Rocking and rolling with Mr Parsons

Dave Parsons – Unstable (Nicotine, 2011)

Un bel colpetto della Nicotine, se pensiamo che questo attempato signore registrato all’anagrafe come Dave Parsons altri non è che uno dei membri fondatori di un gruppetto che magari qualcuno ha sentito nominare una volta o due… si chiamano Sham 69
Eh già, proprio loro. Amati oppure odiati, chiacchierati o venerati come maestri di pensiero, comunque la si veda sono una band fondamentale del pub rock e punk rock albionico.

In questo cd Parsons veste i panni del solista rispolverando un approccio più aperto e rock, che non si distanzia troppo da quello che fece nei Wanderers, una piccola meraviglia che lasciò un solo album ai posteri, con Stiv Bators alla voce. Brani energici, melodici, sfaccettati, in cui il punk è un aroma distinguibile – ma non quello dominante. Qui c’è soprattutto il power pop, il rock’n’roll, la new wave, il rock bubblegum spensierato e un po’ pericoloso (per intenderci quello prima dell’avvento dei dinosauri sniffatori di cocaina e portatori sani di Limousine). Il tutto in salsa molto British, se si capisce ciò che intendo.

Niente inni da cantare sotto al palco con gli anfibi ai piedi e la birra alzata al cielo, dunque, ma 14 bei brani maturi senza essere barbogi e scoreggioni. Un bel disco rock nel senso più ricco e intrigante del termine, ben concepito, ruvido al punto giusto ma ben prodotto, che difficilmente può deludere. Anzi…

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Hey bambola rotta, cosa fai stasera?

Brokendolls – Two Fiftynine (Nicotine/Tornado Ride, 2011)

Hard punk coi testicoli bene arroventati è la definizione che immediatamente viene alla mente ascoltando le prime note del cd dei veronesi Brokendolls (altro…)

Dalle viscere del NYHC…

Urban Waste – Recycled (Nicotine, 2011)

Sono molto sospettoso e cinico di regola – ai limiti del pregiudizio – nei confronti delle reunion delle band che si risvegliano dopo 30 anni. Più ancora se sono piccoli culti o gruppi misconosciuti, che hanno pubblicato magari solo un 7″ nei primi anni Ottanta. Il motivo? Semplice… nove volte su dieci si tratta di formazioni che sono minori per un motivo ben preciso (cioè che non valevano molto). E in caso contrario, comunque, le reunion tardive sono pietose. Vedere/sentire dei quasi cinquantenni che tentano di rinverdire i fasti dei loro 16 anni punk è piuttosto patetico, no?

Fatta questa introduzione, è innegabile che non mi approcciavo agli Urban Waste nel migliore dei modi, visto che ebbero il loro momento di gloria nei primi anni Ottanta  (tra il 1981 e il 1984, per la precisione), nella New York dell’hardcore nascente: nel 1982 incisero un rarissimo singolo seminale, da molti ritenuto una pietra miliare del NYHC (scaricatelo QUI) e spesso bootlegato come manufatto rappresentativo di un’epoca aurea, per poi sciogliersi e dar vita agli anonimi Major Conflict. Con queste premesse – gruppo meteora e seminale, sparito da decenni – leggere che questo Recycled è una ristampa italiana di un disco inciso lo scorso anno dalla band riformata ha subito attivato il mio meccanismo difensivo anti disco pacco. Ma fortunatamente è andata molto meglio del previsto.

Recycled sarà anche un’operazione che – di primo acchito – puzza un po’ di bufala, ma al netto delle sensazioni aprioristiche funziona. Il disco è cattivo, duro, ruvido e hardcore. Quell’hardcore intriso di anni Ottanta e di Grande Mela, da cui gli Agnostic Front molto hanno preso e a cui molto hanno dato (non per nulla gli Urban Waste sono citati da Roger Miret come una delle sue band preferite). La maggior parte dei brani sono stati scritti quasi 30 anni orsono e si sente, ma anche i più recenti funzionano più che dignitosamente, ritraendo un gruppo che – nonostante tutto – è ancora in grado di reggere. Certo, il genere deve piacere e occorre la giusta disposizione d’animo nei confronti delle operazioni nostalgia, pena una certa noia. Ma è – appunto – una faccenda di gusti.

L’unico vero appunto che mi sento di fare è: c’era davvero bisogno di questo album? Probabilmente – nella mia ottica da necrofilo – avrebbe avuto molto più senso una bella stampa su cd del 7″ arricchita da brani dal vivo e frattaglie varie d’epoca, più un bel booklet con foto e storia della band. Ma probabilmente non c’erano i margini per una release simile… per cui taccio.

Detto questo: un buon lavoro della Nicotine, che continua imperterrita nella sua missione.

Un mezzo genio all’ombra dei Ramones

Skinny Bones & The Gonedaddys – Shot My Tv (Nicotine, 2009)

Alberto della Nicotine è un grande; e non solo perché mi manda sempre i dischi della sua etichetta. È un grande perché malgrado tutto continua a credere nel fottuto r’n’r e si sbatte in ‘sto Paese tatangelato nel diffonderlo senza paraocchi, preclusioni e infantili settarismi (altro…)

Quadretti acustici country blues dalla Svezia

The Chuckies – s/t (Nicotine/Tornado Ride, 2009)

I truci rocker svedesi con uno dei più bei nomi in circolazione – The Chuck Norris Experiment, ne parlai anche su queste pagine – hanno lasciato le chitarre elettriche in cantina e si sono presi una vacanza per ripulirsi le orecchie e l’anima (altro…)

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