Dictators NYC: parola di “Handsome Dick” Manitoba

logo dictatorsI Dictators NYC (che sono l’ultima incarnazione dei mitici Dictators), sono in Italia per quattro live fra la fine di luglio e i primissimi giorni di agosto. Mi si è presentata la ghiotta occasione di scambiare due parole con “Hansdome Dick” Manitoba via email e non potevo esimermi… del resto il loro Bloodbrothers è uno dei miei dischi del cuore (ok, ok ,ok… lo so che a tutti piacciono i primi due, ma io devo sempre fare quello che non ci ha capito un cazzo, dunque lasciamo perdere e basta) (altro…)

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Teppa da porto

king mastino refuseKing Mastino – We Refuse To Sink (White Zoo/Sailors Overdrive, 2014)

E con il vento in poppa, i cannoni carichi e gli arpioni pronti all’arrembaggio, arrivano ancora una volta i King Mastino, con un cd intero di punk-hard-metal-rock’n’roll.

Parafrasando un evergreen delle filastrocche per bambini, per descrivere questi 11 pezzi (12 sul vinile) basterebbe la locuzione: “E’ arrivato un bastimento carico di turborock”. Ma a ben pensarci, ci trovo un gusto leggermente diverso da quello taurino, testosteronico delle band più o meno ispirate ai Turbonegro e allo speed-rock nordeuropeo (altro…)

Un bicchiere coi Derelitti

derelittiI Derelitti – Come se non ci fosse un domani (autoproduzione, 2013)

Torino Motor City, anno 2013. Quattro avanzi di pub marcio entrano in studio e incidono questo album (che esce in edizione ultralimitata, in vinile colorato, per dire) ispirandosi alle loro passioni più proibite: il rock’n’roll fetido, il protopunk più ignorante e buzzurro, il glam rock più puzzolente, l’hard rock più svergognato… risultato? Un cd divertentissimo davvero, di hard’n’roll punkizzato in italiano, sguaiato, terrone (perdonatemi il termine, ma credo ci siamo capiti), semplice ed esplosivo (altro…)

Motor City is burning

mc5picAltro riciclaggio di articolone che scrissi per un nota o quasi testata italica, che non è mai stato pubblicato, né pagato ovviamente. Dopo un paio d’anni mi sento di poterne fare uso a discrezione, non esistendo vincoli di sorta.

Questa è l’ennesima vicenda di perdenti del rock. Gente che ha influenzato generazioni a venire, ha segnato l’immaginario popolare e il corso della storia, ma in pratica non ne ha tratto alcun beneficio, a parte un tardivo riconoscimento. Stiamo parlando dei Motor City 5, alias MC5, forse la più devastante formazione di rock’n’roll, hard rock, proto-metal e proto-punk mai partorita dalle viscere metalliche del Michigan. Tre dischi epocali tra il 1969 e il 1971, poi un vortice di droga, arresti, progetti che naufragano e decessi, fino a scomparire in una coltre d’anonimato, diradatasi solo con la tardiva reunion del 2004… signori e signore, ecco la storia di Wayne Kramer, Dennis Thompson, Fred “Sonic” Smith, Rob Tyner e Michael Davis (altro…)

Street walking cheetahs under the Duomo

nerodoggsNero And The Doggs – Death Blues (White Zoo/VoloLibero/Rocket Man, 2013)

Da qualche anno a questa parte l’appuntamento con un nuovo album dei Doggs è immancabile e preciso. Ne sfornano regolarmente, costanti, testardi, bastardi e imperterriti – nonostante le classiche difficoltà che tutti conosciamo.

Questo nuovo Death Blues segna anche un cambiamento della ragione sociale della premiata ditta Doggs, che diventano Nero And The Doggs – impossibile non cogliere il parallelismo con la metamorfosi Stooges/Iggy And The Stooges avvenuta tra Fun House e Raw Power (altro…)

Stella Maris, pensione completa

stella marisStella Maris Music Conspiracy – Operation Mindfuck! (autoproduzione – distr. Area Pirata, 2013)

Lo so, sono un deficiente, ma per quanto il nome di questa band (peraltro – lo dico subito – notevolissima) sia tratto da una trilogia libresca cult anni Settanta, a me Stella Maris fa venire in mente i nomi delle pensioncine sfigate delle località liguri (peraltro se non ricordo male, proprio in uno Stella Maris nacquero più o meno ufficialmente le Brigate Rosse nella notte dei tempi).
Detto ciò, giusto per rendermi subito ridicolo, il cd in questione è una bombetta deflagrante davvero speciale (altro…)

Rocking Trieste

kornalcieloPer un banale disguido (tipo: materiale spedito a un vecchio indirizzo di posta, una casa dove ormai non abito più) i due cd della Kornalcielo di questa recensione mi sono arrivati con un po’ di ritardo. Amen. L’importante è che ci siamo.

In mano, dunque, mi trovo un paio di dischi made in Trieste (King Bravado e Black Mamba Rockexplosion) – a testimonianza di una scena tutt’altro che dormiente. Anzi: il nord-est da un po’ si dimostra bello guizzante come non lo si ricordava da tempo (altro…)

Dog eats dog

The Dogs – Hypersensitive (Detroit Music, 2012)

[di Franco “Lys” Dimauro]

Negli anni ‘60/’70 aprirono per tutti. Ma proprio tutti.
Dagli MC5 ai Ramones, passando per Amboy Dukes, Stooges, Television, AC/DC, Kiss, Dictators e Alice Cooper. Ogni rock show che contava si portava dietro la gabbia coi suoi mastini. E dentro c’ erano sempre loro: i Dogs. Nonostante ciò, al rientro dal loro tour inglese del ’79, i Dogs non riescono a ottenere neppure una data nella loro Los Angeles. A Loren Mulinare andrà molto meglio quando, in piena febbre sleaze, metterà su i supertatuati Little Caesar mascherando in parte il suo amore per il Motor-City sound e il punk che torna oggi ad alzare la testa col nuovo disco inciso col vecchio branco. Un signor disco che maschera abilmente le rughe con 12 brani di rock ‘n roll old-style.

Tra i fantasmi stoogesiani (“In on The Out”), gli omaggi alla storia di Detroit (“Motor City Fever”) e le sagome Ramones (“Punk Rock Holiday”) emergono alcune delle più belle punk song ascoltate quest’ anno: “Good Time Girls”, “What goes in quiet comes out loud”, “Nothing lasts 4 ever”, “You can’ t catch me” e la sempre immortale “Slash your face”.
Mettetevela voi la museruola, va.

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