Masters of STD

youth of sifilideYouth Of Sifilide – Spruzzi di odio e morte (Bimbo Aborto Records, 2013)

Benvenuti in quella zona bizzarra, pericolosa e inafferrabile in cui metal estremo, hardcore, punk, demenzialità e follia si incontrano. Per intenderci, se vi trovate a vostro agio con il linguaggio parlato da gente come primissimi DRI, SOD, Stupids ed Electro Hippies di sicuro non faticherete a entrare nel mood dei meneghini Youth Of Sifilide (altro…)

Non respirare, non serve

buioingolaBuioingola – “Dopo l’apnea” (Autoproduzione – 2013)

[di Mario Selaschetti]

Benvenuti nell’epoca dell’ipercapitalismo globalizzato dove nei supermercati la differenziazione dei prodotti che finiscono sugli scaffali è portata all’estremo per inseguire una domanda sempre più annoiata e in continua ricerca di nuove sensazioni. E così, tra un’acqua che ti aiuta a far pipì e uno Yogurt che ti fa evacuare, anche nel mondo musicale fioriscono migliaia di generi musicali differenti. Un po’ perché siamo tutti contaminati da questo Zeitgeist commerciale un po’ perché la mente umana non dorme mai e continua a mescolare e mescolare i propri stimoli, senza fine (altro…)

Ultraviolenza per tutti

Ape Unit – Unforgivable Holidays (Grind Promotion/Tanto Di Cappello Records, 2012)

[di Denis Prinzio]

Il disco si apre con una vocina di bimba, in sottofondo le tenui note di un carillon: niente di più lontano – ovviamente –  da quello che segue, ovvero una manciata di minuti di furibondo assalto grindcore. Band di Cuneo formata da membri di Septycal Gorge e The Glad Husbands, gli Ape Unit esordiscono con questo Unforgivable Holidays (co-prodotto da Grind Promotion e Tanto Di Cappello Records) confermando la felice tradizione di terroristi sonici di cui gode la loro regione. Ma non tutto è grind ciò che luccica: pur restando fedeli ai canoni del genere (tempi velocissimi, voce che alterna scream e growl, stop & go così repentini che nemmeno un giro sulle montagne russe manovrate da Lapo in pieno trip da coca) nei 16 pezzi dell’album sono disseminati numerosi cambi di registro (seppur spesso di ridotta durata, ma in generale raramente si supera il minuto e mezzo a canzone) che differenziano il sound del gruppo da buona parte delle band dedite agli estremismi del grind.
Mid tempo, frammenti del buon vecchio mosh anthraxiano, chitarre noise che poco hanno a che fare col metal: gli Ape Unit dimostrano di aver recepito la lezione dei Brutal Thruth, distanti dai triti e ritriti clichè dell’extreme metal e più vicini, per filosofia ed attitudine, alla violenza dell’hardcore più brutale e del crust. I ragazzi dimostrano di possedere anche un discreto senso dell’ironia, evidente da alcuni titoli dei brani (“The Difference Between You And Bahamas”, “Motochrist Supercrust”, “The End Is Near Tijuana Is Nearer”) che permettono di stemperare un pochino l’iperviolenza sbattuta in faccia per tutta la durata del disco.

Un bel dischetto, ovviamente per orecchie avvezze ed allenate.

Frammenti mortali

Cripple Bastards – Frammenti di vita (FOAD, 2010)

Questo cd dei Cripple Bastards è uscito a novembre 2010 e parlarne ora è quasi imbarazzante a livello editoriale – non crediate che non me ne renda conto. Complice, però, il fatto che qui sopra – essendo a casa mia – sono piuttosto libero di contravvenire a qualche regola d’oro, ma anche l’idea che sia importante riconoscere a questa band il giusto merito, me ne fotterò… ed eccoci qui.

La band di Giulio The Bastard e i suoi malefici soci non ha certo bisogno di essere presentata, né raccontata. Anzi, se non sapete chi sono, neppure per sentito dire, avete probabilmente qualche grosso problema – oppure siete appena scesi dal seggiolone e avete digitato “hardcore punk” su Google dopo avere letto le due parole, per caso, su qualche giornale da grandi che non vi è permesso sfogliare normalmente.

Questo cd porta il titolo di un omonimo 7″ uscito nella prima metà dei Novanta, che conteneva sette cover di brani di band italiane del periodo d’oro dell’hardcore (e del punk) anni Ottanta: Wretched, Negazione, Nabat, Underage, Indigesti, Blue Vomit e Impact. A 16 anni di distanza il progetto si ripete, sulla lunga distanza, con i Cripple impegnati a rileggere e reinterpretare 14 brani altrui; la gran parte proviene dalla scena italiana storica, ma stavolta si pesca anche nel florido bacino del thrash e thrashcore tricolore del tempo che fu, riesumando vecchie bombe di Schizo, Bulldozer e Necrodeath). Un indizio più che tangibile dell’ispirazione dei CB, che da sempre non è esclusivamente hardcore, ma deriva anche dal metal più estremo

In coda al cd, due classici originali dei CB, in pratica due inni: “Polizia una razza da estinguere” e “Italia di merda”.

Che piacciano o meno, i Cripple Bastards hanno conquistato sul campo credibilità, nemici, onore e integrità. E nel frattempo si sono anche tolti lo sfizio di contribuire con un tassello non secondario alla storia della musica estrema. Grande traguardo già in sé, ancor più per una band italiana.

Ovviamente se l’hardcore/grind/ultracore vi provoca shock anafilattico, state lontani da questo cd e da tutta la produzione della band. Altrimenti non esitate a procurarvi questo manufatto.

Seth Putnam r.i.p.

Sabato 11 giugno è morto, improvvisamente, Seth Putnam – deus ex machina dei temibilissimi Anal Cunt, gruppo di culto della scena crust/grind/ultracore (altro…)

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