Illuminalismo

Luminal – Io non credo (Blackfading/Action Directe/New Model Label)

Uhm. Si leggono meraviglie, in giro, di questi Luminal. Per descriverli – e osannarli – si usano definizioni che spaziano dal rock’n’roll al post punk, dalla canzone d’autore all’indie rock. E in effetti il loro sound è un mix di tutte queste componenti, a cui aggiungerei una certa sensibilità pop (per quanto mi concerne fin troppo marcata, ma son gusti personali) e una bella botta di new wave all’amatriciana.

Il risultato è un dischetto che al terzo o quarto ascolto inizia a far girare le rotelle (non nascondo che i primi due tentativi sono andati tremendamente male, complice forse il malumore e la mia naturale propensione a sonorità molto più ruvide).
Certo è molto italiano, è molto melodico, è rock’n’roll patinato da copertina di magazine che puoi comprare all’autogrill (non facciamo nomi, via) ed è incontrovertibilmente derivativo; ma ha anche un bel modo di presentarsi, oltre al pregio di recuperare a tratti un sound che non è più di moda o mainstream da tempo, per cui l’effetto è fresco e gradevole. Poi ci sono i testi, che – deo gratias – sono piuttosto profondi e non sconfinano nel nonsense finto-autoriale, ma neppure nella leggerezza al gusto Big Babol.

Detto questo, però, ribadiamo il concetto: questo è rock’n’roll da stampa istituzionale. Nulla di male, per carità, ma la linea è spessa e pesante: da una parte c’è l’underground sanguigno e oscuro; dall’altra band come i Luminal, che ci provano (e a ragione), ma si lucidano, arrangiano, producono e forniscono una versione del rock’n’roll che è lontana da quella che qui nelle catacombe di Black Milk va per la maggiore. E’ un po’ la differenza che potreste trovare tra i Quattro salti in padella e lo stesso piatto cucinato da voi con ingredienti colti dal vostro orto o da quello dei vostri amici; le buste Findus sono anche buone, ma i due piatti sono solo lontanamente accostabili.

PS: Sono prodotti da Santini dei Disciplinatha.

Annunci

Un monolocale alla Bastiglia

No Strings Left – La Prise de la Bastille (New Model Label, 2010)

Un altra uscita per l’attivissima New Model, che stavolta punta sui partenopei No Strings Left, giunti al debutto sulla lunga distanza (dopo un ep) (altro…)

Delusi dalle lesbiche, si diedero al rock

Deluded by Lesbians – The Revolution of Species (New Model Label, 2010)

La confezione “so Nineties” di questo cd mi ha piacevolmente spiazzato: è infatti contenuto in una bustina che sembra fatta con il tessuto di una tovaglia quadrettata da osteria (altro…)

Quei gran figli… favoriti

speedjackers_favourite-_smallSpeedjackers – Favourite Sons (New Model Label, 2010)

Uhmmmm… formazione a sei, per i vicentini Speedjackers: già, hanno ben tre chitarre, nella tradizione dei Lynyrd Skynyrd. E la faccenda si fa interessante, lasciando presagire dosi di cara e sanissima ignoranza southern (altro…)

I Got a Violet: violette e risacca sonica

igav_cover_web1I Got a Violet – Backwash (New Model Label, 2009)

Una nuovissima band con un cd fresco fresco, uscito per un’altrettanto nuova label ferrarese (la New Model Label).

Gli I Got a Violet sono in tre e si rifanno al concetto di contaminazione (cito dalla loro bio); per fortuna contaminano generi che mi gustano, perché non avrei retto un gruppo crossover o funky metal! (altro…)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: