Gondolas bloody gondolas

destroy all gondolasDestroy All Gondolas – s/t (Kornalcielo, 2015)

Una specie di all-star band del nord-est – con gente che arriva da Gonzales, Hormonas (Pido, che è anche one-man band, Wasted Pido) e Minkions – sforna un 7″ grezzo come cartavetrata dimenticata in uno scantinato e usata per pulirsi le chiappe per errore (altro…)

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Tributo punk pizza e mandolino?

cover-aavv-punk-77-071.jpgAAVA – Punk 77-07, The Italian tribute to 30 years of r’n’r swindle (Tre Accordi/Self)

(di Manuel Graziani)

Inevitabile che anche la nostra malconcia Italietta tributasse il trentennale del punk in pompa magna. Inevitabile e pericoloso, perché lo stucchevole effetto “festa comandata” era davvero dietro l’angolo. Ma c’è da dire che, per quanto patinata, l’operazione della meneghina Tre Accordi ne esce complessivamente bene. Quasi tutte le 23 band del Belpaese chiamate a reinterpretare schegge immortali di punk-rock svolgono il compito in maniera degna.
Tagliano il traguardo per primi, ma non c’erano dubbi, i capitolini Taxi e Transex alle prese con furiose cover di brani a firma Slaughter and The Dogs e The Cortinas. Attaccati alle chiappe i concittadini Intellectuals, perfettamente imperfetti nel rileggere gli X-Ray Spex. Si contendono la medaglia di legno la fiammata “Neat Neat Neat” (Damned) vomitata col giusto slancio dai veneti Mudlarks, il power pop di marca Generation X degli High School Lockers, i Cramps veneti The Hormonas, la sempre emozionante “Los Angeles” (X) della bella sorpresa Sorelle Kraus e i redivivi Senzabenza, che stanno ai Ramones come il povero Gigi Sabani stava ad Adriano Celentano.
In tutta onestà a volte sembra di ascoltare né più né meno che dei compitini ma, suvvia, chi non proverebbe soggezione nel rapportarsi a cotanti mostri sacri?

PS: per dimostrarvi che sono uno scribacchino inappuntabile e che il buon Valentini non si pentirà di avermi dato ‘sto spazio, aggiungo che 11.000 copie del cd digipack in questione sono sbarcate nelle edicole in una confezione che comprendeva una rivistina con minischede delle band tributanti, fotine d’epoca delle band tributate e tre scritti di Federico Guglielmi, Stefano Gilardino e Marco Philopat, al prezzo abbastanza politico di nove euro e novanta. E rilancio ricordandovi che nel 2002, in occasione del venticinquesimo anniversario, quella monnezza di Tutto si era limitato a commercializzare un anoressico cd con sette brani – nemmeno dei migliori – di altrettanti eroi del punk. Dalle parti mie si dice “Sant’Antonio e il porco”, chiaro il concetto?

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