Diario di una ragazzina

phoebe.jpegPhoebe Gloeckner – Diario di una ragazzina (Fernandel, 2006)

Molti leggendo questa recensione, potrebbero pensare “Ma che c’entra questo libro con il rock”? Io potrei rispondere: “C’entra, c’entra!”, semplicemente, lasciandovi il piacere della scoperta. Ma sarebbe troppo semplice e, nel caso di Phoebe Gloeckner, ingiusto.

In realtà Diario di una ragazzina (Fernandel, 2006), non è solo rock, ma punk rock allo stato puro. Anzi, pre-punk. Diario di una ragazzina narra le vicende di Minnie, adolescente inquieta e libertina di San Francisco e della sua difficile vita da bambina in un assurdo e quanto mai incomprensibile mondo di adulti.
Fanno da sfondo il rock e il glam di metà annisettanta, il Rocky Horror, i Grateful Dead, il disprezzo per i fricchettoni e la solitudine, di quelle toste, che sembrano ucciderti, come solo quella che si prova nell’adolescenza può fare. E poi non mancano le droghe sintetiche, l’alcol, e le mille angosce quotidiane sulla vita di adolescente sbagliata e – parte integrante e assolutamente agghiacciante del racconto – una storia d’amore con un patrigno viscido, alcolizzato e ottuso.

Phoebe Gloeckner non solo sa raccontare il disagio tipico di un’adolescente, ma filtra tutto attraverso le parole e le immagini, dice tutto ciò che non si dovrebbe dire e illustra quello che è lecito omettere: fumetti bellissimi e spiazzanti, che fanno da contraccolpo alle dure vicende vissute da Minnie, ma che fungono da collante per tutta la narrazione.

Se avete archiviato le favole di JT Leroy, Phoebe Gloeckner è la scrittrice destinata a prendere il suo posto. Anche perché non pretende di essere una una scrittrice, ma una timida e personalissima artista.

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Intervista a Miguel Angel Martin

angel.jpgDi Miguel Angel Martin si è detto e scritto di tutto. I suoi fumetti si amano o si odiano, ma di sicuro non passano inosservati. In Italia, il suo Psicopathia Sexualis è stato persino oggetto di un sequestro per oscenità, induzione alla violenza e pedofilia.
Time lo ha definito uno dei migliori disegnatori europei e The Face lo ha inserito nella lista dei migliori illustratori del secolo.
Tra i suoi libri tradotti in italiano figurano Anal Core, Cyberfreak (Topolin Edizioni), The Complete Brian the Brain (Coniglio Editore), che ha vinto il premio dei lettori del magazine XL a Napoli Comicon 2007. In occasione dell’uscita del nuovo albo NeuroHabitat (Coniglio Editore) abbiamo fatto all’instancabile Miguel Angel Martin qualche domanda…

In Neurohabitat torni con un personaggio tenero, anche se privo di slanci emotivi, sembra quasi un Brian the Brain senza cervello…
Si, è un personaggio piuttosto freddo. Di sicuro il più freddo ed emozionalmente più povero mai disegnato.

Oltre ai tratti semplici del personaggio, anche la storia sembra essenziale. È una scelta o i tuoi fumetti stanno diventando via via più minimalisti?
In questo caso è una scelta, come quella di intitolare le puntate con numeri binari e il finale con le pagine in bianco. L’ho fatto per accentuare la sensazione di freddezza. In Italia è stato appena pubblicato un altro albo, Bitch (Purple Press), disegnato più o meno nello stesso periodo, ma molto diverso da NeuroHabitat.

Il protagonista evita qualsiasi rapporto umano, preferisce persino la compagnia di un robot a quella di un animale vero. Alcuni studiosi dicono che, tra qualche anno, avremo tutti un robot da compagnia in casa…
L’idea del robotic pet mi è venuta leggendo una notizia dal Giappone, dove stanno già fabbricando questi robot per fare compagnia agli anziani che vivono da soli. Un robot non è impegnativo come un animale vero ed evita conflitti emozionali.

Asia Argento ha detto che i tuoi fumetti le hanno cambiato la vita. Credi che sarai tu il suo nuovo JT LeRoy?
Non credo perchè JT LeRoy non esiste, mentre io sì, he he! Il suo era il nickname di Laura Albert (l’autrice dei libri di LeRoy, ndr), tutta una montatura per promuovere il fim…

Hai visto Ingannevole è il cuore? Ti piacerebbe se Asia Argento (o un altro regista) girasse un film ispirato a un tuo fumetto?
No, non l’ho ancora visto. Mi piacerebbe molto vedere uno dei miei fumetti in un film. Finora solo il mio Snuff 2000 è diventato un cortometraggio, cinque anni fa. E un altro albo, Kyrie (inedito in Italia) è diventato un’opera teatrale.

Ho letto che hai disegnato una serie di toys che si ispirano ai personaggi dei tuoi fumetti. Potresti parlarcene?
Sì, uno di loro è Bug, uno dei miei primi lavori. Altri sono ispirati a Snuff2000, Kyrie e Brian The Brain. Prossimamente Cha-Cha, l’azienda produttrice, presenterà altri nuovi giocattoli tratti dai miei fumetti.photosnuff-2.jpg

Miguel Angel Martin, Neurohabitat

neurohabitat2.jpgA qualche anno di distanza dall’antologia dedicata a Brian The Brain, Miguel Angel Martin, autore degli estremi Psychopathia Sexualis e Anal Core, torna con NeuroHabitat (Coniglio Editore) un nuovo fumetto che “è il racconto lineare e definitivo di un isolamento fisico ed emozionale”.
Un racconto sull’isolamento, quindi, e sull’allontamento dalla vita sociale, argomento più che attuale, nell’era del digitale e della “web-life” intesa come nostro doppelganger virtuale. Miguel Angel Martin è indiscutibilmente l’autore che più di ogni altro riesce a restituire con tagliente ironia, la paranoia, la solitudine e l’assenza di emotività, dove i sentimenti appaiono congelati dalla moderna tecnologia e da un futuro nemmeno così lontano, che Martin crea nelle sue storie. E se questo non basta a farvi venire la voglia di leggerlo, ecco come termina la nota in quarta di copertina: “È la storia del vostro vicino di casa, oppure, forse, la vostra”.

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