Primitivo con classe: intervista ad Alessio (Primitive Records)

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[di Tab_Ularasa]

Ciao Alessio, raccontaci un po’ di te?
Ho 38 anni, vivo a Tortoreto (Teramo) insieme a mia moglie Delia e al mio cane Argo.

Che fai nella vita?
Da 20 anni lavoro in una fabbrica chimica. Fortuna che ho la passione per la musica altrimenti mi sarei già impiccato (altro…)

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Balordi con forbici e fotocopie

Mimetics & Abracadabra fanzine

[di Manuel Graziani]

Sfoglio il Devoto-Oli tutto rattoppato che sta sopra la scrivania e mi fermo alla voce “balordo”. Tra le varie definizioni mi colpiscono: “Che dà poco o nessuno affidamento, spec. sul piano morale” e ancora “Strampalato”, per finire in bellezza con “Malvivente, malavitoso”.

Perché questa premessa? Semplice. Tali definizioni vanno proprio a pennello alle due (irreali) realtà italiane di cui sto per cianciare. Per puro orgoglio campanilistico parto dalla congrega ribattezzatasi Wild Weekend Teramo che, oltre ad organizzare concerti bellissimi e, appunto, “balordi” (cito solo Demon’s Claws, The Feeling of Love, The Tunas, Shiva & The Dead Man, Plutonium Baby, Hell Shovell, Trio Banana) ha avuto la brillante idea di tirar fuori una fanzinetta di quelle di una volta. Ovvero 4 fogli A4 fotocopiati in b/n, stampati fronte/retro, ripiegati e pinzati al centro. La fanzine si chiama Mimetics, scritto con un pennarello mezzo finito, come sottotitolo riporta il bukowskiano “Musica delinquentistica per organi caldi”. Dietro non c’è gente di primissimo pelo, neanche di secondo per la verità. Antonio degli Zitoxil, Alessio dei Singing Dogs e della Primitive Records e Gabriele della Goodbye Boozy Records sono amici a cui voglio bene, ma pure se non fossero amici vorrei bene loro lo stesso per quello che fanno. La fanzine mi piace, e lo dico sinceramente, perché è bella grezza (dalla grafica ai contenuti passando, ça va sans dire, per la grammatica), fuori di testa e, soprattutto, perché non ha alcuna pretesa o strane puzze sotto il naso. Sul numero 3 si (s)parla di Dan Sartain, del detroitiano Timmy Vulgar (Clone Defect, Human Eye, Timmy’s Organism, ecc.), c’è un bel bezzo/racconto su J Mascis e una storia tra il demente e il demenziale sulla Bubca Records. Non ho idea di quanto costi e vi avviso subito che sul web non trovate un beneamato cazzo. Per saperne di più vi tocca scrivere a antoniomasci@live.it o a acdog@hotmail.it.

Dalla mente creativa, e alquanto deviata, di colui che sta dietro alla Bubca Records di cui sopra, è uscita un’altra bella fanzine cartacea chiamata Abracadabra. Anche in questo caso si tratta di quattro fogli A4 fotocopiati in b/n, stampati fronte/retro, ripiegati e pinzati al centro, ma il tema non è la musica bensì la fotografia. Quella fotografia dura che racconta la realtà senza filtri e bisogno di aggiungere inutili parole. Se non fossi allergico all’uso della parola “arte” (“prendi l’arte e mettila da parte”, sempre!) direi che proprio di questo si tratta. Arte nella sua accezione più pura, alta, etica, che non dà risposte ma stimola domande. Il resto ce lo dice tab_ularasa, al secolo Luca Tanzini: “Da quando mi sono trasferito a Roma mi è ritornata la voglia di fare foto che si era spenta negli anni. Ho deciso di fare questa fanzine che fotografava la vita pulsante di Roma, adesso una città cosmopolita a tutti gli effetti. Qui la vita la si tasta con mano, soprattutto se si vive al di fuori del centro verso le ex borgate che adesso sono città a tutti gli effetti. La vera Roma di ora sono gli extracomunitari, gli indiani, la gente dell’est, i cinesi, gli africani, ed io ho vissuto nei loro quartieri, ho frequentato i loro mercati e mi sono sentito parte integrante di questa Roma. Poi c’è una realtà sotterranea enorme di poveri e barboni con dignità assoluta che popola Roma, un’altra città nella città: le foto che ho fatto la ritraggono così com’è senza voler dare giudizi sulla povertà e sul loro malessere”.

In allegato al numero 3 di Abracadabra c’è un assurdo cd-r a nome RTG (qui si può scaricare un po’ di roba: e-x-p.it/rtg), che definirei “rumore esoterico urbano”, dietro cui si cela sempre il nostro Luca: “RTG è il mio progetto di sperimentazione di elettronica primitiva. Il cd risale al 2008, è stato registrato in una giornata usando un vecchio eco a nastro LEM (da qui il nome LEMBA) e facendo in seguito sovraincisioni di theremin, RTG, organo vecchio e moog. Io sono quasi fissato con la musica primitiva elettronica e sperimentale, partendo dagli anni ‘20 fino agli anni ’80. Tutta la musica elettronica dei pionieri per me è come il punk, come attitudine e sostanza. Diciamo che quello che facevo negli Ultra Twist e adesso nei Trans Upper Egypt viene da lì e dalle mie cose sperimentali di RTG. Anche per questo da poco ho deciso di mettere su destroYO Records, l’altra faccia sperimentale e più strana della Bubca Records. Per questa nuova etichetta usciranno fuori tutti i miei deliri e anche deliri altrui che mi piacciono ovviamente, ma non vanno presi sul serio e ascoltati come musica. Sono un po’ come le mie fotografie: fotografie sonore di giochi di scoperta con nuovi e vecchi strumenti verso la creazione di paesaggi sonori dove si sta bene o male“.

Canta coi cani

Singing Dogs – Dejavoodoo Blues (Primitive, 2011)

Sì, meno male che a volte capita. E quando succede si gode e per un paio di settimane ti passa la voglia di chiudere tutto. Già, quando ricevi cosette come questo 10″ dei Singing Dogs (cortesia della immensa Primitive Records) le paturnie e i mugugni si dissolvono. Per un po’ almeno.

Già l’impatto fisico e visivo non lascia dubbi: un vinilotto da 10″ con copertina b/n, grafica di gran classe che puzza di pennarello e fotocopie, per un duo (chitarra e batteria) che intitola il disco e la title track con quello che pare un omaggio ai canadesi Dejavoodoo – mai troppo ricordato duo seminale che stritolava insieme punk, garage, rockabilly e rock’n’roll (beccatevi i dischi, se li trovate, fatevi un favore).

Musicalmente, poi, preparatevi a un bel trattamento completo di shampoo-barba-capelli non appena la puntina cala sul microsolco: perché qui si fa sul serio con un rock’n’roll selvaggio, ora punkizzato, ora bluesato, ora garagiato. I Singing Dogs non abbracciano un genere preciso, ma frullano il meglio di tutti quelli appena elencati (e vogliamo metterci un leggero tocco di surf ed exotica, ma proprio leggero leggero? Mettiamocelo) con un’attitudine selvatica e urticante, che riporta alla mente i fasti di certe band Crypt dei tempi d’oro.

C’è poco da star qui a fare della poesia e a tentare di descrivere quello che per definizione si percepisce con le palle e lo stomaco, non col cervello… io vi consiglio VIVAMENTE di somministrarvi buone dosi di questa roba. E di regalarvi questo 10″. Poi ognuno è libero di sbagliare… fate voi.


SINGING DOGS “better of dead”
http://mediaservices.myspace.com/services/media/embed.aspx/m=15790843,t=1,mt=video
SINGING DOGS | Myspace Music Videos

Cokerocket & Singing Dogs: attenti a quei due

Cokerocket/Singing Dogs – split 7″ (Primitive, 2010)

Un bello splittino in vinile con due formazioni italiche: rispettivamente Cokerocket da Roma e Singing Dogs da Teramo (altro…)

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