Geese raped Bee Gees

Geese – s/t (Bubca, 2012)

La modernità ha travolto il quartier generale della Bubca, che ha ceduto alla seduzione e alle lusinghe del marketing concedendosi uno sgarro epocale alla propria regola: per la prima volta pubblica un cd con copertina cartonata!

Niente paura, però, perché il dischetto è un cd-r come quelli che solo loro sanno fare, tutto decorato a mano col pennarello… ma soprattutto contiene otto brani degli australiani Geese, una band della madonna – e ormai defunta, pare.

L’anima psichedelica dei Geese è sempre forte, ma in questo frangente toccano in più occasioni lidi quasi crampsiani, facendoci godere come milf alla loro prima esperienza in un club di scambisti… immaginate un misto letale tra la band di Lux Interior e Poison Ivy e roba tipo Jesus & Mary Chain oppure Spacemen 3: non avete già le antenne dritte? E fate bene.

Da avere. Subito.

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Attack of the killer Geese

Geese – s/t (Never Deaf, 2010)

Qualcuno ricorderà che ci si è occupati degli australiani Geese non molto tempo fa, in occasione di uno split tape su Bubca con i Petrified Woods (la recensione è qui). Ora – sempre grazie ai servigi dei Bubca-boys – è arrivato in “redazione” (hahahaha) un bel 7″ di questi ragazzi australiani.

Il gioco è sempre lo stesso e il gruppo conferma tutto il bene che già se ne pensava: garage rock psichedelico con striature dream pop, che a tratti s’incazza e grida trasformandosi in punk rock, per poi tornare in un pacioso stato di narcolessia oppiacea contagiosa.
I riff sono molto classici e standard, roba che tutti hanno suonato più volte in qualsiasi jam, ma ovviamente il punto è sempre quello: chissenestrafotte… il rock’n’roll vive di autocitazione e ripetizione. Il vero segreto è la personalità e l’attitudine di chi lo suona.

Ora scusate, ma stappo un paio di Ceres e mi piazzo davanti alla finestra chiusa, col condizionatore a palla, per brasarmi il cervello con il lato B del singolo in loop. Son cose importanti.

PS: edizionde limitata a 300 copie. Chiedete a Bubca se ve ne vende una… ma dovete meritarvela.

Fotti il marketing, questa è Bubcalandia

Geese/Petrified Woods – split (Bubca, 2011)

Io a quelli della Bubca farei un monumento, ma nel contempo li percuoterei con violenza insensata – battendo sulle loro zucche vuote con una mazza da baseball di quelle che vendono da Decathlon a 20 carte. E sapete perché? Ve lo dico subito… questa banda di down posseduti dal rock’n’roll, che sfornano dischi, cd e 7″ a ciclo continuo, hanno pubblicato questo split tape (un’altra cassetta, sì) che sul lato A ha una delle band più pazzesche e sconosciute che ho sentito negli ultimi tempi (gli australiani Geese, paladini di un rock/garage psichedelico da pelle d’oca)… ma hanno avuto l’idea GENIALE (geniale un cazzo, mortacci loro!!!) di farlo uscire in sole 15 copie. E su cassette riciclate di Speak Up (il mefitico rivistone per chi vuole imparare l’inglese in edicola).
Sul lato B uno dei milioni di gruppi satellite/progetti del Bubca Boyz, il defunto duo Petrified Woods che fa il suo porco lavoro con un blues/folk/roots acustico e melodico, a tratti spastico a tratti mistico-religioso (ma piagato da una registrazione un po’ troppo lo-fi, con saturazioni assassine che penalizzano una band altrimenti molto valida).
Ma, torno a ripetermi, la vera perla del nastro sono gli australiani, i Geese. Andate a sentirveli e comprate una delle 15 (…15, cazzo… siete dei testoni!) copie di questo nastro. E se vi risponderanno che la cassetta è terminata, facciamo una petizione perché ristampino il tutto su cd-r e non in limited edition psichiatrica. Io firmo. Per la madonna.

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