Motor City is burning

mc5picAltro riciclaggio di articolone che scrissi per un nota o quasi testata italica, che non è mai stato pubblicato, né pagato ovviamente. Dopo un paio d’anni mi sento di poterne fare uso a discrezione, non esistendo vincoli di sorta.

Questa è l’ennesima vicenda di perdenti del rock. Gente che ha influenzato generazioni a venire, ha segnato l’immaginario popolare e il corso della storia, ma in pratica non ne ha tratto alcun beneficio, a parte un tardivo riconoscimento. Stiamo parlando dei Motor City 5, alias MC5, forse la più devastante formazione di rock’n’roll, hard rock, proto-metal e proto-punk mai partorita dalle viscere metalliche del Michigan. Tre dischi epocali tra il 1969 e il 1971, poi un vortice di droga, arresti, progetti che naufragano e decessi, fino a scomparire in una coltre d’anonimato, diradatasi solo con la tardiva reunion del 2004… signori e signore, ecco la storia di Wayne Kramer, Dennis Thompson, Fred “Sonic” Smith, Rob Tyner e Michael Davis (altro…)

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Mods going pop going nuts

smallsfaces [Un altro articolo che doveva uscire su una rivista musicale a tiratura nazionale. Buona lettura…]

Nella seconda metà degli anni Sessanta, il podio dei pesi massimi del rock’n’roll è occupato da Beatles e Rolling Stones; eppure la storia sembra avere offuscato la figura dei campioni terzi classificati, quelli che esibiscono l’onorevolissima medaglia di bronzo: gli Small Faces (altro…)

Screaming Trees: the independent years

stC’erano una volta gli Screaming Trees, il grunge e Seattle… tre ingredienti che mediamente sono uniti in maniera automatica nei pensieri dell’ascoltatore tipo, ma che snocciolati così, senza un’analisi e una contestualizzazione più puntuale, portano a un unico risultato: un bel minestrone incasinato, in cui non si distinguono i sapori e si lanciano tutti gli avanzi del frigo per non buttarli. E invece, cari lettori, qui siamo di fronte a un vero piatto da gourmet, perché questi quattro giovanotti dello stato di Washington, proprio mentre molti dei loro coetanei che infestano le cantine e i garage dell’area di Seattle riscoprono gli Stooges, i Black Sabbath e gli Zeppelin, si rifanno a modo loro alla psichedelia e al garage rock californiano anni Sessanta. Una buona definizione dell’essenza del loro sound viene data da Sounds nel 1989, che li descrive portatori di un “eclettismo nato dal matrimonio tra la prima generazione della psichedelia di Syd Barrett e dei 13th Floor Elevators, l’hard rock primordiale di Jimi Hendrix e il verbo del rock americano anni Ottanta di Black Flag e Husker Du(altro…)

Oops… I did it again (third time)

E’ accaduto nuovamente, e non nascondo di essere piuttosto contento della cosa.

Dopo Iggy Pop, cuore di napalm e 3.7.69 morte di un Rolling Stone, è la volta di Kill ‘Em All, una bella (ok, me lo dico tutto da solo e sono scemo) monografia tutta dedicata all’esordio fondamentale dei Metallica (altro…)

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