Gondolas bloody gondolas

destroy all gondolasDestroy All Gondolas – s/t (Kornalcielo, 2015)

Una specie di all-star band del nord-est – con gente che arriva da Gonzales, Hormonas (Pido, che è anche one-man band, Wasted Pido) e Minkions – sforna un 7″ grezzo come cartavetrata dimenticata in uno scantinato e usata per pulirsi le chiappe per errore (altro…)

Speedy rocky Gonzales

Gonzales – Blues On The Verge Of Apocalypse (Kornalcielo/Area Pirata, 2012)

E’ un ep – da cinque tracce – la nuova fatica dei Triestini Gonzales, che già abbiamo avuto modo di conoscere con una certa soddisfazione più di due anni orsono.

Nonostante il tempo passi, comportandosi da gentiluomo con pochi e da infida carogna con il resto, i Gonzales restano fedeli a se stessi e alla loro musica: un ottimo punk-hard rock di scuola scandinava, di quello che unisce l’urgenza del punk rock e del protopunk al piglio più urticante del rock duro (a tratti glam metal).
I nomi che vengono in mente ascoltandoli sono quelli dei soliti sospetti: dagli Hellacopters ai Glucifer, con un sound che frulla e rilegge influenze storiche che spaziano dai Kiss agli MC5, dai New York Dolls agli Heartbreakers, dai Thin Lizzy (c’è anche una bella cover di “Don’t Believe A Word”) agli Smack.

Un bel dischetto davvero, che farà storcere il naso ai puristi del punk per il suo taglio manifestamente rockettaro/metallaro… ma se non vi schierate in quelle file, ve lo godrete non poco.

Rocking Gonzales

gonzalescheckmate.jpgGonzales – Checkmate (Chorus of One, 2008)

Una bella sorpresa questi nostranissimi Gonzales, in giro da un lustro circa, ma inediti per me, vittima dello snobismo, della sindrome del comprarmi solo dischi usciti 20-30-40 anni fa e del Parkinson che avanza.

Quello che troviamo in questo Checkmate è un robustissimo e a tratti entusiasmante punk rock’n’roll con devianze hard/metalliche. Certi pezzi mi richiamano – con mucho gusto peraltro – alcune perversioni bostoniane uscite dai solchi di You Got It e (ancor di più) Older Budweiser dei Gang Green del periodo più hard rock. A qualcuno facevano schifo, per me erano quasi dio. Poi – ovviamente – a seconda dei gusti personali e degli ascolti, si possono tirare in ballo vari iniziatori nordeuropei, dai primi Gluecifer agli Hellacopters ai Turbonegro (ma non troppo) e la miriade di epigoni, compari, emuli e concorrenti. Insomma: punk + rock duro… difficile sbagliare.

Il livello resta piuttosto elevato per tutto il disco, con oscillazioni che vanno dal brillante al perfettamente nella media di tanti (c’è anche una cover di “Ring of Fire” di Cash, francamente piuttosto trascurabile). Con netta prevalenza di brani che si fanno ascoltare con gusto.

Bravi e “ignoranti” al punto giusto.

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