Tabula rasa elettrificata

fossaTab_Ularasa – Dolci di fossa (Destroyo, 2014)

Destroyo è un marchio dell’universo Bubca. E solo per questo dovreste già volere il cd-r in questione, se avete una vaga idea di ciò di cui si sta parlando.

Tab_Ularasa è il boss di tutta la faccenda, nonché uno degli “artisti” di punta del roster (minchia quanti termini forbiti… sembra di essere su Outsider o su Blow Up) (altro…)

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N(u)ovi? No… svizzeri!

cover FedoraSaura_LaViaDellaSaluteFedora Saura – La via della salute (Pulver & Asche Records, 2014)

[di Manuel Graziani]

Si proclamano anti-cristiani e anti-capitalisti. Citano il teatro-canzone e i CCCP, Nietzsche e Deleuze. Usano il verbo performare e aggettivi quali provocatorio e destabilizzante. Per me, che sono un vecchio rocker di provincia, già basterebbe per non pensarci più e lanciare dalla finestra il secondo disco del gruppo svizzero del Cantone Ticino, come dicono loro, “terra di invisibili confini culturali”. Un disco che mi sa avrei fatto bene a stendere al collega Maicol Brambilla (altro…)

Tre dita nel culo del cantautorato indie

cover 3 Fingers Guitar - Rinuncia all'eredità3 Fingers Guitar – Rinuncia all’eredità (Snowdonia/Rude/Neverlab/DreaminGorilla, 2014)

[di Manuel Graziani]

Da qualche tempo, troppo tempo a mio modesto parere, nel Belpaese va alla grande il cosiddetto cantautorato indie che è mediamente giovane, carino e disoccupato. E che non dà fastidio a nessuno.
Fortuna che in Italy ce n’è anche un altro di cantautorato, più viscerale e “hardcore”, che agli indie canterini di cui sopra ci infila tre dita nel culo e le tira fuori piene di merda (altro…)

Anomie e anomalie

Moster Dead – s/t (autoprodotto, 2011)

E via un’altra cassetta, a dimostrazione che la scena dei nastri, con il loro sapore di modernariato, è viva e vegeta. Anzi, sembra in espansione.
Il duo romano dei Moster Dead gravita nella galassia del lo-fi, del do it yourself, della sperimentazione anomala e anomica (ah le reminiscenze di sociologia dell’università); il tutto solidamente inquadrato in un contesto rock/punk/no wave minimale e spolpato.

L’intera faccenda nasce e si evolve intorno a basso, batteria e voce, seguendo sentieri contorti, con brani che spesso danno l’impressione di essere jam estemporanee in cui viene catturato un mood inaspettato e non programmato. Mi ricordano leggermente i Suicide – ma poco, a onor del vero; mentre li trovo più affini alle cose stralunatissime dell’Alan Vega solista, ma senza la scimmia rockabilly sulla schiena. Anzi, qui ci si trova anche a fare i conti con un po’ di psichedelia malata, di drug rock anni Novanta, di tribalismo post punk e di vocalizzi devianti molto arty… tutti elementi che rendono davvero eterogeneo il menu dei Moster Dead (tra l’altro ex Cactus ed ex Last Wank, per chi segue la scena italica da vicino).

Questa è musica bizzarra, adatta ai pomeriggi drogati – no fumo e fricchettonerie varie: solo roba chimica e possibilmente con una buona base anfetaminica – da spremere e far colare via sul pavimento. Musica da disagio, che mi ricorda il finir degli anni Ottanta con quelle lunghe giornate di tardo autunno passate a masticare Plegine, berci dietro Urbok e ascoltare canzoni in repeat. Roba forte.

Se volete il disco, lo trovate in free download su Bandcamp. Per la cassetta (oggetto pregevole davvero) invece dovete sborsare qualche euro e contattare la band.

MOSTER DEAD by MOSTER DEAD

Ci facciamo uno spritz?

Les Spritz – Pajaso (Lemmings Records/Have you said midi?/Whosbrain Records/Musica per organi caldi, 2010)

Che la Sicilia sia da sempre terra fertile per band dell’area alternativa/underground è un fatto noto; così come è noto che spesso queste band restano come rinchiuse nel caldo guscio della loro Sicilia, ricevendo raramente le attenzioni e l’esposizione che meritano anche altrove.
Questi Les Spritz confermano di sicuro la qualità della scena sicula, con un noise rock strumentale nervoso, jazzato e schizoide – figlio di No Means No, dei Sonic Youth, della no wave newyorkese, dei Big Black e (perché no) dei semi dello stoner e del desert rock.
A scanso di equivoci devo dichiarare di non essere un conoscitore, né un vero amante del genere, per cui mi limiterò alle mie personalissime impressioni, che potrebbero avere un valore prossimo allo zero assoluto. Ad ogni modo Payaso è un buon ascolto: duro, spigoloso, asimmetrico e lontano dal narcisismo artistoide fine a se stesso; imprevedibile quanto basta (senza osare troppo… e ben venga, per il sottoscritto), crea sentieri agevoli da percorrere anche per un cafone rockettaro come me.

A suggellare il legame con l’universo del buon Albini, c’è il particolare che l’album è stato masterizzato da Bob Weston (degli Shellac)… un tocco in più che aggiunge aura e compattezza al prodotto finale. Ho goduto molto leggendo che esiste anche una versione limitata su vinile – peccato, a me è arrivato il cd, che comunque è in confezione fighissima, quindi non  ho nulla da lamentarmi.

Ottima band, non facilissima da metabolizzare, ma da ascoltare senza dubbio.

Uccidi i tuoi idoli. Ma scegli bene

killidolsKill Your Idols, La storia della scena art-punk No Wave di New York (2004, 70 min., di Scott Crary)

Chi ha fegato da vendere da uccidere i propri idoli?
Bruciare le icone e le bandiere con cui la Generazione X ha tappezzato infinite pareti di case dello studente: giovani universitari, nerd, intellettuali, emarginati, disperati alle prese con frullatori impazziti (altro…)

Teenage Jesus & the Jerks… again

Se vi capitasse di essere in quel di New York intorno al 13 giugno, preventivate di fare un salto allo Knitting Factory: potreste beccarvi uno dei due concerti di reunion dei Teenage Jesus & the Jerks, miti della no-wave newyorkese capitanati dalla geniale pornostrega Lydia Lunch e dal folle musico James Chance. Si vocifera anche della presenza di Jim Sclavunos (ex Teenage Jesus & the Jerks, ex Sonic Youth e ora nei Bad Seeds dell’illustre Nicola Caverna). Ci saranno anche altre band durante la serata, ma la scaletta è ancora da scoprire.

La reunion (che il gruppo ci tiene a definire decisamente estemporanea, senza alcun piano per il futuro) è stata decisa per completare la presentazione del volume No Wave: Post-Punk. Underground. New York. 1976-1980 di Thurston Moore e Byron Coley, in uscita il primo giugno.

Sempre a giugno, inizierà una campagna di ristampe della Atavistic, che farà uscire tutti i lavori dei Teenage Jesus & the Jerks.
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