Levis has left the building

Poisucevamachenille – s/t (Outline, 2010)

Un progetto solista di Ezio Piermattei, ex deus ex machina dei Levis Hostel, vecchia e apprezzata conoscenza di Black Milk.  Anzi: oserei definirlo un progetto monocratico (altro…)

Natale al Levis Hostel

levishostelcd.jpgLevis Hostel – Star Bell Jar (Persian Surgery/Outline, 2009)

E’ una vecchia e graditissima conoscenza, cumpà Levis Hostel. E lui, zitto zitto, senza dir nulla, un bel giorno mi fa pervenire via posta questo nuovo lavoro.

Il titolo è tutto un programma, soprattutto in virtù del relativo sottotitolo che è The Spirit Of Christmas Won’t Set Me Free Till Next Summer… lo trovo semplicemente geniale, considerando che il cd mi è giunto, in pratica, a Ferragosto!
Musicalmente si riconferma l’animo eclettico e weirdo di mr Hostel, che stavolta si spinge verso territori più dream-pop: brani sognanti e melodici, a volte bizzarri, altre ingenui come i dolci natalizi allo zenzero (tanto per restare in tema). E poi – in queste 10 tracce – c’è un po’ del Bowie primi anni Settanta, qualche pizzico di Sixties pop psichedelico, il caro vecchio folk. E l’indie, nella sua accezione più ampia. Ah e anche il lo-fi rock. E anche il glam… e poi ancora… e… ok mi fermo.

Come si sarà capito, è un bel caleidoscopio – come già lo era il lavoro precedente – anche se il pop è più prominente, direi, in Star Bell Jar. La cosa che colpisce in positivo, comunque, in primo luogo è l’assoluto fottersene di mode, tendenze e fighetterie del momento. Levis Hostel va per la propria strada e basta. E ci piace per questo.

Se proprio si vuol trovare qualche difetto, devo dire che l’ascolto completo del cd è stato un po’ difficoltoso, perché dopo metà ho iniziato a non distinguere più i brani. Ma son cose che dipendono molto dal momento, dall’umore e da una non eccessiva dimestichezza con queste sonorità.
Peccato anche per la confezione: un bel digipack (più ecologico, peraltro, rispetto al formato classico con jewel case di plastica e libretto interno!), ma senza alcuna info a parte titoli, formazione e i classici credits.

The (Levis) Hostel

cover.jpgLevis Hostel – A Minor Quarrel (Outline/Clapdance/Persian Surgery, 2008)

Un dischetto particolare, l’ep del pescarese Levis Hostel, che – data l’assenza di note biografiche – presumo essere appunto un progetto solista che ruota attorno al misterioso Mr Hostel, affiancato da un collettivo di musicisti.

Cinque brani in tutto, in confezione digipack dall’aria retro e seppiatissima (addirittura il cd è mascherato da vinilino, con centrino e solchi disegnati). La musica? Un bel concentrato variegatissimo di indie, rock, punk, garage, wave, lo-fi, psych pop e un pizzico di folk (dato forse dagli inserti di violino) – con dosi predominanti di indie e rock. Non spaventatevi, comunque: nonostante la ricchezza del piatto, è tutt’altro che pesante; anzi… siamo di fronte a canzoni davvero interessanti e ben scritte. Non c’è intellettualismo e nessuna posa da musicisti: solo buon rock (passatemi il termine generico, ma non ne trovo uno più specifico) contaminato e con una bella dose di originalità.
Aggiungete un certo lirismo delle atmosfere, una malinconia non opprimente, ma ben palpabile, e un gusto per gli arrangiamenti lo-fi, ma affollati e articolati: ecco che è sfornato un dischetto davvero speciale. Speriamo che qualcuno se ne accorga.
Unico appunto, personalissimo: “On the Waterfront” sa pericolosamente di Only Ones e non ho ancora capito se è un bene (insomma gli Only Ones, per dio!) o un male (con certe cose non si scherza).

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: