Abbracciati a borse congelate

copertina_SpiderBags_FrozenLetterSpider Bags – Frozen Letter (Merge, 2014)

[di Manuel Graziani]

Ci sono voluti una decina d’anni trascorsi sui palchi più scalcinati e tre album affinché una grande etichetta indipendente si accorgesse del talento di Dan McGee, l’uomo al comando degli Spider Bags e già alla testa dei D.C. Snipers per chi se li ricorda. È vero anche che ora i tempi sono maturi e tira un’arietta garage niente male in casa Merge. Faccio solo tre nomi: Reigning Sound, King Khan e Mikal Cronin (altro…)

Annunci

Sempre gli ultimi a sapere…

last to knows divideThe Last To Knows – Divide (Mind Pollution Records, 2013)

Sono una vecchia conoscenza i senesi Last To Knows. E non mancano mai di stupirmi ogni volta: il che non è decisamente una cosa comune. Con questo cd (full length, si diceva una volta per fare i fighi) esplorano sempre più a fondo la loro anima country/roots rock made in USA (altro…)

Sciogliete le trecce ai cavalli!

Rip Tapes – s/t (Billy’s Bones, 2012)

[di Manuel Graziani]

Di questa giovane band italiana nulla sapevo prima e praticamente nulla so ora, giacché nel booklet del cd d’esordio, alquanto spartano, sono riportati soltanto i titoli delle canzoni. Per vie traverse scopro che sono un trio composto da due chitarre, voce e batteria, e che arrivano dal Veneto, mi pare Vicenza.
Poi, appena parte il primo pezzo, si fa tutto chiaro (o almeno così penso). Per questi ragazzi provo istintiva simpatia perché, di primo acchito, mi sembra che abbiano “studiato” il blues in chiave garage sui vinili della Crypt e della Estrus.

Purtroppo, però, con lo scorrere dei pezzi la buona impressione iniziale scema pian piano. Temo, puttana la miseria, che i Rip Tapes abbiano preso ripetizioni dagli Hormonauts tanto che “Realize”, “Black Blues” e “No Effect” potrebbero essere tranquillamente outtake di Mini-Skirt. Che dire, ognuno tragga le conseguenze che crede.

Meno male che tra il roots-rockabilly da Festa dell’Unità sgomitano melodie dissonanti (“Maybe”), accelerazioni punk (“Right Now”), sapori Blues Explosion (“Nobody Knows How Much I Love You”) e garage’n’roll che esce le palle mantenendo un bel sorriso idiota stampato in faccia (“Feelin Blue”).
Capiamoci… la sufficienza ci sta tutta, diciamo pure un bel 6,5. La speranza è che i Rip Tapes in futuro sciolgano maggiormente le briglie e guardino più a Mick Collins che a Andy McFarlane.

Il fantasma di Jeffrey Lee Pierce tra Tenerife, Berlino e Parigi

Dallas Kincaid & Evilmrsod – Subterranean Power Strain (autoprodotto, 2011)

Non so come mi abbiano trovato, ma porca puttana la miseria, meno male che l’hanno fatto. Non mi farò altre domande, perché qui c’è davvero roba che scotta e ve ne devo parlare.

C’è questo Evilmrsod, che si chiama Pablo Rodríguez, è di Santa Cruz de Tenerife, ma ora vive a Berlino. Lui – dopo essere stato in una rock’n’roll band di Tenerife – si è dato al blues/folk/rock acustico con risultati apprezzabili e apprezzati. Un giorno Evilmrsod, su Internet, conosce il rocker francese Dallas Kincaid, influenzato da gente tipo Jon Spencer, Cramps, Dogs, Ramones, Stones, Nick Cave, Jeffrey Lee Pierce, Hank Williams the third, Johnny Cash e Iggy Pop. E da qui nasce una bizzarra collaborazione. Bizzarra sulla carta, perché il risultato – ossia questo Subterranean Power Strain – è una bomba. Da godere senza remissione.

Le influenze sono chiare e pescano nel calderone del rock’n’roll malato, del punk blueseggiante, del blues punkizzato, del rock gotico western, ma anche del folk rock più decadente e oscuro. Con qualche tocco più melodico a offrire brevi boccate d’ossigeno.
Gli addendi, come potete vedere e sentire, sono semplici e noti, ma il risultato è stupefacente: musica di quella che ti entra nelle ossa e ti fa ricordare, anche solo per qualche istante preziosissimo, cosa hai provato al primo ascolto dei Gun Club, tanto per dirne una. O dei Cramps.

Menzione speciale per la voce spettacolare, che in più di un momento evoca il fantasma di Jeffrey Lee Pierce, facendoci credere per qualche istante che sia ancora vivo e vegeto e stia incidendo ancora ottima musica.

Uno dei dischi dell’anno, per quanto mi concerne.

http://player.soundcloud.com/player.swf?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F25211158 SheryLynn by evilmrsod

http://player.soundcloud.com/player.swf?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F25201448 Pure by evilmrsod

Fotti il marketing, questa è Bubcalandia

Geese/Petrified Woods – split (Bubca, 2011)

Io a quelli della Bubca farei un monumento, ma nel contempo li percuoterei con violenza insensata – battendo sulle loro zucche vuote con una mazza da baseball di quelle che vendono da Decathlon a 20 carte. E sapete perché? Ve lo dico subito… questa banda di down posseduti dal rock’n’roll, che sfornano dischi, cd e 7″ a ciclo continuo, hanno pubblicato questo split tape (un’altra cassetta, sì) che sul lato A ha una delle band più pazzesche e sconosciute che ho sentito negli ultimi tempi (gli australiani Geese, paladini di un rock/garage psichedelico da pelle d’oca)… ma hanno avuto l’idea GENIALE (geniale un cazzo, mortacci loro!!!) di farlo uscire in sole 15 copie. E su cassette riciclate di Speak Up (il mefitico rivistone per chi vuole imparare l’inglese in edicola).
Sul lato B uno dei milioni di gruppi satellite/progetti del Bubca Boyz, il defunto duo Petrified Woods che fa il suo porco lavoro con un blues/folk/roots acustico e melodico, a tratti spastico a tratti mistico-religioso (ma piagato da una registrazione un po’ troppo lo-fi, con saturazioni assassine che penalizzano una band altrimenti molto valida).
Ma, torno a ripetermi, la vera perla del nastro sono gli australiani, i Geese. Andate a sentirveli e comprate una delle 15 (…15, cazzo… siete dei testoni!) copie di questo nastro. E se vi risponderanno che la cassetta è terminata, facciamo una petizione perché ristampino il tutto su cd-r e non in limited edition psichiatrica. Io firmo. Per la madonna.

La Muerte goes solo

Dome La Muerte – Poems For Renegades (Japanapart, 2011)

Chi, leggendo, ha già rispolverato immagini legate a “gruppetti” tipo CCM, Not Moving (e Diggers, più recenti), farebbe meglio a tirare immediatamente il freno a mano e a fare un bel respiro.
Già, perché questo debutto solista di Domenico Petrosino, alias Dome La Muerte, non ha nulla a che fare – a livello di sonorità – con quanto lui ha fatto nelle sue esperienze musicali più note (altro…)

Lanegan & Campbell nel nido dell’aquila

Isobel Campbell & Mark Lanegan – Hawk (V2, 2010)

Ok, è chiaro che qui nei meandri di Black Milk – anche se non se ne parla molto – Mark Lanegan è, per usare un eufemismo, molto stimato. E, nonostante lo scetticismo iniziale per un lavoro in joint venture con la chanteuse Isobel Campbell (lo confesso: Ballad Of The Broken Seas non mi piacque molto e il successore lo snobbai senza pensarci), tutto quadra (altro…)

Neil Holmes, Sherlock Young

holmesHolmes – We’re Getting Older/Born (Wild Honey, 2009)

Altro bel colpo (uscito a onor del vero la scorsa estate) di Wild Honey… un singoletto a 45 giri con due brani (come quelli tradizionali, di una volta) per gli svedesi Holmes (altro…)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: