Sciogliete le trecce ai cavalli!

Rip Tapes – s/t (Billy’s Bones, 2012)

[di Manuel Graziani]

Di questa giovane band italiana nulla sapevo prima e praticamente nulla so ora, giacché nel booklet del cd d’esordio, alquanto spartano, sono riportati soltanto i titoli delle canzoni. Per vie traverse scopro che sono un trio composto da due chitarre, voce e batteria, e che arrivano dal Veneto, mi pare Vicenza.
Poi, appena parte il primo pezzo, si fa tutto chiaro (o almeno così penso). Per questi ragazzi provo istintiva simpatia perché, di primo acchito, mi sembra che abbiano “studiato” il blues in chiave garage sui vinili della Crypt e della Estrus.

Purtroppo, però, con lo scorrere dei pezzi la buona impressione iniziale scema pian piano. Temo, puttana la miseria, che i Rip Tapes abbiano preso ripetizioni dagli Hormonauts tanto che “Realize”, “Black Blues” e “No Effect” potrebbero essere tranquillamente outtake di Mini-Skirt. Che dire, ognuno tragga le conseguenze che crede.

Meno male che tra il roots-rockabilly da Festa dell’Unità sgomitano melodie dissonanti (“Maybe”), accelerazioni punk (“Right Now”), sapori Blues Explosion (“Nobody Knows How Much I Love You”) e garage’n’roll che esce le palle mantenendo un bel sorriso idiota stampato in faccia (“Feelin Blue”).
Capiamoci… la sufficienza ci sta tutta, diciamo pure un bel 6,5. La speranza è che i Rip Tapes in futuro sciolgano maggiormente le briglie e guardino più a Mick Collins che a Andy McFarlane.

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