The sound of Formia

Blood 77 copertinaBlood ’77 – Homeless (Lamette/Aldateodorani Catrecords/Strenght Truh Oi/Skins Rules/Pull The Trigger/Crucified Never Dies/Deny Everything, 2012)

[di Denis Prinzio]

Per fortuna che esistono ancora gruppi come i Blood ’77: gente che suona la propria musica con l’intento ben preciso di diffondere il verbo del rock’n’roll più genuino e bastardo. Purtroppo il loro compito è reso arduo dalla cecità della stampa specializzata e da quella, ancora più miope, dei webmagazine: provate a farvi un giro su Google e vedrete quante recensioni vi appariranno (altro…)

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Disulfiram: non solo Lamette

Simone Lucciola – Disulfiram (PerroneLab, pag. 71)

Disulfiram è l’antidoto: alle ossessioni del quotidiano, alle insensate meraviglie bucoliche o alle gelide intermittenze della metropoli.

Disulfiram è una raccolta di liriche tascabile, come un pacchetto di Gitanes (altro…)

Lamette, frastuono, genio e fumetti

lamette_comicsVV.AA. – Guida illustrata al frastuono più atroce (Lamette Comix, 2009, 96 pag.)

Finalmente si arriva a recensire la Guida musical-fumettistica patrocinata da Lamette Comix e uscita già da qualche tempo (anzi, quando leggerete forse sarà bella e che esaurita: bye bye, pirla chi non l’ha presa prima!).

Premessa: io di fumetti non ci capisco un cazzo. Nel senso che li ho sempre seguiti poco e non ho nemmeno una “educazione” non convenzionale in materia. Semplicemente tante schegge raccattate in tutti questi anni: molte mainstream (da bambino e ragazzino mi leggevo i fumetti dei supereroi – della Corno, i primi – i Topolino & compagnia disneyana, i Dylan Dog/Martin Mystère), altre leggermente più “colte” o wannabe (ricordo i vari rivistoni contenitore tipo  Corto Maltese, Il Mago, i vecchi Linus formato tasca da eskimo), i vari semi de Il Male/Cannibale e derivati (da Pazienza a Scòzzari a Liberatore), qualche manga… insomma, una poltiglia assemblata con nonchalance e ignoranza.

Chiarito che avete a che fare con un non iniziato, posso continuare. E lo farò dicendo che – alla fine – era già scritto nei papiri del destino che questa antologia mi sarebbe piaciuta.
Il titolo Lester Bangs-iano è la prima notevole garanzia.
La forma dell’operazione, poi, è intrigante – soprattutto per un non appassionato come me: musica (e di un certo tipo, mica Gianni Morandi) più fumetti. Ovvero, come recita il sottotitolo,  “31 disegnatori interpretano 31 musicisti”.

Quello che ci si trova a sfogliare, poi leggere e – infine – rileggere ad libitum, è un volumetto in cui ognuno degli artisti si cimenta con una band, un musicista, un performer legato a un universo musicale Rock (in senso molto lato e concettuale: abbiamo veramente da Nico ai Black Flag, da Bowie ai Manowar…).
31 fantastiche ossessioni che – per citare l’intro del volume – traggono vita e linfa dal paradosso catulliano dell’odi et amo (odio e amo): ognuno ha illustrato un album, un artista o una canzone che ha pesato talmente nella sua esistenza da divenire contemporaneamente oggetto di desiderio e repulsione. Che è un po’ l’essenza della vita di ogni maniaco serio del rock: lo si ama, ma lo si odia a morte.

Detto questo, qualche parola sulla parte più squisitamente fumettistica. Gli stili sono davvero eterogenei: un mish-mash caleidoscopico in costante movimento; un flusso di figure, illustrazioni testi e tavole davvero instabile come un fiotto di nitroglicerina alla spina. L’unica differenza è che qui scoppia tutto e subito. E meno male: perché è un godimento estremo farsi investire da questa pioggia di idee, schegge e detriti rock.

Questo è IL fumetto catartico per il vero malato di musica. Ed è pure IL fumetto che anche i casuali lettori come me si fermano a leggere, rileggere e studiare. Perché pulsa, scalcia e mena.

E, magari, fra qualche anno sarà leggenda.

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