Tonylamuerte fatto e rifatto

copertina-mondo-muertoVVAA – Mondo Muerto (Hoodooh/Black Nutria/Black Dobro Alliance)

Dopo il bel cd Il tonico caprone (del 2013) e il precedente del 2012, torna Tonylamuerte Onemanbad, ma – ovviamente – lo fa a modo suo. Quindi non con un disco nuovo in cui ci canta e ci suona il risultato dei suoi ultimi sforzi autoriali, ma con un tributo. A se stesso (altro…)

Tutti in Campo

campo-logySteve & The Jerks + Anteenagers M.C. – CAMPO-LOGY (Fish+Lips Records)

La Francia è da sempre un luogo in cui il rock’n’roll è seguito, coccolato, adorato (chiedete a gente come Johnny Thunders, ad esempio, se avete occasione di fare una sedutina spiritica). Non ha sfornato moltissime band che hanno avuto rilevanza internazionale, ma lì la scena è comunque vivissima. Basta pensare che dalla Francia è arrivata gente come Real Kool Killers, Parabellum, Cherokees, Métal Urbain, Les Thugs, Noir Desir…

Questo cd antologico distribuito Area Pirata e licenziato da Fish+Lips raccoglie, dunque, i lavori di un eroe made in France: l’esimio Fred Campo (altro…)

Forse sei un congegno che si spegne da sé

Congegno – s/t (Annoying Records, 2012)

[di Denis Prinzio]

Poco tempo fa riflettevo con un amico un po’ più giovane del sottoscritto – e ben più dentro di me al mondo punk hardcore dei Centri Sociali occupati – sullo stato attuale della scena. Lui era molto scettico su tutto il revival hc anni Ottanta attualmente in corso (e quindi sulle reunion dei vari Peggio Punx, Indigesti e Nerorgasmo), perorando con forza e convinzione la causa del movimento odierno.
Incuriosito dalla sua analisi, sono andato alla ricerca dei gruppi di punta della scena hc: riflettendo sul valore altamente politico avuto dall’hardcore nazionale negli anni d’oro, non ha infatti molto senso appassionarsi ai ritorni di fiamma di band che avevano una ragion d’essere nel loro contesto socio-politico di riferimento; molto più utile cercare di capire le voci dell’oggi.

È così che mi sono imbattuto nei Congegno di Trento; questo cd uscito da pochissimo raccoglie tutti gli otto brani finora editi, ovvero i cinque dell’ep Esiste cura, i due del 7” split con gli Attrito e un altro dal mini cd Sarà un Natale fantastico.
Hardcore profondamente old school nell’animo, ma perfettamente moderno nello stile; pensate a un’evoluzione rabbiosa e feroce che parte dai Negazione, scivola nell’hardcore anni Novanta di Sottopressione e Crime Gang Bang suonato con la compattezza di una qualsiasi band della scena NY. Interessanti anche gli spunti di hc evoluto propri di gruppi come i Snapcase presenti nel brano “Troppo distante”. Ritmi forsennati, stop & go, chitarre affilate che triturano implacabilmente riff su riff, un cantato rabbioso ma mai urlato, efficace dunque nella sua comprensibilità: le parole vengono sputate fuori una ad una per essere recepite e metabolizzate a dovere. “Epidemia”, “Provviste per l’inferno”, “Esiste cura” sono i nuovi inni generazionali per un manipolo di giovani punk disposti in pieno a raccogliere l’insegnamento dei padri e dei fratelli maggiori.

Si avverte il bisogno di gruppi come i Congegno: questa è musica per chi pensa che l’hardcore non sia solo roba per nostalgici e passatisti, ma abbia una dignità artistica contestualizzabile nei tempi disgraziati che siamo costretti a vivere.

Catzilli e siluri

Johnny Grieco – bad BaBy (GRRR zetic, 152 pag, 2011)

Johnny è l’alter ego artistico – che convive in un rapporto simbiotico-conflittuale col suo altro aspetto – di Gianfranco Grieco; insieme, JG & GG sono responsabili di produzioni che spaziano dalla musica alla poesia, dalla grafica al fumetto. Il tutto in un arco iniziato a metà anni Settanta e ancora oggi in piena parabola ascendente, visto che i due Grieco sono sempre impegnati nei loro progetti, continuamente in moto.
Per chi ancora non ci fosse arrivato o fosse giunto da queste parti da poco, Johnny Grieco è “quello” dei seminali – che termine di merda, ma ci siamo capiti – Dirty Actions, “quello” di Le Silure d’Europe, “quello” del Catzillo… disegnatore, cantante, performer, poeta, produttore, ex modèlo (pronunciato alla sudamericana) nella Milano da bere e da pere, musicista, fanzinaro degli albori, mail artist e blablabla. Un’eminenza grigia del panorama underground e non italiano, per chiudere il discorso.

Questo bad BaBy è un volume che si concentra sull’aspetto fumettistico/vignettistico, raccogliendo centinaia di disegni, sketch, vignette, tavole, veloci scarabocchi e vere e proprie opere artistiche.
Si va dalle caustiche vignette di satira politica di fine Settanta/primi Ottanta (tra le mie preferite: mi hanno riportato ai miei 10-11 anni, quando dei giornali che leggeva il mio papà io guardavo solo le vignette satiriche, spesso senza capirci un cazzo visto che non ero esattamente informatissimo a quell’età fatta di Big Jim, biciclette Saltafoss e cassettine di musica registrata a caso dalla tv…), ai testi di canzone illustrati. E poi c’è il mitico Catzillo, che se non lo conoscete vi conviene provvedere immediatamente perché è una delle schegge più iconoclaste, candide e urticanti del fumetto underground italiano.

Se – come me – siete della generazione dei bimbi degli anni Settanta, in questo bel libro troverete molte suggestioni che vi riporteranno a quei tempi e alla logica conseguenza che, in qualche modo, furono gli anni Ottanta. Si respira l’aria elettrica del fumetto non allineato, quello che ha la sua tradizione più nota ne Il male, in Cannibale, nel vecchio Linus, in Frigidaire… il tutto – però – con una vena innegabilmente legata al punk.

Questa è storia. Godetevela. E io, intanto, attendo il libro che GG/JG sta completando sulla storia dei Dirty Actions (se non ho capito male)… lì se ne leggeranno delle belle davvero.

Disulfiram: non solo Lamette

Simone Lucciola – Disulfiram (PerroneLab, pag. 71)

Disulfiram è l’antidoto: alle ossessioni del quotidiano, alle insensate meraviglie bucoliche o alle gelide intermittenze della metropoli.

Disulfiram è una raccolta di liriche tascabile, come un pacchetto di Gitanes (altro…)

Un’antologia di scritti per Chris D

Minute_to_prayIn questi ultimi anni si sono un po’ perse le tracce di Chris Desjardins, il deus ex machina dei Flesheaters e dei Divine Horsemen.

Ci ha gettato in pasto giusto una manciata di cosette; la più eclatante (almeno per un quarto d’ora lo è stata) è una reunion a tempo determinato dei Flesheaters per il festival All Tomorrow Parties. (altro…)

Jay da antologia

jaycd.jpgJay Reatard – Singles 06-07 (In the Red, 2008)

Mai mi ero filato i Reatards e tutti i progetti in cui ha avuto – e ha – le mani in pasta Mr Jay Lindsey. Chissà perché poi… ma proprio non trovavo nessun motivo di interesse, così a pelle, in ciò che questo nativo di Memphis propone.
Errore, devo confessarlo. Pur essendo ancora ignaro di quasi tutto il suo repertorio, infatti, è piuttosto chiaro dall’ascolto di questa compilation di singoli (negli ultimi anni ha fatto praticamente solo singoletti vinilici il ragazzo: scelta grandiosa e decisamente “contro”) che c’è talento, attitudine, la giusta rozzezza e passione bruciante a go-go.

Da profano, arrivato con l’ultimo treno, ammetto di essere rimasto piuttosto colpito da questo personaggio; e dire che lo conoscevo marginalmente e quasi solo per un episodio primaverile che l’ha visto protagonista di una serie di polemiche e intemperanze online, in seguito a un concerto con problemi di security e – di conseguenza – interrotto dal signor Reatard (leggete questo post preso direttamente dal blog di Jay per sentire la sua campana). Jay è una discreta testa calda (per non dire di ca**o), ma con una dose da cavallo di talento.
I singoletti di questa compilation sono un gustoso mish-mash di garage rock, garage Sixties, punk, Sixties pop, lo-fi, post punk, rock e r’n’r blues/punk sbiellato (diciamo quello tipico del Goner Sound): il tutto apparentemente potrebbe sembrare eterogeneo, ma basta un ascolto per sentire tangibilmente che c’è un filo conduttore in tutto ciò. Oltre alla figura di Jay, c’è un’attitudine e una certa personalità nel songwriting, sempre tenendo in mente che non  stiamo parlando di uno sperimentatore (per fortuna!) o di un pioniere di nuovi suoni.
Un bell’ascolto, quindi, tanto variegato, quanto sanguigno e punk (a modo suo). Poco aggiunge, sinceramente, il dvd bonus che contiene alcuni live show caotici e tumultuosi… sarà che non sono un fan, in genere, dei video dal vivo. Un bel documentario sul personaggio, piuttosto, sarebbe un’ottima visione! Se qualcuno vuole raccogliere il suggerimento…

Per chiudere aggiungiamo che – oltre a scrivere (tanti: è prolifico come un coniglio infoiato) bei brani – Mr Reatard in studio spesso suona tutti gli strumenti (mentre dal vivo si avvale, ovviamente, di musicisti… gli ultimi con cui sta suonando sono davvero personaggi che non sfigurerebbero in un documentario su disadattati e postadolescenti suburbani).
Come se non bastasse, nel 2008 Jay ha iniziato – e sta per completarla – una collana di singoli vinilici pubblicati a raffica (e i nedizioni piuttosto limitate) dalla Matador. La collana si chiuderà con il sesto, in ottobre, a cui seguirà un’altra compilation su cd come questa, che li conterrà.

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