Doppia dose

double dropPip Carter Lighter Maker – Double Drop (HeyMan, 2014)

Dopo circa un decennio di ottima autoproduzione senza compromessi, i Pip Carter Lighter Maker approdano al loro primo lavoro licenziato da una label; e per celebrare scelgono di attingere – in parte – al loro repertorio passato, recuperando alcuni brani dell’ultimo disco autoprodotto, abbinati a nuove composizioni… insomma, una sorta di showcase di ciò che è stato e di quello che è (altro…)

Diamonds in the wild

i-see-you-by-my-side-pip-carter-lighter-makerPip Carter Lighter Maker – I See You By My Side (autoproduzione, 2012)

Un nuovo lavoro della nostra vecchia conoscenza Pip Carter Lighter Maker, che zitti zitti se ne escono con un altro cd-r autoprodotto veramente notevole. La loro anima è sempre più colorata di Sixties pop e psichedelia, con tinte garagistiche (mai troppo violente): il songwriting è da paura, così come l’approccio fedele a sonorità e stilemi d’epoca. (altro…)

Ebbene sì, maledetto Carter!

Pip Carter Lighter Maker – Western Civilization (autoprodotto, 200?)
Pip Carter Lighter Maker – TheNightmareBeforeTheDayAfter (autoprodotto, 200?)
Pip Carter Lighter Maker – Candy ep (autoprodotto, 200?)
Pip Carter Lighter Maker – s/t (autoprodotto, 2008)

Sorpresa. Chi sono questi Pip Carter Lighter Maker? Onestamente non saprei rispondere nemmeno dopo averli ascoltati e avere cercato un po’ in Rete – sono italiani, forse modenesi, si sono formati 5-6 anni fa. Quello che so, invece, è che questi tizi si sono autoprodotti un tot di cd (autoproduzione hard, ma di classe: non i cd-r della Verbatim a 10 euro al pacco, con le copertine fotocopiate; ma neppure i cd stampati in fabbrica e tipografia… quella via di mezzo un po’ bohemienne e stilosa dei cd-r con le copertine stampate col computer su cartone pesante e i cd-r masterizzati, ma con la stampa sul dorso), questi tizi sanno il fatto loro e questi tizi sembrano una band anglosassone in odore di botto, pur non essendo affatto anglosassoni.

La parola d’ordine è psichedelia – in particolare nei due cd che più mi sono piaciuti nel lotto, ovvero Western Civilization e l’omonimo Pip Carter Lighter Maker – ma l’anima della band è anche fortemente pop. Attenzione, però… parliamo del pop Sixties, quello raffinatamente artigianale, quella forma d’arte che ha plasmato (non dimentichiamolo) le prime leve del punk rock settantasettino e le vecchie guardie del garage rock.
Forse sarò banale, ma ascoltando i due cd di cui sopra ho pensato ai Pink Floyd, a Syd Barrett e ai Velvet Underground, il tutto un po’ più ripulito e laccato, con una punta di modernità britpop (che emerge prepotentemente – rendendo un filo più commerciale il sound – in TheNightmareBeforeTheDayAfter e nell’ep Candy). Per fare un discorso più generale, pensate ai Brian Jonestown Massacre in trip più barrettiano/beatlesiano e con un’aura meno tossica, sporca e nichilista. Anzi, diciamo pure che nel suo essere psichedelica, la musica dei PCLM è molto solare e rimanda a immagini di giornate passate a rosolare al sole in un campo, ben pieni di birra e di oppiaceo. O di caro vecchio acido lisergico, se mai se ne trovasse ancora in giro.

Misteriosi? Forse. Fuori moda? Di sicuro. Ma geniali e filologici da far paura. Consigliati – a meno che non abbiate necessità di violenza sonica a livello costante: in quel caso, meglio che vi rivolgiate altrove.

PS: un curioso dettaglio… dei quattro cd recapitati, almeno tre sembrano usati; la superficie su cui passa la lente del lettore è infatti tutta graffiata e macchiata come accade ai cd che vengono lasciati in giro e maltrattati. Chissà che storia hanno. Magari banalissima, magari bizzarra. Chi lo sa… e per una volta è bello così.

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