Gesù bambino in trip al Partenone

acid-baby-jesusAcid Baby Jesus – Vegetable (Slovenly, 2014)

Grecia e rock’n’roll drogato: una strana coppia che mi mancava e a cui non avevo ancora pensato. Ma è un limite mio, perché si tratta di una realtà tangibile e – anzi – gli ateniesi Acid Baby Jesus hanno già un lustro di attività sul groppone, oltre che un album di esordio uscito tre anni fa, un ep e uno split con gli Hellshovel (tutti sempre su Slovenly) (altro…)

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Amico ‘taliano, compra droga indiana, tutto buono

sultan batherySultan Bathery – s/t (Slovenly, 2014)

Sultan Bathery è una città dell’India, nel distretto Wayanad di Kerala – qualsiasi cosa significhino queste indicazioni prese da Wikipedia e appartenenti alla geografia, disciplina da me aborrita fin dalla tenera età. E deve essere un posto di merda allucinante, visto che i tre vicentini Sultan Bathery hanno deciso di chiamare così la loro band proprio in onore del posto peggiore in cui sono mai stati (lo dicono nella loro bio) (altro…)

Tritaossa full optional

happy-charlie-thee-oopsThee Oops – Happy Charlie (Slovenly, 2012)

[di Franco “Lys” Dimauro ]

Non so di Charlie, ma io sono felice sì.
Finalmente un disco che fa incazzare i miei vicini e mi rende nuovamente fiero di accogliere le diserzioni quando indìco l’annuale riunione di condominio.

Happy Charlie è il disco che chiude a rapida, ma decisa, mandata (a fare in culo) il 2012, i suoi Lumineers, le sue Santigold, i suoi Of Monsters and Men, i suoi “ritorni d’ oro” (Dylan, Springsteen, Walker, Byrne, Morrison, i Soundgarden, gli Stones, gli Aerosmith, Frusciante) e ti fa dimenticare per un quarto d’ ora che le chiappe della Aguilera e le cosce di Rihanna sono le uniche cose buone che sono passate in tivù (altro…)

E tanti saluti allo zio Lou…

Subsonics – In The Black Spot (Slovenly, 2012)

Mi preoccupo un po’ anche se faccio finta di niente. Perché mi rendo conto che l’età avanza e non fa sconti a nessuno, men che meno a me. Ad esempio il fatto che io abbia impiegato circa tre brani a capire che i Subsonics sono praticamente i Velvet Underground degli anni Dieci (si dirà degli anni dieci? Credo di sì, ma che cazzo, era tutto più facile nel secolo scorso, insomma…) è indicativo del mio declino.
All’inizio ho pensato: “Mah… che roba fanno questi? Un po’ troppo allegrotta”. Poi sono passato al “Beh, però son bravi dai” (altro…)

Rippers reprise

The Rippers – Better The Devil You Know (Slovenly, 2012)

Il buon Franco “Lys” Di Mauro ha già recensito il cd in questione qui su Black Milk, ma essendomene arrivata una copia a casa, dopo un ascolto fulmineo non posso esimermi dal dire due parole anche io. Perché questo è un  grande album di garage sbavante, rabbioso come un lupo mannaro e soprattutto competitivo (altro…)

Conosci i tuoi diavoli

The Rippers – Better The Devil You Know (Slovenly, 2012)

[di Franco “Lys” Dimauro]

Avete letto le ultime? Gli squartatori hanno scontato la pena e sono di nuovo in circolazione.
Le signore sono avvisate. Spranghino le porte. O, al contrario, spalanchino altro.

Quando ci sono i Rippers in libertà, è meglio non farsi vedere in giro. Soprattutto quando sono infoiati e carichi di bava e sborra come su questo disco, dopo tre anni passati in cattività.
I tanti garager o presunti tali farebbero meglio a starsene per un po’ rintanati nelle loro cantine e aspettare che il branco passi, poi uscire e cercare di non calpestare la merda che avranno lasciato a seccare sui ciottoli.

Better The Devil You Know mette in fila undici brani che spazzano via la concorrenza (italiana e non) in ambito garage punk, accordo su accordo, riverbero su riverbero, percossa dopo percossa, randellata dopo randellata.
Ogni cosa al posto giusto, come il corpo di Tura Satana. E anche qui vorresti mettere le mani ovunque, magari mentre passa il treno di “A future time”, la mandria di “Just for ten dollars” e il cingolato twangy di “Hey Mr. Chemist” oppure mentre l’ armonica di “The prey is in” o “I was going home” fende l’ aria e viene a tirarti via la pelle.

Una pioggia dorata sulle fosse di Link Wray, Beat Merchants, Jay-Jays, Frays, Wheels, Crawdaddys, Hoods, Wylde Mammoths, Beatpack, Mystreated.
Smettetela di ridere quando vi si parla di garage punk che qui a ogni sganasciata vi vola via un dente per volta.

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