Atletici quanto basta

blacksheepGli Sportivi – Black Sheep (Flue Records, 2012)

[di Denis Prinzio]

Ed eccolo infine il disco “lungo” de Gli Sportivi. Usiamo le virgolette perché in realtà si tratterebbe, se si parlasse di un vinile, del classico 10”: otto brani per mezz’oretta di musica, con diversi pezzi già editi nei due singoli che hanno preceduto l’uscita di questo Black Sheep.

Da queste parti abbiamo seguito sin dall’inizio l’avventura del duo veneto, e ci scusiamo pertanto per il ritardo nel recensire il disco (che è uscito a fine 2012).

Che dire appunto di nuovo? Gli Sportivi continuano imperterriti con il loro garage blues “boombastico”, ricco di break e carico di dinamica esplosività (altro…)

Gente sportiva…

Gli Sportivi – Gimme Gimme Your Hands/Go Back (Flue Records, 2012)

[di Denis Prinzio]

Riecco Gli Sportivi, duo di scapestrati figli del rock’n’roll che tornano a farsi sentire con questo singoletto in vinile rosso fiammante dopo l’ep d’esordio di due anni fa (recensito da queste parti). Parlando di quel lavoro (tra l’altro una delle mie prime recensioni per Black Milk… nostalgia canaglia, come passa il tempo e via dicendo) ci si era soffermati sulla destrezza dei ragazzi nel ripresentare un veloce garage’n’ roll figlio del ventennio ’50-’60, reinterpretato e ri-attualizzato con la sensibilità delle band odierne. Non cambia la sostanza in questi due nuovi brani, anche se l’accento si sposta un pochino verso sonorità blues amfetaminiche vicine a certe cose degli ultimi Black Keys.

C’è sempre un sanissimo approccio “raw” e scassone (ad esempio nell’esplosione del refrain in “Go Back”, realmente esaltante) che fa da contraltare alle melodie catchy architettate dalla band, la quale da l’impressione di sapersi e volersi divertire, e c’è da credere che nei live ciò succeda eccome. Per concludere, sempre di Black si tratta, ma a sto giro un po’ meno “Lips” e un po’ più “Keys”, se mi perdonate lo stupidissimo gioco di parole. Comunque sempre un bel sentire, confermando Gli Sportivi come una delle nostre più promettenti realtà in ambito garage blues/punk.

Ora però è venuto il momento di giocarsela con un disco vero e proprio, eh ragazzi?

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