Il bello della diretta

triobanana primaTrio Banana – Bona la prima (Bubca, 2013)

Un’operazione di archivio, per una delle band di punta della nostra amata Bubca: il Trio Banana. In pratica sette brani “perduti”, riesumati e raccolti in un cd-r per la gioia di fan – vecchi e, si spera, nuovi.

Questo materiale risale al periodo 2011-2012, e si tratta (cito dal foglietto interno) di “pezzi registrati in sala prove […] mai più eseguiti e mai diventati canzoni. Eseguiti solo una volta, archiviati e dimenticati in un attimo. Pezzi nati e morti in stato di alterazione mentale (altro…)

Il porco in cielo

pig-can-fly-frontTrio Banana – Pig Can Fly (Bubca, 2013)

Dopo la prova dello scorso aprile 2013, con il cd-r Arthur Dent ep, era chiaro che i neuroni del Trio Banana stavano attraversando un momento di mutazione importante. Troppi funghetti psichedelici nella pasta? Troppe birre del discount lasciate al sole per mesi prima di essere vendute? Probabilmente anche questo. Ma soprattutto una specie di maturazione – ok, Trio Banana e maturazione non stanno bene nella stessa recensione, me ne rendo conto – sonico/compositiva, che sta portando la band verso lidi ferocemente psichedelici, a livello di fritto misto di ghiandole pineali (altro…)

Ti cavo il terzo occhio

threeeyesleftThree Eyes Left – La Danse Macabre (Go Down, 2013)

Italianissimi e ormai con un bel numero di ore di volo sulle spalle, i Three Eyes Left arrivano con una nuova prova sulla lunga distanza – griffata Go Down.

Questo La Danse Macabre è un godurioso mattone di stoner, southern metal e hard psichedelico anni Settanta: dai Blue Cheer ai Down, passando per i mastri Black Sabbath e i Kyuss (ma anche un po’ gli Screaming Trees, per il lato più psych e alcune timbriche vocali) qui c’è tutto. E buttiamolo via… non saranno i re dell’originalità, né si inventano nulla, ma i Three Eyes Left dominano la materia e sono convincenti (altro…)

Una bara fluttuante è per sempre

cover The Oh SeesThe Oh Sees – Floating Coffin (Castle Face, 2013)

[di Manuel Graziani]

Se volete una recensione vera e propria del nuovo album degli Oh Sees cambiate webzine: su Ondarock, ad esempio, ce n’è una così lunga ché mi sono fermato al decimo rigo del primo dei cinque capoversi.

Be’, una cosa è certa. Non ci si annoia mai con gli Oh Sees, e non si avrebbe neanche il tempo di farlo vista la loro cazzo di prolificità. Il nuovo capitolo pubblicato dall’etichetta personale di John Dwyer potremmo definirlo psych-dark-noise, come ammette lo stesso John: “È piuttosto buio e molto più heavy rispetto agli altri album”. Una cosa diversa, insomma, seppur sempre riconoscibile e col bollino blu della band di Frisco (altro…)

The PeΔrls Δre here

peralsThe PeΔrls – s/t (Rijapov, 2013)

Io negli anni Novanta, quando leggevo NME e iniziavo a vedere il termine “shoegaze”, mica avevo capito cosa cacchio fosse. E avevo la sensazione che fosse roba che non mi piaceva. Poi in realtà, ad esempio, i My Bloody Valentine li ascoltavo anche (rigorosamente sempre quando ero in botta pesante da trip o altra robetta spianante) e mi gustavano. Però, a oggi, ancora non mi è chiarissimo il concetto di shoegaze.

Le The PeΔrls si definiscono così, appunto, ma devo dire che oltre alle ovvie influenze prischedeliche/psicotrope, ci trovo molto più garage rock che altro, nel loro sound (altro…)

Duodenum Maximum

duodenumDuodenum – Let It Shine (Bubca, 2013)

Nuova secrezione per i nostri vecchi amici Duodenum, alias Tab_Ularasa di Bubca e una mezza dozzina di altre band come minimo (tra cui Trans Upper Egypt, per dire) e Massimo (Number 71 Monobanda).

La formula è quella classica duodenale: presa diretta selvaggia, registrazione no-fi & lo-fi (questa volta il tutto è stato inciso utilizzando l’impianto di una band che i più vecchietti ricorderanno: i mitici Pikes In Panic di Siena!), pezzi brevi, semplici e sguaiati (altro…)

Into the Nineties

cover Purling HissPurling Hiss – Water On Mars (Drag City, 2013)

[di Manuel Graziani]

Mettere su Water On Mars dei Purling Hiss e sprofondare negli anni ’90 è un tutt’uno.
Il primo pezzo, “Lolita”, è un assalto grunge sabbatthiano che sfiora il plagio dei Nirvana epoca Bleach. Poi tocca all’ariosa deflagrazione alt-rock “Mercury Retrograde”, secondo mezzo plagio ma dei Lemonheads targati ‘92/’93, quando il signor Evan Dando faceva bagnare le mutandine di vecchie e bambine. E non c’è due senza tre ché in “Rat Race” sembra di sentire d’emblée i migliori Smashing Pumpkins (detto da uno che non ha mai sopportato troppo Billy Corgan) e subito dopo la chitarra di J Mascis che sostiene imperiosa l’obliqua melodia dei Pavement (altro…)

Banana trip

Trio Banana – s/t (Bubca, 2012)

Ancora Bubca, ancora Trio Banana (alias Tab_Ularasa, Mr Wolfman e Doctor Dead), con un cd-r di sublime rumore psichedelico, diy punk lisergico, proto-hardcore intriso di lsd e codeina.  So che molti si domandano perché tanto entusiasmo per uscite così, registrate male, prodotte all’insegna del lo-fi più impenitente e sfrontato, fuori da ogni moda e genere… beh, questi molti evidentemente non hanno ancora compreso la differenza tra prodotto e musica; tra comprare i cd da Mediaworld o all’Esselunga e battere i negozi dell’usato sporcandosi coi vinili mezzi mangiati dal tempo e dai ratti (altro…)

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