CBGB & OMFUG a fumetti

cover libro CBGB OMFUGAutori Vari – CBGB – OMFUG (In Your Face Comix/Latitudine42, pp. 116, Euro 18,00)

[di Manuel Graziani]

È cosa buona e giusta che ciclicamente qualcuno renda omaggio al CBGB, la topaia merdosa del Lower East Side di Manhattan che, nelle intenzioni del suo fondatore Hilly Kristal, avrebbe dovuto ospitare Country Blue Grass e Blues (CBGB, appunto). Come sappiamo la faccenda andò diversamente, molto diversamente. In quelle quattro mura impregnate di sudore e piscio è stata scritta la storia del punk, e non solo sotto l’aspetto musicale (altro…)

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Carne al sangue

Carne (Lo-Fi Comics, 108 pag., 2011)

Ho pochissima dimestichezza con il fumetto e ancor meno con le sue espressioni più underground, ragion per cui l’impatto con CARNE di Lo-Fi Comics è stato bizzarro e curioso. Un po’ per l’argomento (la pornografia trattata e disegnata da autori che di pornografia non si occupano), un po’ per l’approccio dissacrante e intelligente, un po’ per l’aspetto visivo (non aspettatevi nulla di simile al classico fumetto porno da edicola che vi sarà capitato in mano senza dubbio qualche volta).

CARNE, insomma, è un progetto particolare che raduna autori e disegnatori con uno scopo ben preciso (cito): far capire “che la pornografia non è solo cazzi duri e tette rifatte, ma anche umorismo, riflessione, violenza, sangue, maschere anti gas, radiazioni, ironia, fantascienza”. No Lando, no Sukia, no Vampirella, insomma: ma storie umoristiche, politicizzate, postatomiche, amare, esistenzialiste, splatter, demenziali, tristi, fantascientifiche, ironiche… dove c’è gente che scopa e fa le peggio cose, ma non con quell’unica finalità.
La mia preferita, nel caso avesse qualche importanza, è “Pensierino della buonanotte” di Robo, che illustra un testo politico di Bakunin con le scene sadomaso più truci.

Un po’ di numeri? Ecco: 14 illustratori, 10 storie, 4 illustrazioni, 108 pagine di pornografia alternativa e pe(n)sante. Con ottima copertina di Jacopo Benassi.

Interessante, anche se non per tutti.

Catzilli e siluri

Johnny Grieco – bad BaBy (GRRR zetic, 152 pag, 2011)

Johnny è l’alter ego artistico – che convive in un rapporto simbiotico-conflittuale col suo altro aspetto – di Gianfranco Grieco; insieme, JG & GG sono responsabili di produzioni che spaziano dalla musica alla poesia, dalla grafica al fumetto. Il tutto in un arco iniziato a metà anni Settanta e ancora oggi in piena parabola ascendente, visto che i due Grieco sono sempre impegnati nei loro progetti, continuamente in moto.
Per chi ancora non ci fosse arrivato o fosse giunto da queste parti da poco, Johnny Grieco è “quello” dei seminali – che termine di merda, ma ci siamo capiti – Dirty Actions, “quello” di Le Silure d’Europe, “quello” del Catzillo… disegnatore, cantante, performer, poeta, produttore, ex modèlo (pronunciato alla sudamericana) nella Milano da bere e da pere, musicista, fanzinaro degli albori, mail artist e blablabla. Un’eminenza grigia del panorama underground e non italiano, per chiudere il discorso.

Questo bad BaBy è un volume che si concentra sull’aspetto fumettistico/vignettistico, raccogliendo centinaia di disegni, sketch, vignette, tavole, veloci scarabocchi e vere e proprie opere artistiche.
Si va dalle caustiche vignette di satira politica di fine Settanta/primi Ottanta (tra le mie preferite: mi hanno riportato ai miei 10-11 anni, quando dei giornali che leggeva il mio papà io guardavo solo le vignette satiriche, spesso senza capirci un cazzo visto che non ero esattamente informatissimo a quell’età fatta di Big Jim, biciclette Saltafoss e cassettine di musica registrata a caso dalla tv…), ai testi di canzone illustrati. E poi c’è il mitico Catzillo, che se non lo conoscete vi conviene provvedere immediatamente perché è una delle schegge più iconoclaste, candide e urticanti del fumetto underground italiano.

Se – come me – siete della generazione dei bimbi degli anni Settanta, in questo bel libro troverete molte suggestioni che vi riporteranno a quei tempi e alla logica conseguenza che, in qualche modo, furono gli anni Ottanta. Si respira l’aria elettrica del fumetto non allineato, quello che ha la sua tradizione più nota ne Il male, in Cannibale, nel vecchio Linus, in Frigidaire… il tutto – però – con una vena innegabilmente legata al punk.

Questa è storia. Godetevela. E io, intanto, attendo il libro che GG/JG sta completando sulla storia dei Dirty Actions (se non ho capito male)… lì se ne leggeranno delle belle davvero.

Lamette, frastuono, genio e fumetti

lamette_comicsVV.AA. – Guida illustrata al frastuono più atroce (Lamette Comix, 2009, 96 pag.)

Finalmente si arriva a recensire la Guida musical-fumettistica patrocinata da Lamette Comix e uscita già da qualche tempo (anzi, quando leggerete forse sarà bella e che esaurita: bye bye, pirla chi non l’ha presa prima!).

Premessa: io di fumetti non ci capisco un cazzo. Nel senso che li ho sempre seguiti poco e non ho nemmeno una “educazione” non convenzionale in materia. Semplicemente tante schegge raccattate in tutti questi anni: molte mainstream (da bambino e ragazzino mi leggevo i fumetti dei supereroi – della Corno, i primi – i Topolino & compagnia disneyana, i Dylan Dog/Martin Mystère), altre leggermente più “colte” o wannabe (ricordo i vari rivistoni contenitore tipo  Corto Maltese, Il Mago, i vecchi Linus formato tasca da eskimo), i vari semi de Il Male/Cannibale e derivati (da Pazienza a Scòzzari a Liberatore), qualche manga… insomma, una poltiglia assemblata con nonchalance e ignoranza.

Chiarito che avete a che fare con un non iniziato, posso continuare. E lo farò dicendo che – alla fine – era già scritto nei papiri del destino che questa antologia mi sarebbe piaciuta.
Il titolo Lester Bangs-iano è la prima notevole garanzia.
La forma dell’operazione, poi, è intrigante – soprattutto per un non appassionato come me: musica (e di un certo tipo, mica Gianni Morandi) più fumetti. Ovvero, come recita il sottotitolo,  “31 disegnatori interpretano 31 musicisti”.

Quello che ci si trova a sfogliare, poi leggere e – infine – rileggere ad libitum, è un volumetto in cui ognuno degli artisti si cimenta con una band, un musicista, un performer legato a un universo musicale Rock (in senso molto lato e concettuale: abbiamo veramente da Nico ai Black Flag, da Bowie ai Manowar…).
31 fantastiche ossessioni che – per citare l’intro del volume – traggono vita e linfa dal paradosso catulliano dell’odi et amo (odio e amo): ognuno ha illustrato un album, un artista o una canzone che ha pesato talmente nella sua esistenza da divenire contemporaneamente oggetto di desiderio e repulsione. Che è un po’ l’essenza della vita di ogni maniaco serio del rock: lo si ama, ma lo si odia a morte.

Detto questo, qualche parola sulla parte più squisitamente fumettistica. Gli stili sono davvero eterogenei: un mish-mash caleidoscopico in costante movimento; un flusso di figure, illustrazioni testi e tavole davvero instabile come un fiotto di nitroglicerina alla spina. L’unica differenza è che qui scoppia tutto e subito. E meno male: perché è un godimento estremo farsi investire da questa pioggia di idee, schegge e detriti rock.

Questo è IL fumetto catartico per il vero malato di musica. Ed è pure IL fumetto che anche i casuali lettori come me si fermano a leggere, rileggere e studiare. Perché pulsa, scalcia e mena.

E, magari, fra qualche anno sarà leggenda.

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