelle registrazioni “di studio” ne abbiano molti di più, intendiamoci) si aggiunge una dimensione che oscilla tra il demenziale/cabarettistico alla Skiantos (alcuni dialoghi col pubblico lo testimoniano ampiamente), l’art punk schizofrenico dei primi Pere Ubu e un blues/roots/punkabilly da saloon della zona del Chianti… insomma, roba ciucca e molesta per ciucchi molesti con collezioni di dischi da polluzione.

Inutile dire che o vi farà schifo o lo amerete, questo dischetto; nella miglior tradizione dei nostri amici dementi. Però se non lo amate, probabilmente avete qualche gene del ministro f-f-f-f-f-fornero in corpo. E allora forza col suicidio assistito, veloci.

PS: la tiratura di questo cd-r probabilmente è limitatissima come di consueto, quindi fatevi avanti.

Dements are go

Thee Dements – Pigs Fuck Allright ep (Burning Hell, 2011)

Ebbene, riecco i Thee Dements, che “tradiscono” la loro Bubca Records per cedere alle lusinghe della straniera Burning Hell. Da questo connubio nasce un 7″ ep vinilico (buco grosso, oh sì) che raccoglie tre brani appartenenti alla primissima produzione del gruppo. Scelta bizzarra, visto che nel frattempo i Dementi hanno sfornato parecchia altra roba, ma si sa… questa è gente stramba, poco raccomandabile e perennemente in stato di delirio erotico-musicale, quindi non è nemmeno salutare farsi troppe domande.

La sostanza è sempre quella: punk rock, blues, folk e delirio lo-fi scatarrato da un duo che ha inciso i propri brani in cucina (probabilmente dopo aver scolato un doppio litro di rosso della Coop in offerta specialissima). Se vi facevano schifo prima, li odierete ancora di più sentendo Pigs Fuck Allright ep; se vi piacevano o li tolleravate, continuerete a farlo, visto che qui ci sono solo conferme – nel bene o nel male. E infine, se siete Bubca-dipendenti, non potete privarvi di questa scheggia che completa l’universo concettuale di questa label sopra le righe.

Ho un solo dubbio però: questo cacchio di 7″ è ascoltabile sia a 33 che a 45 giri senza particolari problemi e fastidi. Anzi, a 33 giri acquisisce un vaghissimo sapore da field recording spettrale stile Alan Lomax che smussa la sensazione di trascinamento dovuta alla velocità non corretta… ecco sì, ve lo consiglio a 33 giri. So che i Thee Dements apprezzeranno.

Ho qualcosa nel Duodenum

Duodenum – Demo (Bubca, 2010)

Prendete la poetica blues-punk delle band Goner. Dopo un weekend di bunga bunga con Fede, Papi Berlu e tutta l’allegra compagnia del Viagra, buttatela a calci nel culo – e ancora con le mutande in mano – in una discarica abusiva della ‘ndrangheta (altro…)

Dementi e monobande: il lo-fi come non l’hai visto mai

Thee Dements/Number 71 Monobanda – split tape (Bubca, 2010)

Continua imperterrita e cieca la crociata lo-fi della Bubca. Una guerra santa che ha quasi connotati autistici, ormai, visto l’accanimento e i mezzi squisitamente – ma tragicamente, per contrario – obsoleti con cui viene combattuta… tipo le cassette (altro…)

Out of time, out of space: dementi e nomuzak

Thee Dements/NoMuzak – split tape (Bubca, 2010)

Se Durkheim fosse un contemporaneo e non un parruccone della sociologia old school, probabilmente si occuperebbe di sublimi forme di suicidio come il produrre cassette (sì, i nastri, esatto) nel 2010. E nel suo iconico testo Il suicidio (appunto) dedicherebbe almeno un paragrafo a questa tipologia di autoterminazione (altro…)

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