Tons of Tons

Tons – Musineè Doom Session Volume 1 (Escape From Today, 2012)

[di Denis Prinzio]

Gruppo torinese formato da ex membri di formazioni hardcore, i Tons esordiscono per la sempre attenta Escape From Today (che celebra così la sua cinquantesima uscita: auguri) con questo Musineè Doom Session, aiutati nella produzione da Danilo Battocchio, chitarrista dei Last Minute To Jaffna.

Lavoro concettualmente centrato sulla misteriosa montagna Musineè, situata all’inizio della Val Di Susa, teatro di molteplici e inquietanti episodi perfetti per stimolare registi di film horror/sci-fi: campi magnetici in grado di oscurare le trasmissioni radio, avvistamenti di oggetti volanti, processioni di dannati, streghe e diavoli, sterminate serie di grotte e cunicoli in gran parte inesplorate e così via. La montagna sarebbe inoltre un sito attraversato dalle linee ortogoniche, le quali indicano aree dove c’è un’alta concentrazione di energia positiva. Insomma, ne abbiamo per tutti i gusti, cultori dell’esoterismo, satanisti, amanti del mistero in tutte le sue forme.

I Tons ci costruiscono sopra un’imponente, nonché suggestiva, impalcatura sonica a base di fangoso sludge, luciferino doom e fuzzoso stoner. Sei brani dove l’approccio psichedelico del gruppo diventa psicosi maligna e disturbante, dove chitarra e basso s’impastano in paludosi riff squassati e incancreniti dalla voce ai confini col black metal di Paolo, sorta di “Burzum in acido” come da loro stessi definita.
L’attitudine alla jam produce lunghe composizioni dove le progressioni atmosferiche dei primi Electric Wizard incontrano le malvagità acide degli Iron Monkey: il risultato è realmente impressionante, musica evocativa e minacciosa all’ennesima potenza. Stempera un po’ il tutto l’intento ironico dei nostri, che traspare da titoli-parodia come “Rime Of The Ancient Grower” (in cui l’inciso del cantato riprende brevemente il brano dei Maiden) o “At War With Yog-Sothoth”.
Acquisto decisamente consigliato agli amanti dei generi e gruppi citati: un’altra band italiana di cui esser fieri. E non fate i tirchi, che il vinile 180 grammi o l’edizione in cd con copertina cartonata e serigrafia saranno un bel vedere per i vostri occhiucci.

Jes Franco e la droga? Yes

jesdrogas.jpgJesus Franco & The Drogas – get free or die tryin’ (Valvolare/Bloody Sound Fucktory/Escape From Today/Que Suerte!/Deambula, 2008)

Il blues-punk mefitico e malato, nonostante la situazione clinica disastrosa, non morirà mai. Perché si nutre della propria stessa malattia e delle proprie patologie. E allora godiamo come chupacabras sieropositivi, tossici, asmatici, rognosi e priapici, ascoltando questo dischetto firmato da Jesus Franco & The Drogas.

Se Gun Club, Chrome Cranks, Captain Beefheart e compagnia mortifera vi fanno venire il brivido (e devono farvelo venire, sia ben chiaro); se il rock sanguigno e sanguinante vi arrapa; se avete un cuore punk e nero… avete trovato un’altra band da aggiungere alla vostra collezione. I miasmi musicali di Jesus e dei suoi Drogas sono dei migliori, di quelli che brasano cellule olfattive, sciolgono palati e uccidono neuroni senza troppi complimenti: a nulla vale qualche leggera citazione d’ispirazione Sonic Youth e Fugazi… qui c’è il demonio e – per fortuna – non c’è tempo per fare troppo gli artisti noise.

Bastardi e malati come è giusto che il rock sia. Da bersi tutto d’un fiato. Più volte, fino al raggiungimento dell’oblio.

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