Rockabilly Dad

fabcd.jpgFabulous Daddy – Do You Feel a Wanderer? (autoprodotto, 2009)

Ci sono generi che – per fortuna loro e nostra – sembrano impermeabili al trascorrere di tempo, mode e tendenze. Tra questi, indubbiamente, c’è l’inossidabile heavy metal. E, sebbene lontano anni luce per iconografia, attitudine e sonorità, il rockabilly/rock’n’roll. Già: stiamo parlando di chitarroni – preferibilmente – hollow body, distorsione inesistente, contrabbassi assatanati, batterie minimal e cantati alla Elvis come se piovesse.

I marchigiani Fabulous Daddy sono, per chi già non l’avesse intuito, proprio una band rockabilly, profondamente influenzata e plasmata da sonorità roots statunitensi. Riff caldi e “classici”, che appena iniziano già sai dove vanno a finire, ma ti danno qella sensazione di casa… sai già tutto o quasi e ti piace, perché alla fine hanno il gusto rassicurante della tua birra preferita di sempre o della tua marca di sigarette.

Manco a dirlo, qui nei Fabulous Daddy il più scarso suona bene – del resto un genere come il rockabilly non perdona: o sai quello che fai e lo fai con disinvoltura e bravura, oppure crolli miseramente. Quindi, in poche e senite parole: divertenti, filologici, rock’n’roll, familiari… che è un po’ tutto ciò a cui devono aspirare le band che si votano a questo sound. Non è il mio genere (credo che il mio ascolto più vicino siano i Blasters), ma tanto di cappello.

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