Matrioske punk d’antan

cover-svetlanas.jpgSvetlanas – KGB Session (2009)

Sarà che sono vecchio e stanco, sempre più stanco. Ultimamente poi mi sono successe due cose a dir poco singolari: la prima, bellissima, forse la miglior cosa possa capitare a un essere umano; la seconda, drammatica, forse la peggior cosa possa capitare ad un essere umano, anche se per fortuna mi ha solo sfiorato… per adesso. Be’, dicevo, sarà questa cazzo di stanchezza e ‘sto stato d’animo che sfiora pericolosamente il disturbo bipolare, ma certe cose – seppur ininfluenti – non riesco proprio a digerirle. Per esempio che un disco punk esca soltanto in distribuzione digitale. Ecco, mi pare una cazzata. Così come mi pare un’altra mezza cazzata continuare a vestirsi di estetica russa vent’anni dopo le provocazioni dei CCCP (che pure loro gonfiarono i testicoli all’inverosimile dopo un po’).

Per farla breve, questo mini delle Svetlanas avrebbe avuto tutto per farmelo odiare.
Eppure non ci riesco.

Intanto apprezzo che mi abbiano spedito i cinque pezzi dentro un fichissimo cd-r simil vinile. E poi “alla fin fine”, come dice sempre Marcello del Grande Fratello, è la musica che conta. E questa mi piace non poco.
Mi piace che un solo pezzo superi il minuto e mezzo: quel “Kremlin Killer” più lento e dilatato degli altri e dal cantato che fa pensare a certe garage band femminili dei Sixties.
Mi piace la velocità felina e rassicurante di “Russian Tiffany”.
Mi piace la voce un po’ Courtney Love di “Chernobyl Boy”.
Mi piace il gustoso Big Babol punk di “Soviet Of Your Heart”.

Insomma mi piacciono. A Olga/Angela (voce), Ivan/Pedro (chitarra), Irina/Chiara (basso) e Jurij/Diste (batteria) consiglierei soltanto una cosa: raggranellate 600-700 Euro vendendo matrioske per strada e con questi pezzi autoproducetevi un vero 45 giri.
Dopo, magari, licenziate l’album vero che mi pare sia nei vostri progetti imminenti.

Dasvidanija.

Post punk party

Per chi non ne avesse abbastanza dopo la scorpacciata fatta con l’imprescindibile libro Post-Punk, ecco il modo di continuare a banchettare quotidianamente con sonorità che spaziano dalla new wave all’hardcore, circoscritte – più o meno rigidamente – nell’arco degli anni Ottanta. Stiamo parlando del blog The Post Punk Progressive Pop Party, consigliatissimo e caldeggiato a tutti, ma soprattutto a chi è più versato nelle sonorità della new wave. (altro…)

Rara Peel Session dei Fugazi

Amanti dei Fugazi, di Ian MacKaye, del Dischord sound e delle sonorità post hardcore anni Ottanta-Novanta, è il momento di cliccare e scaricare qualche mp3.
Andate a QUESTO post di Aquarium Drunkard e accaparratevi quattro bombe registrate dalla band nel novembre del 1988, in pieno periodo Fugazi (ovvero il primo imbattibile ed epocale miniLP – sì, miniLP, come lo chiamavamo una volta).
In quel momento i Fugazi erano decisamente lontani dalla notorietà degli anni a venire ed erano ancora, semplicemente, “il gruppo nuovo di quello dei Minor Threat“. John Peel, tanto per cambiare, li notò e li chiamò a incidere una session rimasta poi nei cassetti per volere del gruppo stesso.

Se poi siete davvero pigri, cliccate direttamente i link qua sotto e non se ne parla più; ma fatelo, se vi resta un filo di amor proprio:

Fugazi :: Waiting Room (Peel Session ‘88)
Fugazi :: Break In (Peel Session ‘88)
Fugazi :: Merchandise (Peel Session ‘88)
Fugazi :: Glueman (Peel Session ‘88)

fugazi-2-small.jpg

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