Frappe, grattachecche e roghenrò sotto ar cuppolone

beatsmeBeats Me – Get Da Fee (Mind Pollution/Swamp)

Tornano i romani Beats Me, con un cd dal titolo gheddafiano – e, suppongo, anche dal concept, visti i singoli brani (peccato non ci siano i testi nel booklet). Come già nel precedente Out Of The Box le coordinate sono piuttosto evidenti: punk pop con alcune sgroppate neogaragistiche (bella, a questo proposito “The Man With The Golden Gun”). Qui ci sono i Ramones e i loro epigoni più smaliziati, gli Hard Ons, il punk rock scanzonato, un po’ di Makers e Hives, un goccio di – brrrrrr – Beach Boys e un paio di intuizioni più hard punk (altro…)

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Scampoli di scum

gmGreedy Mistress – It Was Fine (Swamp, 2013)

Confesso di non sapere se la Confederacy of Scum è ancora attiva oppure ha ceduto all’avanzare degli anni e all’inevitabile invecchiamento dei soggetti coinvolti (in effetti, a 50 anni suonati magari non hai più voglia di romperti la fronte ogni sera a microfonate e girare il mondo facendo pezzi che parlano di stupri e serial killer assortiti), ma i Greedy Mistress musicalmente sarebbero senza dubbio una band che merita una tessera onoraria nella setta di questi zozzoni rudi e fetenti (altro…)

The Legendary Kid Combo speaks

sickcombo1.jpgSono graditi ospiti di Black Milk i Legendary Kid Combo, formazione che si è ormai fatta un solido nome nello scenario musicale underground italiano e non solo.
La musica e le performance del gruppo hanno scavalcato le Alpi, meritando l’attenzione di una label storica per il giro rockabilly/psychobilly, la Raucous Records, che annovera nel suo catalogo (accanto a nomi come Meteors, ad esempio) anche il primo album dei cinque italici becchini.
Dopo un 2007 davvero ricco, durante cui lo spettacolo dei Kid Combo si è mescolato con il burlesque show delle Sick Girls (per originare il Legendary Sick Show), i ragazzi stanno preparando per l’entrante 2008 un nuovo album, un “concept” davvero curioso.
E’ proprio Don Bat, che del Combo è il frontman, a spiegarci quali direzioni verranno seguite per l’atteso seguito di quello straordinario mix di rockabilly, country, hillbilly e folk music che è stato Booze Bucks Death & Chicks

Ciao Bat, benvenuto su Black Milk… la vostra band è reduce da un 2007 davvero straordinario. Credo che per voi sia stata una grande soddisfazione incidere un disco per la Raucous Records, e credo che l’attività live sia stata per voi altrettanto soddisfacente. Con tanto lavoro e tanto “raccolto” alle spalle, in che modo avete iniziato a pensare al sequel di Booze Bucks Death & Chicks?
Eccoci! Grazie! il 2007 è stato un anno pazzesco… ci siamo divertiti, stancati, soddisfatti, rotti le ossa, le orecchie, guidato per migliaia di chilometri, etc etc, per promuovere l’ex-neonato Booze & Bucks. Sì, è stato bello per noi poter approdare a una label dalla quale fino a un anno fa potevamo solo comprare dischi altrui… e ora è bello rientrare nel loro roster, anche se di fatto l’attività live non ne ha risentito, visto che nel 2007 non abbiamo fatto alcun tipo di promozione live in Europa… ma sarà per quest’anno!

Lele (aka Dr Cyclops, il batterista del Combo, nonché mio quasi vicino di casa, ndr) mi diceva che il vostro nuovo disco sarà una sorta di concept, fatto alquanto strano per una banda rock’n’roll come la vostra… potete parlarci un po’ dell’idea che sta alla base di Viva la Muerte?
Be’… diciamo che, come tutte le cose legate ai Kid Combo, è stato un procedimento inverso: noi facciamo le cose dalla fine all’inizio di solito. La storia di Viva La Muerte nasce dalla sua copertina, visto che stavo lavorando su un secondo visual per una possibile copertina del sequel di Booze & Bucks mi è uscita una copertina molto messicana/mariachi, così ho pensato “Be’ potremmo chiamarlo Viva La Muerte e fare un disco influenzato dalle sonorità messicane, un bel disco di countrypunkmariachi!”. E di fatto il disco che presto vedrà la luce non ha nemmeno l’ombra del Messico, a parte la copertina. L’idea del concept ci è sembrata carina, volevamo fare qualcosa di completamente nuovo e diverso dal disco precedente, per non rischiare di sfornare una fotocopia. Così abbiamo strutturato 11 canzoni, 11 storie di altrettanti personagi che parlano dalla tomba della loro morte, o della loro vita, personaggi sparsi in giro per il mondo: greci, russi, francesi, etc… ognuno di loro va a influenzare le musicalità, le atmosfere… insomma un disco pazzesco, assurdo, fiabesco, intrecciato e sicuramente non monotono o mono-tono. Ce n’è sicuramente per tutti i gusti, ma una cosa è certa: scordatevi Booze & Bucks!

Grazie alla nostra conoscenza personale ho potuto vedere che all’interno della band l’apporto (in termini di influenze e “fisse del momento”) di ciascuno di voi viene ben accettato e metabolizzato dagli altri per riaffiorare nel vostro lavoro collettivo… quali sono state le passioni che vi hanno maggiormente indirizzato verso Viva la Muerte?
Diciamo che, al contrario del disco precedente, questa volta non traspaiono molte influenze musicali: ne esce un sound più Kid Combo forse, e sicuramente più europeo: si sentono sonorità molto balcaniche, greche… insomma abbiamo cercato di lavorare sui suoni e sulle atmosfere in modo maniacale. E infatti ci siamo trasferiti in studio di registrazione a lavorare 8-9 ore al giorno per più di una settimana e nemmeno abbiamo finito. Il prossimo disco lo faremo sulla Divina commedia a ‘sto punto…

Sempre Lele mi diceva che nelle nuove registrazioni appariranno degli strumenti in più… potete dirci qualcosa in proposito? E’ stato difficile integrarli nelle vostre canzoni?
Aabbiamo inserito un pianoforte, una fisarmonica, un organo giocattolo, uno scacciapensieri, la tromba, il trombone, la steelguitar, cani, gatti, bicchieri etc… non è stato difficile adattarli al nostro sound, anzi è il nostro sound che si è adattato alle diverse situazioni e sonorità.

combo2.jpgCi sono state differenze nel modo di registrare Booze Bucks Death & Chicks e Viva la Muerte?
Sì, decisamente: Booze & Bucks l’abbiamo inciso live in due weekend su nastro e mixato in un paio di serate… infatti suona molto live… e caldo. Stavolta abbiamo registrato strumento per strumento, ricercato il suono particolare in ogni brano, per differenziarne le sonorità all’interno del disco: ci siamo letteralmente trasferiti in studio per una settimana. E dobbiamo ancora curare la post produzione!

Il disco uscirà per un’etichetta, storicamente parlando, molto importante per il panorama italiano, una label che ha in qualche modo ridefinito i confini dell’indipendenza durante gli anni Settanta. Come siete venuti in contatto con loro e com’è nata la collaborazione?
Diciamo che durante la collaborazione con le Sick Girls abbiamo conosciuto Alfred, proprietario della Cramps Records, che è diventato il nostro editore, e che ora sta progettando una nuova etichetta per promuovere band italiane rock’n’ roll e affini…

Il pubblico italiano è ormai avvezzo alle performances dei Kid Combo (spesso in versione extended con il Legendary Sick Show, insieme alle Sick Girls e al loro spettacolo burlesque) e vi ha dimostrato con la presenza quanto sia affezionato a voi. Ma cosa succede quando i Kid Combo varcano gli italici confini? Come reagisce il pubblico straniero ai vostri concerti?
Diciamo che all’estero ci viene a mancare un po’ il rapporto di gioco/scherzo con il pubblico, l’interagire con esso, e questo ci penalizza un poco. Ma c’è anche da dire che all’estero il pubblico è più abituato ai concerti ed è decisamente più scatenato e caloroso, soprattuto in Svizzera e Germania. Nonstante tutto amiamo il nostro pubblico e suonare in Italia. Ci piace giocare e creare quella magia per la quale alla fine il protagonista diventa il pubblico… loro sono sul palco a suonare e noi siamo sotto a divertirci o al bar a bere.

Quali sono, lasciando un attimo da parte i Kid Combo, le band che vi hanno più impressionato e con le quali avete condiviso il palco nell’ultimo periodo?
Io credo senza ombra di dubbio i Dead Brothers. Abbiamo suonato con loro, anzi loro ci hanno fatto da spalla, ed è stata la prima e unica volta in vita nostra che non volevamo salir sul palco dopo una support band… sono incredibili! Hanno costruito, durante il loro show, una tale atmosfera che era impossibile da eguagliare o superare… eravamo di troppo. Li consiglio a chiunque.

Per terminare e salutarvi, ringraziandovi per quest’intervista, vi chiederei una data di uscita per il vostro nuovo disco e un messaggio per i lettori di Black Milk…
Stiamo lavorando affinché Viva la Muerte esca per marzo, ma dubito che ce la faremo, quindi probabilmente andremo a finire ad aprile. Grazie a voi per il vostro tempo, e mi raccomando… andate sempre ai concerti, fate tutto quello che potete per salvare la musica, per divertirvi e soprattutto per farci divertire. Roccate il roll prima che il roll rocchi voi! Salute a tutti e viva la muerte!!!

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