Reckless Road to Chinese Democracy

reckless.jpgMarc Canter – Reckless Road: Guns n’ Roses and the making of Appetite for Destruction (Shot Hip Press, 2007)

Ho ascoltato Chinese Democracy almeno un paio di volte e non mi ha detto proprio niente. Sono pronto a ricredermi, ovvio: è già successo in passato di sputare su album e gruppi per poi riscoprirli e apprezzarli anni dopo. Ma ora, l’unica cosa che posso fare è mettere mano alla pistola e – complice un concerto del 1988 trasmesso recentemente da Mtv – pensare a quello che sono stati i Guns n’ Roses nella seconda metà degli anni Ottanta (un fenomenale gruppo sleazy-glam-rock-metal, a voi la scelta dell’etichetta) e all’inizio dei Novanta (uno spettacolo da stadio).

E allora vale davvero la pena andare all’origine del mito, perché di mito si tratta: Reckless Road: Guns n’ Roses and the making of Appetite for Destruction è un viaggio nel tempo, un libro fotografico che ripercorre i primi giorni, le prime prove e i primi concerti di Axl Rose e compagni.
Marc Canter, compagno di classe di Slash, ha seguito la futura icona della chitarra dal 1982, documentando tutti i passi che hanno portato al sei giugno dell’85 – quando il ricciolino, Axl, Izzy Stradlin, Duff McKagan e Steven Adler sono saliti insieme sul palco del Troubadour a Los Angeles.

Con tutto il rispetto per chi è venuto dopo, sono questi i Guns n’ Roses, quelli che hanno registrato Appetite for Destruction. E le pagine di questo libro contengono le testimonianze di chi c’era prima che la bomba esplodesse: amici, nemici, manager, discografici, groupies e vai così che è una figata. Badate bene: tra maggio e giugno dell’86, lo stesso locale ospitava i Poison (e il loro nome è scritto grande grande sul programma del club) e i Joneses (anche loro headliner con caratteri cubitali). I Guns n’ Roses, piccoli piccoli, erano in mezzo ai Mistreater e ai Fine Line.

Se i Poison sono diventati un simbolo degli anni Ottanta (rappresentano forse il peggio di quel periodo, e mi piacciono per questo) e i grandiosi Joneses sono praticamente diventati un micro-culto (a volte ritornano, date un occhio alla loro pagina di MySpace), i Guns n’ Roses – perfetta via di mezzo tra le altre due band – si sono trasformati in una macchina spara e mangia soldi: erano dei disgraziati, vivevano di sesso, droga e rock and roll, hanno sfornato un album d’esordio della madonna, poi dollari a palate e inevitabile auto-distruzione.

La parola d’ordine era una sola: eccesso. Ed è andata a finire come sappiamo: un gruppo che non esiste più e un personaggio che impiega più di quindici anni per tirare fuori un disco di cui nessuno ha bisogno.
Certo, di dischi inutili ne escono sempre, ma di Chinese Democracy potevamo-possiamo-potremo pure farne tranquillamente a meno. Reckless Road di Marc Canter, con i ritagli di giornale, gli appunti scritti su carta straccia, le locandine ingiallite e una serie di scatti memorabili ci ricorda chi erano i Guns n’ Roses e, in fondo, cos’era e cosa dovrebbe continuare a essere il rock and roll.

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