Screaming Trees: the independent years

stC’erano una volta gli Screaming Trees, il grunge e Seattle… tre ingredienti che mediamente sono uniti in maniera automatica nei pensieri dell’ascoltatore tipo, ma che snocciolati così, senza un’analisi e una contestualizzazione più puntuale, portano a un unico risultato: un bel minestrone incasinato, in cui non si distinguono i sapori e si lanciano tutti gli avanzi del frigo per non buttarli. E invece, cari lettori, qui siamo di fronte a un vero piatto da gourmet, perché questi quattro giovanotti dello stato di Washington, proprio mentre molti dei loro coetanei che infestano le cantine e i garage dell’area di Seattle riscoprono gli Stooges, i Black Sabbath e gli Zeppelin, si rifanno a modo loro alla psichedelia e al garage rock californiano anni Sessanta. Una buona definizione dell’essenza del loro sound viene data da Sounds nel 1989, che li descrive portatori di un “eclettismo nato dal matrimonio tra la prima generazione della psichedelia di Syd Barrett e dei 13th Floor Elevators, l’hard rock primordiale di Jimi Hendrix e il verbo del rock americano anni Ottanta di Black Flag e Husker Du(altro…)

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