Los Angeles Nuggets a settembre

nug-big.jpgLa Rhino, che sarà pure sussidiaria di una major, ma caspita se fa roba buona, annuncia l’uscita di un nuovo cofanetto della serie Nuggets. Si tratta di Los Angeles Nuggets 1965-1968, nei negozi dal 22 settembre 2009. Quattro cd, un centinaio abbondante di pezzi (e si mormora di qualche inedito). Guardate la tracklist andando al link qui sopra e fatevi un’idea…

Come al solito ci sarà un booklet allegato, che – pare – sarà particolarmente curato e in formato coffee table (avete presente i libroni con copertina rigida? Ecco).

Prepariamo i soldini, che sarà una discreta mazzata. Ma ne varrà la pena.

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What we do is secret…

germsdarbylastgig.jpgE’ stato postato su Youtube un nuovo trailer del film (che tarda a uscire, nonostante sia da tempo pronto e terminato) dedicato a Darby Crash e basato parzialmente sulla sua biografia Lexicon Devil. Il titolo della pellicola è What We Do Is Secret e il protagonista è impersonato da Shane West, già nel cast di ER (il medical drama che ormai prosegue da quasi 15 anni).

Il film è incentrato sull’ultima parte della vita di Crash, ovvero sul suo “five years plan”, cioè il programma per cui in cinque anni voleva diventare una leggenda per poi suicidarsi.
Pare che alla lavorazione abbiano partecipato, in veste di consulenti, Pat Smear e alcuni membri della famiglia di Darby Crash.

Non è ancora chiaro quando la pellicola uscirà e in che veste (nelle sale? Solo su dvd?), mentre è stato reso noto che tra i cameo ci sono anche quelli di Penelope Spheeris e Captain Sensible.

Replacements: trucco e parrucco

replacem.jpgLa Rhino, etichetta da tempo responsabile di campagne di ristampa a dir poco da sbrodolarsi addosso, annuncia che dal 22 aprile sono disponibili tutti i dischi dei Replacements del periodo Twin Tone (in edizione rimasterizzata ed expanded), più una raccolta.
Resta il dubbio sul fatto se davvero il mondo necessitasse di una simile operazione (peraltro non nuova, per quanto riguarda i Replacements). A ogni modo, i fan di Paul Westerberg e della band non potranno che gioire. E poi lo sappiamo… le ristampe Rhino sono ierresistibili.

Forever Changes… cambia ancora

foreverchanges.jpgChe ci piacciano i Love e Arthur Lee, qui nel bunker di Black Milk, è assodato. Non possiamo, quindi, che accogliere con un benevolo sorriso e un brindisi la notizia che la Rhino è in procinto di licenziare (data di uscita prevista: 22 aprile) una nuova stampa in edizione expanded di Forever Changes, il capolavoro della band di Lee uscito originariamente nel 1967.

A onor del vero non è che ci sia scarsa reperibilità di questo disco (pensiamo solo alla ristampa – sempre della Rhino e ampiamente reperibile sul mercato a prezzi molto amichevoli – del 2001, che già sembrava avere messo il sigillo all’intera faccenda), ma questa nuova edizione promette ancora qualche sorpresa.

Stando alla Rhino le sorprese di cui sopra sarebbero ben 21, ovvero tante quanti sono i brani contenuti nel secondo cd del box (il primo conterrà – ovviamente – l’album originale). Questa la tracklist annunciata per il dischetto bonus:

01 Alone Again Or (alternative mix)
02 A House Is Not a Motel (alternative mix)
03 Andmoreagain (alternative mix)
04 The Daily Planet (alternative mix)
05 Old Man (alternative mix)
06 The Red Telephone (alternative mix)
07 Maybe the People Would Be the Times or Between Clark and Hilldale (alternative mix)
08 Live and Let Live (alternative mix)
09 The Good Humor Man He Sees Everything Like This (alternative mix)
10 Bummer in the Summer (alternative mix)
11 You Set the Scene (alternative mix)
12 Wonder People (I Do Wonder) (original mix) (outtake)
13 Hummingbirds (demo)
14 A House Is Not a Motel (backing track)
15 Andmoreagain (alternate electric backing track)
16 The Red Telephone (tracking sessions highlights)
17 Wooly Bully (outtake)
18 Alone Again Or (mono single remix)
19 Your Mind and We Belong Together (tracking session highlights)
20 Your Mind and We Belong Together
21 Laughing Stock

Non ci resta che attendere. Certo, l’avvocato del diavolo suggerisce che forse non si tratterà di materiale proprio pazzesco e che ti cambia la prospettiva di ascolto della band, ma d’altronde Forever Changes è sempre Forever Changes. E l’avvocato del diavolo, probabilmente, finirà per procurarsi la sua copia di questa ristampa. Mettendola vicino alle altre già acquistate negli anni passati.

Richard Hell – Spurts: The Richard Hell Story

hell.jpgRichard Hell – Spurts: The Richard Hell Story (Rhino, 2005, CD)
Riccardo Inferno. Personaggio cult o semplicemente grandissimo sfigato? Genio o re dell’aurea mediocritas del punk statunitense? Meglio non rispondere a queste domande, che dopo 32 anni fanno ormai parte del personaggio e a modo loro ne alimentano la fama e la leggenda. E a noi piace così. Perché, insomma: non è che possiamo dimenticare, solo per il gusto di fare gli spocchiosi, che il signore qui presente ha suonato negli Heartbreakers di Johnny “Giovanni Genzale” Thunders, nei Neon Boys, nei mitologici Television e nei Voidoids (a lato, come condimento non necessario, aggiungiamo anche una carriera solista vagamente frastagliata e una militanza nei Dim Stars, all star band con personaggini del giro Sonic Youth e Don Fleming in organico).
Questo cd ha un po’ il sapore dell’autobiografia, come ammette Hell stesso nel ricco libretto (che – come al solito – la Rhino munificamente include: grande etichetta, sotto questo punto di vista, e non solo); si parte dagli albori per giungere agli anni Novanta… peccato manchino registrazioni (eccetto una conclusiva Blank generation) consistenti di Mister Inferno coi Television.
Ma, alla fine, cosa resta al termine dell’ultimo brano? Beh, innanzitutto il piacere di avere riascoltato una bella manciata di classici. Ma, a livello meno superficiale, questo disco è la palese dimostrazione di come – piaccia o no – Hell abbia una propria cifra stilistica ben definita, spesso poi imitata o inconsciamente utilizzata da altri. La voce schizoide, gli arrangiamenti paranoici, i suoni taglienti e “zanzaroni”, i testi piuttosto fuori di mela: lo si riconosce quasi a occhi chiusi, nei suoi pregi e nei suoi difetti. I pregi sono una certa originalità (o grande spontaneità nel rielaborare ciò che già esiste), un palese senso di disagio che la sua musica trasmette e – nei brani in cui suona (molti) – la chitarra fenomenale di Bob Quine. I difetti… trovateli voi.
La musica di Hell è comunque da ascoltare, almeno qualche volta, nella vita. Anche se non siete fanatici come lo scrivente. Però è d’obbligo un’osservazione: curiosamente queste canzoni sono invecchiate esattamente come chi le ha composte e suonate… non male, necessariamente, ma sono cambiate parecchio, alla luce del tempo passato. Come dire: per usare un parallelismo dal vago (anche se non del tutto calzante) sapore Dorian Gray, vi basti sapere che in copertina Hell sembra il Cesare Cremonini degli esordi dopo essere stato arruolato nei Green Day, mentre sul retro è più sullo stile professore di scrittura creativa (un po’ gay) dei corsi serali del Comune di Milano (vi risparmio la foto interna… anzi no, ve lo dico: qui somiglia paurosamente a Nico McBrain degli Iron Maiden).
Comunque, per cortesia, leggetevi il libretto, perché Hell (istigato da Robert Christgau) puntualmente racconta i retroscena di ogni canzone. Per buona pesa ci trovate anche una recensione di Lester Bangs e altre cosette.
Bello.

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