Sadico on the rocks

the-sadeThe Sade – II (Kornalcielo/Go Down)

I padovani The Sade all’impatto visivo (almeno per quanto concerne il promo ricevuto) ricordano immediatamente i Mentors dei tempi d’oro. Ed è un riferimento intrigante, anche se gravemente scorretto (altro…)

Annunci

From the dirty side of Bari…

sonic dazeSonic Daze – First Coming (autoproduzione, 2014)

Potenti, tirati e rock’n’roll: sono i baresi Sonic Daze, che debuttano – dopo quattro anni di esistenza – con un ep su cd, registrato in maniera totalmente diy e in analogico (altro…)

Aggiungi un posto a tavola che c’è uno zombie in più

Magnolia Caboose Babyshit – Misocynic (autoprodotto, 2011)

Doh. Potrei iniziare con un complimenti per il nome, visto che è uno di quelli che non si vedono molto spesso (grabbato ai Mudhoney che con questo titolo coverizzarono un brano dei Blue Cheer). Ma sarebbe un po’ poco, francamente… e infatti – per fortuna – la faccenda è più interessante.

Dieci brani, poco meno di mezz’ora totale, per un cd autoprodotto di sano voodoo punk, rockabilly e horror punk garagioso (tipo primissimi Misfits, pre-Walk Among Us). Il primo brano lascia immediatamente il segno e setta il mood del disco: echeggia fortemente di Gun Club, ma con un cantato a tratti baritonale (molto) vagamente alla Danzig. Io quando sento odore di Gun Club drizzo orecchie, peli della schiena e tutto il resto. E infatti questi quattro Magnolia Caboose Babyshit from Recanati non deludono per nulla.

Certo, poi ci sono anche influenze più punkettone e rockettare in gioco, compresa una bella dose di rock australiano, ma il binario comune su cui la band si muove è – appunto – il punk intriso di atmosfere esoteriche stile rituale haitiano, tra guizzi blueseggianti stravolti, riverberi appiccicosi e tempi a tratti stomp. La voce, peculiare e sempre molto effettata, acuisce l’atmosfera da horror della Hammer, quasi fosse quella di un narratore intossicato e infido che ci vuol portare dentro alle sue storie, per non lasciarci mai più andare.

E si viaggia così fino alla traccia numero cinque (“Women I Know”), che riesce a dare una virata inaspettata al tutto: un brano neogarage psichedelico e molto folk rock (diciamo roba alla Peter Sellers & The Hollywood Party, per darvi un’idea). Sia ben chiaro, non è un male, anzi… il pezzo ha un riff evergreen che dopo il primo giro t’ha già agganciato all’amo e ti fa stare lì a ciondolare mentre la musica và.
Chiusa la parentesi più intimista si torna all’aria sulfurea e alle atmosfere torride già descritte, tanto per non sbagliare.

Bel disco davvero e bel gruppo, a testimonianza – ancora una volta – che il garage rock in Italia mai è morto o declinato. Forse s’è solo un po’ nascosto, ma è vivo e vegeto.
Unico appunto: forse dieci brani tutti d’un fiato verso la fine si accusano… ma è una problematica che tutti noi che ascoltiamo e suoniamo questa roba conosciamo bene. Fa parte del gioco.
E ricordate, come dicono i Magnolia Caboose Basbyshit, che “chi va a letto prima di mezzanotte è un mascalzone”.

Samhain: “Archangel”

Post Misfits, pre-Danzig… un gruppetto indigesto al punto giusto, per intenditori. Questa è l’imprescindibile “Archangel”, live.

Sangue cattivo non mente

deadwoDead Vows – Bad Blood (Refoundation Records, 2009)

Un giorno della settimana appena passata arrivo a casa; mi trascino come un’alga bollita, dopo il solito amatissimo lavoro. Nella cassetta delle lettere ci sono due pacchettini: uno di Area Pirata e un altro con mittente che non conosco. Questo contiene esattamente una mezza dozzina di cd promo targati Refoundation Records.

Sono fuori dal giro dell’hardcore italico e dalla scena da quasi 10 anni ormai e non conoscevo la label, che invece sembra darsi un gran da fare (date un occhio al loro sito). Dei 6 cd nel pacchetto, il primo ad attirare la mia attenzione è questo dei Dead Vows. Nero, molto black metal nella grafica (anche se il coniglione vicino al demone lo rende piacevolmente ironico – sarà intenzionale? Spero di sì). E poi non c’è la solita paginetta di comunicato stampa ad accompagnarlo, quindi la curiosità vince e devo sentirlo subito.

Epperò… mica male. Nonostante di hardcore nuovo proprio non ascolti nulla (sono tragicamente fermo agli anni Ottanta/primi Novanta, lo confesso, da almeno 15 anni), gli svedesoni Dead Vows mi sono piaciuti. Molto metal, una specie di Misfits (periodo Wolf’s Blood/Earth A.D.) miscelati con la violenza e le cadenze dell’hc newyorkese macho, l’ignoranza goduriosa dei Motorhead e un po’ di sano sperimentare alla Black Flag ultimo periodo. I suoni sono modernissimi, ma l’anima è – fortunatamente, per me – più old school.

Un disco che fa scattare la scintilla del pogo anche in un ex come me. Tutti nel moshpit con Satana: ogni tanto fa bene ricordarsi di certe sensazioni dimenticate…

Samhain – un disco per l’estate

Ecco una performance live di un brano tipicamente balneare, a firma Samhain. Si tratta di “Archangel“: sentite il sapore di spiaggia,  granite, crema solare, passeggiate sul lungomare. Dopo una dozzina di bombardamenti atomici.

Upset Noise 1990

Direttamente dal 1990, gli indimenticati Upset Noise nel clip di “No One Knows, No One Will“. Ma quanto è Danzig il buon Lucio?

Misfits… so what?

misfitsgroup.jpgUna decina d’anni fa – o poco più – sarebbe stata una notizia da fibrillazione (come in effetti fu, all’epoca), ma il ritorno dei Misfits sui palchi nostrani ormai è quasi un appuntamento come il Festival dell’Unità: sappiamo che ogni anno arriva… a volte anche più di una volta nella stessa annata, a onor del vero, nel caso Misfits – ovviamente nella loro incarnazione Danzig-free.
Ironia a parte, Jerry Only e Robo, ovvero ciò che resta dei Misfits, con l’aiuto di Dez Cadena (ex Black Flag), faranno un paio di date in Italì. Questi gli appuntamenti:
25/04 Trezzo D’Adda (MI) @ Live Club
26/04 Cesena @ Vidia

Per info: www.myspace.com/getsmartagency e www.getsmartagency.com

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: